Portafoglio Investimenti al 19 03 2018

La mia Asset Allocation è variata leggermente, perché a seguito della breve depressione avvenuta recentemente (ne avevamo parlato) ho acquistato qualcosina, e si è quindi ridotta la parte cash:

Asset Allocation 19 03 2018

Questo è il mio split tra ETF e Azioni, con la relativa performance (dividendi esclusi) dal 1 gennaio 2016 ad oggi.

A seguito degli acquisti recenti, la percentuale di azioni singole è aumentata (gli ETF hanno solo acquisti automatizzati tramite ETF Replay).

Split ETF Stocks 19 03 2018

 

Questo il dettaglio dei miei ETF. Gli emergenti stanno pian piano incrementando il loro peso sul totale, dato che gli investimenti automatici mensili sono splittati 50/50, e così sarà fintanto che gli emergenti non rappresenteranno circa il 15% del mio totale asset.

Split ETF 19 03 2018

Questa invece la performance delle mie azioni individuali.

La watchlist di Bloomberg che uso per tracciare l’andamento non tiene conto delle fluttuazioni del tasso di cambio, e quindi falsa i dati.

Glaxo, che risulta in perdita dell’11%, è in realtà in leggero guadagno, mentre IBM, che ho comprato a $122 ma col dollaro ai massimi, guadagna meno di quanto sembri.

L’idea di questi post non è di avere una visione precisa al laser, ma una buona approssimazione.

Split Stocks 19 03 2018

Per finire, qui il dettaglio.

Ricordo che i pesi son calcolati sul costo, non sul valore attuale. Per il valore attuale potete farvi i calcoli da soli se vi interessasse.

Detail 19 03 2018

Cosa è cambiato rispetto al mese scorso.

Per quanto riguarda la parte automatizzata, sempre nulla.

Una parte dei miei risparmi viene sempre investita a cadenze regolari nei due ETF che vedete, ad oggi con split 50/50 tra i due ETF..

Per quanto riguarda le azioni individuali, è stato invece un periodo attivo.

Ho triplicato la quantità di Suez Environnement, che sono ad oggi vicine ai minimi da 5 anni a questa parte.

Suez è un’azione che mi piace parecchio perché sono tra i leader mondiali del water e waste management, servizi che a mio avviso sono la vera “new economy” di un mondo sempre più sovrappopolato.

 

Ho acquistato anche una discreta quantità di General Electric, per ragioni molto banali: sembra che attualmente arrivino solo brutte notizie, e tutti sono molto pessimisti sul futuro di questa azienda.

Intanto, GE ha sempre dei business fantastici, in particolare nella costruzione di motori per aerei, pale eoliche e macchinari per ospedali, business in cui sono leader mondiali e che non vedo come non possano crescere in futuro.

Ultima, con una botta di culo mostruosa, su segnalazione di un amico (grazie Carlo) ho acquistato qualche Salini Impregilo ai minimi da 5 anni, ed il giorno successivo hanno guadagnato il 10%.

Impregilo è una società di costruzioni di altissimo livello, con progetti ovunque. Costruiscono strade, fermate della metro, ecc.

Come al solito non ho venduto niente.

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Ricordo le importanti note sul mio approccio personale e sulla metodologia:

1- La prima cosa che bisogna fare è mettere da parte un cuscinetto di liquidi per le emergenze, pari a minimo tre mesi di spese correnti.
Visto che è per le emergenze, questo cuscinetto non va investito in nulla che non sia cash, o al limite un conto deposito svincolabile e liquidabile in 24 ore massimo.

2- Il denaro contante serve a poco ed è improduttivo, in condizioni normali cerco sempre di far si che la percentuale di denaro (escludendo il cuscinetto di emergenza) non superi mai il 10% del mio totale.

3- Cerco in linea di massima di investire poco alla volta e con regolarità, cercando di approfittare del Dollar Cost Averaging. Questo sicuramente non mi porterà mai a comprare ai tutto ai minimi e vendere tutto ai massimi, ma mi garantirà di non fare errori irrimediabili.

4- Cerco, se possibile, di non vendere mai, e nel dubbio cerco di fare meno trading possibile. In dieci anni che investo avrò premuto il tasto “sell” non più di una dozzina di volte, e quasi sempre l’ho fatto per poi comprare altro coi soldi derivanti dalla vendita.
Da quando sono rientrato in italia (dicembre 2015) ho venduto solo una volta.

5- I miei investimenti sono divisi più o meno 50-50 in una parte automatizzata ed una parte in cui decido io il timing e l’allocazione.
La parte automatizzata va sempre in ETF indice tramite ETF Replay, mentre la parte decisa da me va spesso, ma non sempre, in azioni individuali.
Vista la mia riluttanza a tenere molto cash, anche la parte non automatizzata viene investita in modo costante e graduale, nella sostanza in modo non troppo dissimile da un Dollar Cost Averaging.

6- Nelle tabelle sotto i costi di acquisto partono quasi tutti da Gennaio 2016, perché avendo cambiato continente ho a) cambiato drasticamente Asset Allocation e b) dovuto vendere in un paese e successivamente ricomprare in italia per evitare complicazioni a livello di tassazione. Questo mi permetterà, quando avrò uno storico abbastanza lungo, di capire come performo rispetto agli indici.

7- Per riflettere davvero la mia performance, qualora vendessi un titolo per comprarne un altro, terrò conto del guadagno netto (o della perdita) nel costo del titolo nuovo.
In due anni questo è avvenuto una volta (vendute delle Siemens per comprare delle Veolia).
Esempio di fantasia:

  • Compro 100€ di Siemens, le vendo a 150€ .
  • Realizzo Siemens = 150€ – [50 (guadagno) x 0,26 (tasse)] = 137€
  • Compro 137€ di Veolia, e le contabilizzo a costo di 100€ (che era il mio investimento originario).

 

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