Podcast: ETF come subprime CDO e stipendi in Bitcoin.

In quest’ultima puntata di Incassaforte Pod (in cui Andrea da un certo punto in poi sembra si sia drogato, ma e’ solo che era appena tornato da un viaggio intercontinentale ed aveva 7 ore di jet lag), iniziamo con rispondere ad una mail di Nicola, che ci chiede se possa valere la pena considerare offerte di lavoro che propongono di pagare lo stipendio in Bitcoin.

Poi commentiamo le recenti esternazioni sugli index funds di Michael Burry, uno di quelli che aveva predetto la crisi del 2008 (e’ quello interpretato da Christian Bale nel film tratto dal sublime libro The Big Short di Michael Lewis), segnalateci tra gli altri da Giorgio da Mosca.

Questo ed altro nella nuova puntata di Incassaforte Pod, il podcast di incassaforte.com.

Come sempre, potete scaricarlo ed iscrivervi su iTunes oppure sulla pagina di Podbean.

I consigli della settimana sono:

Andrea: duckduckgo browser per telefoni/ipad

Carlo: Free Solo, film documentario sull’impresa di un free climber che vuole scalare a mani nude la parete El Capitan nello Yosemite Park.

Tommaso: Becoming Superman: My Journey from Poverty to Hollywood di J.MIchael Straczynski, che racconta del suo percorso verso la notorieta’ partendo da una situazione familiare disagiatissima.

11 thoughts on “Podcast: ETF come subprime CDO e stipendi in Bitcoin.

  1. Come al solito interessante (seguo il blog ed il podcast dall’inizio ma non ho mai partecipato alle discussioni), vorrei però segnalare alcune inesattezze/dimenticanze/lacune (non voglio assolutamente sembrare saccente o essere offensivo)

    Le informazioni sulla volontarietà o meno di dichiarare alcuni introiti (come quelli su paypal) sono errate, in realtà l’anagrafe tributaria ha la possibilità di incrociare tutti i dati relativi ad ogni codice fiscale (può confermarlo chiunque abbia mai provato a chiedere un isee da almeno 4/5 anni)

    inoltre, oltre una certa cifra (mi pare <2000€) il conto va obbligatoriamente verificato con bonifico/cdc, alcune banche non permettono di spostare facilmente fondi su coinbase sia in ingresso che uscita, N26 per esempio chiude automaticamente il conto in caso si facesse questo uso definito "improprio"

    Già da qualche anno si parla di SERPICO 😉

    Ciò detto, penso che le cryptovalute a lungo andare siano una buona trappola per tonni, le transazioni sulla blockchain almeno sono tutte verificabile, se poi ci sia attualmente la volontà degli stati di farlo non saprei dire (naturalmente il passaggio fisico di un wallet fisico o un paper wallet è un'altra cosa, ma anche in questo caso prima o poi questi fondi andranno spesi da qualche parte e quindi usciranno allo scoperto)

    anche la prossima-ventura crypto di Facebook ha dimostrato molto in questo senso, imho

    🙂

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  2. Io ho un dubbio (mi pare che se ne fosse parlato nei commenti una trentina di post fa). Poniamo che Michael Burry abbia ragione e che gli ETF scatenino la prossima crisi globale. A prescindere dalle azioni sottostanti, ci sarebbe prevedibilmente una disaffezione generale nei confronti dello strumento (sia durante che dopo la crisi): è quindi possibile che gli ETF diventino “pacchi” illiquidi e invendibili, dato che nessuno vorrebbe più comprarne per essersi scottato con dolore in precedenza?
    (mi immagino uno scenario in cui tutti tornano a essere stock picker o si rivolgono a fondi tradizionali, e non vogliono più vedere un ETF neanche col binocolo, e chi ne ha ancora in portafoglio si attacca al tram).

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  3. Ciao Andrea! Vi seguo da pochi mesi e vi sto spammando a tutti gli amici con grande fierezza!

    Detto ciò per quanto riguarda il tema delle criptomonete volevo segnalare che stanno nascendo molto app wallet con bancomat. In sostanza tu depositi le tue crypto su questo conto (chiaramente senza alcuna protezione bancaria) e con la carta puoi ritirare contante a qualsiasi sportello al tasso di cambio del momento, tra le tante mi viene in mente Change e un’altra che si chiama Crypto.

    In linea generale poi le Crypto monete in Italia sono tassate come prodotti finanziari (mi sembra al 27% su guadagno tra acquisto/vendita).

    La società potrebbe essere nata da un acquirente della prima ora di Bitcoin (che quindi vuole monetizzare) oppure da una start up che riceve pagamenti anche in questa moneta. In linea generale sono daccordo nel considera la cosa una truffa!

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  4. Ciao Andrea,

    ma una curiosità, il Podcast non c’è su Spotify?
    Io utilizzo principalmente quello in macchina per ascoltare i Podcast, ma non ti ho trovato.

    Ciao
    Emanuele

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