#85 – Perché amo i dividendi.

un’immagine molto originale

Come probabilmente saprete, uno dei modi in cui le aziende quotate distribuiscono utili ai propri azionisti è sotto forma di dividendi.

Questi dividendi, in italia, sono tassati al 26%, ed è per questo che sono stati creati dei fondi/ETF, detti “ad accumulazione”, che non “staccano” i dividendi accreditandoli sul conto del possessore sotto forma di cash, ma semplicemente li mantengono all’interno del fondo, aumentandone il valore.

Per questioni di matematica spiccia, chiarisco subito che, a parità di tutte le altre condizioni, un ETF ad accumulazione conviene leggermente rispetto a quelli a distribuzione (anche se ci sono tanti “però”, che abbiamo sviscerato in dettaglio in passato).

Per la stessa ragione, alcuni investitori preferirebbero vedere le aziende distribuire meno dividendi (e magari usare i soldi per ricomprare azioni proprie e distruggerle), per risparmiare sulla tassazione.

A mio avviso invece, pensare in termini di dividendi invece che di prezzo delle azioni/ETF conferisce all’investitore un enorme vantaggio psicologico.

L’immagine qui sopra mostra i drawdowns (ossia “quanto è sceso”) per l’S&P500 e per i dividendi dell’S&P500.

Come potete vedere, in periodi di crollo, i dividendi tendono a scendere molto meno dei prezzi.

A titolo di esempio, al picco della crisi del 2009, l’S&P aveva perso il 56% dai massimi, mentre i dividendi erano scesi “solo” del 24% (meno della metà).

La crisi del 2009 è stata anche la prima (ed unica) volta dal 1950 in cui i dividendi sono scesi di una percentuale in doppia cifra.

Quindi quando io compro, ad esempio, azioni dell’ETF indice Vanguard Europa, penso anzitutto che sto comprando circa 0,75 euro di dividendi all’anno ad azione.

3,45% x 29,12 = poco più di 1€ – 26% tasse = circa 75c

Pensare in questo modo è di grandissimo aiuto (almeno per me) nel sopportare i crolli di borsa: sapendo che la quantità di dividendi che mi entrerà tende a cambiare poco, non solo non mi preoccupo della discesa di prezzo, ma ne gioisco perché i miei nuovi acquisti avranno un rendimento più elevato.

Non sottovalutate mai l’aspetto psicologico: le nostre emozioni sono sempre il primo responsabile delle cazzate che facciamo coi nostri investimenti.

E’ facile pensare di essere capaci di rimanere razionali quando si viene da periodi di mercati tranquillissimi come gli ultimi 6-7 anni, ma quando il mare si fa burrascoso, la maggioranza tende a farsi prendere dal panico ed a fare l’opposto di quello che si dovrebbe fare.

Ogni aiuto a tenere i nervi saldi è prezioso.

Buon risparmio.

11 thoughts on “#85 – Perché amo i dividendi.

  1. Bravo! Anch’io investo nell’etf europa di Vanguard. Anche se la versione di Ishares (IE00B1YZSC51) mi tenta: ha lo stesso ter ma uno spread molto più basso, poiché liquidissimo. Unico difetto, è leggermente meno diversificato. Che ne pensi?

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    1. Penso che nella sostanza siano equivalenti, avessi iniziato con IMEU probabilmente continuerei con quello, ma sono con Vanguard e li rimango.
      I volumi scambiati sono effettivamente sei volte superiori su quello di iShares. Vanguard mi rassicura di più come emittente – per dire in America sono bravissimi a gestire la tassazione e di solito riescono a tirar fuori qualche centesimo di punto percentuale annuo di rendimento più degli altri.
      Siamo li

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  2. Finalmente tornano i tuoi splendidi post!
    Complimenti anche per il podcast e per come è migliorato puntata dopo puntata, me lo son divorato durante questa estate!

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  3. Spunto di riflessione: giacché usiamo quasi tutti fineco, andiamo a controllare lo storico dei nostri ETF diversificati Europa e USA… quelli USA, che riproducono in sostanza il Dow Jones, salgono imperterriti, con una inclinazione media costante.
    Quelli europei, PIATTI. Dal 2015 ad oggi il controvalore non solo non è aumentato ma addirittura un po’ sceso.
    Sto pensando di riallocare le mie percentuali dai titoli europei a quelli americani. Cavolo, sembriamo un continente morto!
    Il famoso metodo del prelevare il 4% annuo per vivere lasciando intatta, anzi facendo continuare a crescere, la propria quota di investimenti, è funzionante solo per gli indici americani, e ho commesso un errore madornale a piazzare il 45% dei miei avere in europa.

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