#83 – Peer to Peer Lending.

Il Corriere Economia ha da poco pubblicato uno dei suoi fastidiosissimi slideshow clickbait un articolo sul Peer To Peer Lending.

Di cosa si tratta?

Il PTP Lending è un sistema, nato (come quasi tutte le innovazioni in ambito finanziario) in america, che si promette di finanziare prestiti a piccole aziende o a privati tramite l’investimento diretto di altri privati.

La prima piattaforma a proporlo è stata Lending Club, la cui idea nacque sulla falsariga di quelle alla base di aziende come AirBnB o Uber.

Il piano è: tagliamo l’intermediario (la banca), e connettiamo direttamente chi ha bisogno di soldi con chi ha soldi da investire, rendendo il tutto più efficiente.
Il rischio lo mitighiamo spezzettando i prestiti in modo che ciascun investitore abbia tante piccole tranches di vari prestiti.

La storia è affascinante, e lo specchietto per le allodole l’attrattiva per chi presta i soldi è semplice: i rendimenti sono più alti delle normali obbligazioni/bond.

C’è anche il plus psicologico del “fottiamo le banche malvagie”, che è sempre molto motivante.

Facile quindi farsi ingolosire, ma ne vale la pena?

Qualche anno fa, quando abitavo a New York, aprii una piccola posizione con Lending Club, attratto proprio dagli stessi argomenti di cui sopra.

Decisi di andare aggressivo: d’altra parte più rischio uguale più rendimento, giusto?
l rendimento medio dei miei prestiti doveva essere di circa il 16%.

Oggi, dopo quasi cinque anni, ho quasi azzerato la posizione, con rendimenti netti reali del…. rullo di tamburi…

Uno punto quindici percento
Uno punto quindici percento

I rischi che sottovalutiamo.

Cosa mi ero perso all’epoca?

Anzitutto, una banale considerazione: che ad alti rendimenti corrispondono alti rischi.

Tanti dei miei prestiti sono stati ripagati solo in parte. Alcuni debitori sono scomparsi nel nulla immediatamente, altri hanno pagato solo una parte, alcuni hanno rimborsato fino all’ultimo centesimo.

La diversificazione mi ha protetto dalla catastrofe, ma non dall’erosione dei rendimenti.

In secondo luogo, sapete chi NON ha prestato soldi a queste persone?

Le banche, che tendono ad essere abbastanza brave a valutare rischi e rendimenti, e conseguentemente prestare soldi solo quando pensano possa essere un buon investimento.

La piattaforma di PtP lending non ci mette una lira, paga solamente l’infrastruttura, e guadagna in percentuale all’ammontare che circola sul suo “circuito”.

Ha quindi tutto l’interesse a far prestare quanti più soldi possibile, e nessun rischio di rimanere in mutande se qualcosa andasse storto.

Per dirla in modo forbito, i loro interessi non sono completamente allineati a quelli di chi presta.

In ultimo, una considerazione sugli incentivi di chi riceve denaro in prestito tramite queste piattaforme.

Immaginate di avere tre tipi di debiti diversi:

  • Un mutuo su una casa in cui vivete.
  • Un prestito comune che avete aperto presso una banca tradizionale.
  • Un prestito aperto tramite piattaforma PtP.

Ora immaginate per un attimo di trovarvi inaspettatamente in ristrettezze finanziarie, e di non poter pagare le rate di tutti e tre i prestiti.

  • Se non pagate il mutuo, vi pignorano la casa.
  • Se non pagate il prestito, la banca ha il vostro nome, cognome, indirizzo, ed una nutrita schiera di avvocati che vi tormenteranno a vita per recuperare i soldi. Ha probabilmente anche qualcosa che avete lasciato in garanzia, su cui potrebbe rivalersi.
  • Se non pagate il prestito PtP, avete come controparte una piattaforma con poco personale, ed i vostri creditori sono una serie di persone che non avete mai visto (nemmeno loro hanno mai visto voi), ciascuna delle quali vanta verso di voi un credito di circa 20€, con nessun “collateral” (= “cosa su cui possono rivalersi”).

Quale di questi tre debiti smettete di pagare per primo?

Esattamente.

Fidatevi di me, lasciate perdere il PtP lending.

13 thoughts on “#83 – Peer to Peer Lending.

  1. Ciao INCASSAFORTE!

    è bella l’idea di aprire un blog e monetizzarlo con la pubblicità… verri farlo anche io per aumentare le mie entrare rispetto al lavoro dipendente… mi domanda come sia possibile conciliare le due cose dal punto di vista fiscale, quali forme giuridiche sia necessarie per far convivere le due cose…

    voi come vi siete organizzati? avete un commercialista di riferimento a cui posso rivolgermi?

    grazie, Guido

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    1. Ciao
      Veramente la pubblicità è di WordPress, perché uso un account gratis.
      Le spese sono l’hosting del podcast (circa 40€ all’anno) e il dominio (circa 30€ all’anno se ben ricordo).
      I link ai libri sono affiliati Amazon ma credo di aver recuperato 30 euro in tre anni 🙂
      Diciamo che non lo faccio per soldi (grande eufemismo).

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  2. C’è chi ci crede e parecchio:

    Learn How To Achieve Financial Freedom And Become A P2P Millionaire

    https://p2p-millionaire.com/

    FINANCIALLY FREE
    The journey to financial freedom starts here

    https://financiallyfree.eu/

    Personalmente ho iniziato a investire a piccoli passi con Mintos e, fino ad ora, mi sta dando grandi soddisfazioni: IRR quasi del 12%, solo investimenti con buyback guarantee, solo loan originator con un certo rating (che sia quello ufficiale di Mintos, che quello di Explore P2P (http://explorep2p.com/mintos-lender-ratings/), guarantee), 0 loss ytd.

    Credo che ci sia una grande differenza fra le piattaforme e che, come sempre, il segreto sia nel mantenere sempre un alto tasso di diversificazione anche nelle asset class.

    Buon lavoro!

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    1. Certamente. IRR del 12% sarebbe una figata.
      Da quanto hai iniziato?
      Io dopo due anni avevo il 14%.
      I default arrivano dopo, ed il continuo reinvestimento delle cedole “maschera” il rendimento reale perché continua ad aggiungere roba “nuova”.
      A mio avviso, se si potesse guadagnare davvero il 12%, le banche ci sarebbero entrate a capofitto.
      In ogni caso, se per te funziona bene così! Io mettevo solo in guardia rispetto alla mia esperienza.

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      1. Ho iniziato da tre mesi circa.

        Ci sarebbero entrate… in realtà già ci sono già ma nei paesi con inflazione a due cifre e tassi nominali anch’essi a due cifre.
        Il vantaggio della piattaforma è che permette – con tutti i rischi del caso – di mettere un chippino in ogni paese in cui è presente, diversificando al massimo.
        Poi, con short term loan che si autoalimentano, l’interesse composto non può che salire.
        Ovvio, l’unico rischio è che defaulti il loan originator che ti copre con il buy back a 60gg, ma ad oggi è successo una sola volta e Mintos stessa si è attivata per cercare di recuperare il capitale.
        E se salta un LO che nel proprio portafoglio rappresenta una piccola %, allora IMHO il gioco vale davvero la candela.

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  3. Io ho fatto un piccolo esperimento con Mintos, che è la piattaforma con rating più alto tra gli addetti ai lavori. Ha anche una piccola clausola, se vogliamo: se i pagatori non rispettano le rate dopo 60 giorni il sito ripiana il debito.
    Ho diversificato con 50 prestiti, ho scelto l’interesse più basso possibile, con il lasso temporale più breve (6-9 mesi) con reinvestimento automatico degli interessi. Risultato, dopo un anno ho l’11%. Per ora direi che funziona.

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  4. Personalmente dal P2P ci sto ben lontano.
    Io mi faccio sempre una domanda: perché una persona dovrebbe farsi prestare soldi al 12% tramite queste piattaforme quando in banca o presso le finanziarie lo puoi fare a tassi dimezzati?
    Probabilmente perché non hanno un merito creditizio per ottenerli in banca (bassi redditi, lavoro precario, prestiti mal pagati, ecc).
    Ebbene, se non i soldi non glieli presta la banca, non vedo perché dovrei farlo io!

    Liked by 2 people

    1. Perché non tutto il mondo è Italia o area Euro. Ci sono paesi con inflazione a due cifre dove anche i tassi nominali viaggiano su questi valori.
      Il segreto è diversificare al massimo, così da non incorrere in eccessiva concentrazione per paese & loan originator!

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      1. A maggior ragione non presterei soldi in paesi con inflazione a due cifre (Turchia? Sud America? Altro?). E se presto soldi fuori dall’area Euro il rischio cambio chi lo assume?
        Comunque ognuno è libero di rischiare quello che vuole coi propri soldi.

        Liked by 1 person

  5. Solo in Euro.

    Studiatevi in sito e fate un salto sul forum dedicato di Finanza on Line.

    Saremo anche avveniristici ma non sprovveduti.

    E lì rischi e tecniche sono stati a lungo sviscerati.

    Fatevi un’idea più precisa, poi ne parliamo.

    Ps grazie a voi oggi mi sono imbattuto nella ricerca del miglior rendimento su Mintos in un genio. Il sito è mintosboyz.com e spiega come abbia raggiunto un IRR del 19% comprando sul secondario a sconto e rivendendo sopra o alla pari, tutto con rating >B, tutto in Euro e con max diversificazione, tutto a breve termine anche con l’acquisto di prestiti prossimi al buy back per godere degli interessi di mora (spesso ci sono investitori che si liberano subito del prestito prima della scadenza sotto alla pari).

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    1. Nessuno ha il tempo di diventare esperto in tutti i campi: bisogna scegliere.
      Il ptp lending non è uno dei campi in cui sento bisogno di diventare esperto, quindi al di là dell impressione generale esposta nel post, potrei sbagliarmi (come faccio su molte cose).
      Unica cosa che segnalerei è che il 10%+ di rendimento in un mercato efficientissimo come quello del debito mi sembra poco realistico alle condizioni di oggi, e mi aspetterei che ci sia qualcosa che non hai analizzato.
      Vedremo tra cinque anni

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      1. Tutto condivisibile quello che dici, ricordati però che un tempo c’era solo la chiamata alle grida, c’erano solo stock, credit, govie, poi i primi fondi, poi gli ETF, ora il roboadvisory, per non parlare dell’oro digitale (vi ho lasciato un post in merito di uno speech del prof Ametrano… e se passate in Bicocca a Milano oggi pomeriggio saremo lì).

        EDITATO DA ANDREA: sorry niente link affiliati.

        Buon gain a tutti e buon lavoro Andrea!

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  6. Ahh, questa era la puntata che avevo adocchiato da tempo ma che non avevo ancora letto!
    Allora, in questo momento ci sono varie piattaforme P2P (la più famosa Mintos) che offre il “buyback guarantee” cioè, chi necessita dei soldi ha -in un modo o in un altro- inserito garanzie alla sua richiesta. Non so, giusto per provare “er meglio der meglio”, un 100 euro ce li butterei. Onestamente io sono ad 85 prestiti con il 100% di soldi che mi sono rientrati con interessi. Fa parte del mio portafoglio, rientrante negli investimenti “Rischio A”, cioè per me, alto.

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