#81 – ETF Settoriali, Smart Beta e chi più ne ha più ne metta.

Quasi tutte le (graditissime) email che ricevo da parte dei lettori contengono, in una qualche forma, richieste di suggerimenti riguardo fondi o ETF.

Posto che ciascuno di noi è diverso/a e che non esiste un investimento “giusto” in senso assoluto (ne ho già parlato), oggi cercherò di spiegarvi quello che è il mio approccio, e perché.

Partiamo anzitutto dalle basi, ossia i criteri fondanti della MIA maniera di investire.

  • Quando compro, lo faccio nell’ottica di non vendere mai.

Alcuni amano fare acquisti speculativi, scommettere sui trend, o altro: non è un approccio per forza sbagliato, ma non è il mio.

Comprare nell’ottica di non vendere mai mi impone di analizzare a fondo cosa compro e perché, cercando il più possibile di pensare a cosa succederà nel lungo periodo (l’unico che mi interessa).

  • Investo solo soldi di cui so che posso fare a meno per almeno una decina d’anni.

Questo mi permette di investire per il lungo periodo, senza correre il rischio di dover vendere un investimento nel momento più sbagliato perché ho bisogno di liquidi.

Detto questo, una delle domande più frequenti che ricevo è:

“Che ne pensi del fondo/ETF [inserisci fondo settoriale tipo “tech”, “hi dividend”, “healthcare”, altro]?”

La risposta breve è: non fanno per me.

A mio avviso ETF e fondi servono per diversificare a basso costo, in modo efficiente dal punto di vista fiscale.

I vantaggi principali degli index funds sono tre (la gente ne ha in mente solo due).

I plus noti sono 1) i costi di gestione irrisori e 2) la vasta diversificazione, mentre il terzo, sempre dimenticato, è il basso livello di turnover, ossia per dirla in italiano:

Le azioni che ci sono all’interno del fondo vengono scambiate ( vendute e comprate) raramente.

Visto che il fondo è “market cap weighted” (trad: ciascuna azione pesa nel fondo  proporzionalmente al suo peso nel mercato), se l’azione Apple cresce di peso proporzionale all’interno dell’indice (perché si apprezza), crescerà in egual misura all’interno del fondo, che non avrà quindi bisogno di comprarne per mantenere la sua fisionomia naturale.

Immaginate invece un fondo “hi dividend”: appena un’azione non risponde più ai criteri “hi dividend” (magari solo perché si è apprezzata, e di conseguenza il rendimento del dividendo è sceso in percentuale) il fondo deve venderla.

Alla stessa maniera un fondo “value” sarà costretto a vendere azioni che si sono apprezzate a sufficienza, e comprare azioni che sono scese sotto un certo livello.

Tutto questo comprare e vendere genera costi, in termini di tasse (sulle plusvalenze) e di costi di transazione.

Come sappiamo, i costi extra alla lunga tendono ad azzoppare i rendimenti.

Altra ragione per cui non amo i fondi “value”, “low volatility” o altro è che non mi è mai chiaro fino in fondo il criterio di selezione, e non è sotto il mio controllo.
Per fare un esempio, ricordo ancora di quando, all’epoca in cui vivevo in America, mi accorsi di come un fondo “hi dividend” americano avesse dividendi più bassi di un normale index fund Europa. La cosa non mi sembrava avere senso.

Se voglio scommettere su un trend o su qualunque altra cosa, preferisco a questo punto fare le mie ricerche e comprare azioni singole.

Almeno hanno zero costi di gestione, ed il criterio di selezione è solo il mio.

Per quanto mi riguarda, i fondi che mi interessano e che vale la pena considerare sono pochissimi: indice Mondo, indice Europa, indice Emergenti, indice USA.

Acquistati da aziende grandi (Vanguard, iShares, etc), e UCITS compliant. Fine.

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15 thoughts on “#81 – ETF Settoriali, Smart Beta e chi più ne ha più ne metta.

  1. Ottimo post come sempre. Ti andrebbe di spiegarci quali criteri usare per scegliere i differenti indici (mondo, Europa, emergenti, USA) e per definirne il peso in portafoglio. Se non sbaglio tu ora hai solo Europa ed emergenti… perché?
    Grazie, ciao

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  2. Onestamente mi sfugge il concetto : il fondo compra e vende e genera costi e plusvalenze….

    Tutto gli etf hanno ribilanciamenti periodici.

    Ps non ti sarà sfuggito che tutti gli Smart beta hanno sovraperformato L msci world standard.

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    1. Tutti gli etf hanno ribilanciamenti periodici, ma se guardi i dati del turnover quelli degli indici sono minimi ed insignificanti rispetto agli altri.
      La sovraperformance su che periodo è avvenuta?
      Perché sai che tanta aziende che vendono fondi
      1- aprono 10 fondi e li tengono privati
      2- li fanno andare per due tre anni
      3- guardano quali hanno performato bene, iniziano ad offrirli al pubblico, e chiudono gli altri.
      I fondi nuovi quasi per definizione hanno ottime performance passate, altrimenti come farebbero a venderle?

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  3. indice msci world esempio il minimum volatility (così i lettori a casa possono fare il confronto utilizzando un etf distribuito anche in Italia )

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  4. ciao,
    domanda: Vanguard non ha quotato tra i suoi fondi in Italia il Total Index Market world.

    Dove posso trovare un passivo che copi il MCSI?

    (Ishare, o altro)

    Grazie mille in anticipo!
    Andrea

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    1. Se t’interessa Vanguard, su borsa italiana ci sono questi (sempre riguardanti azionario mondiale):
      https://www.justetf.com/it/find-etf.html?groupField=index&assetClass=class-equity&region=World&ic=Vanguard

      Per vedere le altre alternative togli Vanguard dalla selezione e gioca un po’ con gli altri paramentri a seconda delle tue esigenze 🙂

      Obtorto collo tra quelli indicati andrei sul primo ma non sono un fan degli azionari mondiali (detto in francese secondo me spesso c’è la c***a mischiata alla cioccolata).

      Sono dell’idea che in questi casi valga la pena spendere un po’ più di tempo e scegliere multinazionali di ampio respiro focalizzate su un business globale o nella regione che interessa.
      Multinazionali globali ne trovi fin che vuoi, ma esempi che mi vengono a caldo per i mercati emergenti giusto per capirci:
      BIP (infrastrutture in Cina e nel sud-est asiatico, 10-15% CAGR, management tra i migliori sulla piazza)
      BIDU (la Google cinese, sta investendo montagne di soldi su IA, sistemi di guida autonoma etc, una futura corazzata)

      Chiaro che nel mio caso devi investire su borsa USA dove ci sono molte più possibilità. Se vuoi restare su etf italici per me avrebbe più senso “spezzare”, soldi permettendo, su VEUR-VFEM-VUSA e bilanciarli come preferisci magari con un mini pac nel tempo.
      Saluti o/

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      1. Allora devi cambiare lavoro se riesci a battere un benckemerk come l’msci world.

        Per non parlare della fiscalità (doppia tassazione e interesse composto) e dei costi (commissioni di acquisto e vendita dei singoli titoli).

        Ogni giorno nasce un nuovo Buffett.

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  5. Se fosse così meraviglioso avere solo MSCI World come mai non siamo tutti ad investire li? Lo sa sommo maestro che c’è il 54% di Usa li dentro? E se a me non andasse bene e volessi investire con altre distribuzioni?

    Ho espresso il mio modo di pensare, opinabile o meno, discutere nel merito non sarebbe male. L’etf perfetto non esiste ed anche se si prende un singolo indice bisogna vedere bene come si comporta il gestore e che criteri usa.
    Ah già, non si può battere MSCI World

    E con questo chiudo. Non voglio alimentare polemiche inutili.

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    1. quindi prima parli di un investimento globale su singoli titoli :

      Sono dell’idea che in questi casi valga la pena spendere un po’ più di tempo e scegliere multinazionali di ampio respiro focalizzate su un business globale o nella regione che interessa.
      Multinazionali globali ne trovi fin che vuoi, ma esempi che mi vengono a caldo per i mercati emergenti giusto per capirci:
      BIP (infrastrutture in Cina e nel sud-est asiatico, 10-15% CAGR, management tra i migliori sulla piazza)
      BIDU (la Google cinese, sta investendo montagne di soldi su IA, sistemi di guida autonoma etc, una futura corazzata)

      poi invece prendi lo SPY quindi un altro indice per di più nazionale…..a questo punto potevi prendere il nasdaq…..

      hai le idee confuse…..se non sai utilizzare neanche i giusti benchmark

      facci un fischio quando con lo stock picking riesci a battere un indice come l’Msci world.

      ……..stendiamo un velo pietoso su tale affermazione :

      L’etf perfetto non esiste ed anche se si prende un singolo indice bisogna vedere bene come si comporta il gestore e che criteri usa.

      ……….il gestore replica passivamente l’indice dell’msci world.

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  6. Buongiorno Andrea. Quanto paghi di commissioni comprando singole azioni tramite Fineco? Io leggo 9.95/ movimento…
    E inoltre: come faccio a reinvestire direttamente ed automaticamente il dividendo delle azioni, anziché farmelo versare sul CC?
    Grazie!

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