#78 – Gli italiani ed il risparmio oggi.

Il corriere ha recentemente pubblicato un interessante articolo sul risparmio degli italiani.

Mi ha molto colpito (positivamente) perché normalmente, quando si parla di risparmio ed investimenti sui media mainstream italiani, il livello di approfondimento è desolante (avete presente le terribili schede clickbait del corriere con due righette di testo superficiale a commento di una foto stock? Ecco).

In questo caso invece sembra che a scriverlo sia una persona finalmente competente, anche se i numeri sono un po’ confusi, e per quelli ho trovato di più facile lettura questo articolo di Milano Finanza.

Cosa ne emerge?

Anche se spesso predichiamo bene e razzoliamo male, noi italiani siamo eccellenti risparmiatori, se confrontati al resto del mondo: circa il 39% ha speso meno di quanto guadagnato, mentre ben l’86% dichiara di voler risparmiare l’anno prossimo.

Questo 86% di buon intenzionati si compone da un 38% di persone sane di mente, che si sente male se non riesce a mettere da parte soldi, più un 48% che pensa di poter risparmiare senza fare troppe rinunce (perché non l’hanno già iniziato a fare allora? Mistero).

Per fortuna, solo il 14% delle famiglie è così in difficoltà da aver speso più di quanto ha guadagnato, mentre tutto il resto della gente più o meno galleggia in una situazione dove entrate = uscite.

Anche se ai frequentatori di questo blog questi numeri possono sembrare preoccupanti, rispetto al resto del mondo sono molto virtuosi: più della metà degli americani (la nazione più ricca del mondo, con uno stipendio mediano doppio rispetto a noi italiani) non sarebbe in grado di far fronte ad una spesa imprevista di $500

Per darvi un’idea di quanto siamo virtuosi, il 36% degli italiani sarebbe invece capace di far fronte ad una spesa imprevista di ben 10.000 euro.

Lo scenario invece si incupisce abbastanza quando andiamo ad analizzare cosa gli italiani fanno coi propri soldi.

Quasi un italiano su tre decide di non investire e tenere i soldi sotto il materasso (ossia nel conto corrente), ritenuto più sicuro di altri investimenti a causa della garanzia che lo stato applica sui depositi fino a 100.000 euro.

Ne abbiamo già parlato fin dagli albori del blog, ma tenendo i soldi in contanti/in un CC, l’unica sicurezza che avete e’ di farvi mangiare un mucchio di soldi dall’inflazione.

“E che sara mai”, penserete voi.

Sbagliato.

Lasciate abbastanza tempo, ed anche la più piccola percentuale avrà un impatto devastante sui vostri risparmi.

Vediamo un po’ cosa succede lasciando che una somma di 10.000€ venga intaccata da un’inflazione al 2.5% per una trentina d’anni:

 

Impatto inflazione al 2,5% su 30 anni

Ebbene si, i vostri risparmi risultano più che dimezzati.

Altra cosa preoccupante che emerge dall’articolo è che solamente il 7% degli italiani investe in “strumenti rischiosi”.

Per questioni misteriose, in Italia sotto l’ombrello “strumenti rischiosi” casca qualsiasi cosa stia in mezzo tra le azioni (un modo sensibile di investire) ed i certificati a leva 7x inversa (una cosa per malati di mente e gente col demone del gioco).

Questo grafico traccia i rendimenti, al netto dell’inflazione, di un indice Europa (tipo il VEUR di cui parlo spesso):

rendimenti reali azionario Europa, incluso dividendi

La linea rossa indica il worst case scenario, la parte in rosa il 15% degli outcome storicamente più sfigati, la linea grigia indica il rendimento mediano, eccetera.

Cosa significa nella pratica?

Mettiamo che aveste investito nella borsa europea, dal 1970 ad oggi (periodo in cui i dati sono affidabili) dei soldi per un periodo di quindici anni.

  • Se li aveste investiti nel momento peggiore possibile, avreste guadagnato uno 0.4% reale, medio all’anno (ossia tenendo conto dell’inflazione).
  • Escludendo il 15% dei momenti peggiori, avreste ottenuto almeno un 3.4% medio all’anno.
  • In almeno il 50% dei momenti, avreste ottenuto un 7% medio all’anno, o più.
  • Con una botta di culo clamorosa, avreste ottenuto il 10.6% o, vincendo la lotteria, un 13.2%.

Mettiamo che siate sfigatissimi, ed i soldi che investite oggi genereranno un rendimento pari alla peggiore situazione dal 1970 ad oggi, e che generino un rendimento dello 0,4%.

I soldi che vi restano in tasca sono più che doppi nel caso di investimento azionario, e badate che stiamo facendo la simulazione con il worst case scenario dal 1970 ad oggi.

Se analizziamo la differenza considerando un rendimento azionario europeo del 3.4% annuo reale, che si è verificato o è stato superato nell’85% dei casi, la differenza è ancora più macroscopica.

Quasi sei volte di più 

Quale vi sembra ora l’investimenti più sicuro?

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10 thoughts on “#78 – Gli italiani ed il risparmio oggi.

  1. Parlando sempre di corriere, qualche tempo fa era uscito addirittura un articolo sul FIRE, fatto non troppo male: https://www.corriere.it/cronache/18_novembre_20/voglio-andare-pensione-40-anni-ecco-fire-movimento-risparmiatori-estremi-54bbfc22-ecdb-11e8-9cc0-d189758894d5.shtml

    Poi vabbè, era il riassuntino di un articolo del guardian (https://amp.theguardian.com/money/2018/nov/20/can-anyone-retire-in-their-30s-meet-the-people-who-say-yes) … ma almeno è arrivato su un giornale mainstream.

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      1. si sorry ho riletto meglio.

        la tabella mi ha tratto in inganno. non sembrava al netto dell inflazione. chissa perche mi immaginavo di vedere il rendimento al lordo …

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  2. Non fa una piega.

    La maggior parte dei nostri connazionali ha così tanta paura di perdere i propri risparmi investendoli in strumenti “rischiosi” che finisce con il prederli tenendoli sotto il materasso!

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  3. Post illuminante come sempre.
    Se posso suggerirei di farne uno sul tema della diversificazione degli assets quale strumento principe per limitare le perdite..che però nel mio caso non sembra funzionare…Sarebbe interessare conoscere la tua esperienza e magari anche quella dei tuoi compari di podcast!

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