UPDATE: Il mio Portafoglio Investimenti

Rispetto all’ultimo aggiornamento di circa due mesi fa, la mia asset allocation si è spostata ancora leggermente più verso l’azionario, che passa dal 79% all’81% del totale.

Asset Allocation 25 05 2018

Questo è il mio split tra ETF e Azioni, con la relativa performance (dividendi esclusi) dal 1 gennaio 2016 ad oggi.

ETF Stock Plit

Lo split tra azioni singole ed ETF è rimasto sostanzialmente invariato (gli ETF hanno solo acquisti automatizzati tramite ETF Replay), mentre la performance delle azioni singole continua ad essere sempre leggermente migliore di quella degli ETF.

Contando che sono solo due anni e mezzo che tengo traccia delle performance, e che alla fine la differenza è minima, non si possono trarre conclusioni in nessun senso riguardo le mie abilità (?) di stock picker.

Questo il dettaglio dei miei ETF.

ETF Split

Gli emergenti perdono un po’ del loro peso percentuale rispetto a Marzo, nonostante gli investimenti automatici mensili siano splittati 50/50 tra VEUR e VFEM, perché in questi due mesi hanno performato peggio dell’europa.

Il piano rimane comunque di incrementare progressivamente la percentuale di Emergenti fintanto che non rappresenteranno circa il 15% del mio totale asset, quindi il fatto che stiano facendo male è solo positivo.

Qui invece il dettaglio, che mi sono sbattuto ad aggiustare.

 

Watchlist 25 05 2018

Ora ho inserito, oltre al valore di acquisto, anche il valore alla data di oggi ed il “guadagno” (o la “perdita”) per titolo.

Il peso percentuale sul totale asset è ora calcolato sul valore di oggi.

 

Cosa è cambiato rispetto al mese scorso.

Per quanto riguarda la parte automatizzata, sempre nulla.

Una parte dei miei risparmi viene sempre investita a cadenze regolari nei due ETF che vedete, ad oggi con split 50/50 tra i due ETF.

Per quanto riguarda le azioni individuali, è stato invece nuovamente un periodo attivo.

Anzitutto, è accaduto un evento rarissimo: ho venduto qualcosa (solo per generare fondi ed acquistare altro naturalmente).

Approfittando della scalata dei prezzi del petrolio, ho venduto un po’ delle mie Royal Dutch a 29,95€.

Non cambia il mio giudizio sull’azienda: rimane un carro armato molto ben gestito, e tra le poche petrolifere a guardare al futuro. Semplicemente, ne avevo accumulate molte durante il periodo di crisi del petrolio, ed avevano un peso eccessivo sul totale dei miei asset, per cui venderne un pochino con un buon guadagno mi sembrava una buona idea.

Dopo averle comprate benissimo a 48€, ho anche venduto le Swatch Group a 66€. All’apparenza un ottimo affare, con un 36% di profitto realizzato in circa 2 anni.

Poi le guardo oggi e stanno a 77€, e mi ricordo perché cercare di fare trading è difficile: non solo devi indovinare il momento in cui sono scese vicino ai minimi, ma devi anche beccare il tempismo giusto per vendere.

Ho, infine venduto le mie Monte Paschi di Siena, sulle quali stavo perdendo una percentuale oscena, per compensare una parte delle plusvalenze realizzate con Royal Dutch.

MPS rimane con distacco la più grande idiozia finanziaria che io abbia mai fatto, spero di non dimenticarmi mai della lezione (“non comprare mai azioni di merda”).

Per fortuna è stata un’idiozia poco catastrofica, in quanto la feci (mai termine fu più azzeccato) con una quantità di soldi minima.

Sul fronte degli acquisti invece:

Ho aggiunto un’altra piccola quantità di Suez Environnement, di cui ho già parlato nel precedente update.

Poi ho comprato una quantità discreta di Procter & Gamble, ai minimi da cinque anni se escludiamo un brevissimo periodo nel 2015.

La ragione del recente crollo sta nel fatto che è opinione oggi diffusa che i consumer brand (e di conseguenza tutte le aziende che hanno marchi nel mondo dei Consumer Staples) siano morti, perché i Millennials comprano tutto su internet (Amazon) e se ne fregano dei marchi.

Posto che mi sembra poco credibile in generale, mi viene da pensare che, come già segnalato di recente, i commentatori/analisti di borsa siano bravissimi a  buttare benzina sul fuoco ed a creare panico, spingendo a vendere nel momento più sbagliato.

Vi ricordate quando nemmeno due anni e mezzo fa sembrava che il petrolio fosse divenuto inutile, e tutte le aziende petrolifere sarebbero scomparse nel nulla?

Ecco.

P&G ha marchi fortissimi come Gillette, Pantene, Oral-b, Tampax, Tide, Braun, Pampers, ecc.

Dubito fallirà domani.

In ultimo, ho comprato un po’ di Vodafone, anche loro ai minimi da 5 anni.

Non ho fatto altre analisi oltre ad un banale “leader di mercato con un buon brand che è ai minimi da 5 anni”.

_________________________________________

Ricordo le importanti note sul mio approccio personale e sulla metodologia:

1- La prima cosa che bisogna fare è mettere da parte un cuscinetto di liquidi per le emergenze, pari a minimo tre mesi di spese correnti.
Visto che è per le emergenze, questo cuscinetto non va investito in nulla che non sia cash, o al limite un conto deposito svincolabile e liquidabile in 24 ore massimo.

2- Il denaro contante serve a poco ed è improduttivo, in condizioni normali cerco sempre di far si che la percentuale di denaro (escludendo il cuscinetto di emergenza) non superi mai il 10% del mio totale.

3- Cerco in linea di massima di investire poco alla volta e con regolarità, cercando di approfittare del Dollar Cost Averaging. Questo sicuramente non mi porterà mai a comprare ai tutto ai minimi e vendere tutto ai massimi, ma mi garantirà di non fare errori irrimediabili.

4- Cerco, se possibile, di non vendere mai, e nel dubbio cerco di fare meno trading possibile. In dieci anni che investo avrò premuto il tasto “sell” non più di una dozzina di volte, e quasi sempre l’ho fatto per poi comprare altro coi soldi derivanti dalla vendita.
Da quando sono rientrato in italia (dicembre 2015) ho venduto solo una volta.

5- I miei investimenti sono divisi più o meno 50-50 in una parte automatizzata ed una parte in cui decido io il timing e l’allocazione.
La parte automatizzata va sempre in ETF indice tramite ETF Replay, mentre la parte decisa da me va spesso, ma non sempre, in azioni individuali.
Vista la mia riluttanza a tenere molto cash, anche la parte non automatizzata viene investita in modo costante e graduale, nella sostanza in modo non troppo dissimile da un Dollar Cost Averaging.

6- Nelle tabelle sotto i costi di acquisto partono quasi tutti da Gennaio 2016, perché avendo cambiato continente ho a) cambiato drasticamente Asset Allocation e b) dovuto vendere in un paese e successivamente ricomprare in italia per evitare complicazioni a livello di tassazione. Questo mi permetterà, quando avrò uno storico abbastanza lungo, di capire come performo rispetto agli indici.

7- Per riflettere davvero la mia performance, qualora vendessi un titolo per comprarne un altro, terrò conto del guadagno netto (o della perdita) nel costo del titolo nuovo.
In due anni questo è avvenuto una volta (vendute delle Siemens per comprare delle Veolia).
Esempio di fantasia:

  • Compro 100€ di Siemens, le vendo a 150€ .
  • Realizzo Siemens = 150€ – [50 (guadagno) x 0,26 (tasse)] = 137€
  • Compro 137€ di Veolia, e le contabilizzo a costo di 100€ (che era il mio investimento originario).

 

Per le versioni precedenti di questo post, dovrete cercare nello storico del blog, i post sono marchiati col Tag “porfolio”.

Vi ricordo che nulla su questo sito deve essere interpretato come incitazione o suggerimento all’acquisto o alla vendita di prodotti finanziari di alcun tipo.

Per dettagli consultate la pagina dei termini e condizioni d’uso del blog.

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26 thoughts on “UPDATE: Il mio Portafoglio Investimenti

  1. Ciao Andrea,
    Mi hai fatto ricordare quando vendetti MCD a 105 perchè aveva corso come un cavallo, e ora è a 189… 😀

    VOD e PG ottimi acquisti! Hai aziende italiane in “wishlist”?

    ciao ciao
    Stal

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      1. Eh si tutte carucce, anche se proprio ogg Terna sta scendendo bene bene (come tutte le utilities)… SRG, no? Campari è inarrivabile purtroppo, mi piacerebbe averla moltissimo in PF ma rende una mazza al momento (in termini di dividendi)…

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    1. Personalmente vedo Terna e Snam interessanti. Nel mio portafoglio però andrei ad espormi ulteriormente su 2 titoli già presenti, sul settore utility già sovrappesato e sull’Italia (che potrebbe continuare a soffrire per motivi anche politici). I ribassi recenti hanno colpito principalmente il nostro paese, vediamo se si aprono opportunità anche al di fuori dell’Italia. La mia quota di liquidità sta raggiungendo livelli record!

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  2. Sicuro di avere Salini Impregilo in carico a 1,43? Mi pare che negli ultimi 10 anni non abbia mai raggiunto quella cifra.
    Comunque anche io volevo prendere una TLC, tra vodafone e telefonica cosa consigli, ai prezzi odierni? Grazie!

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      1. Ah, capito. Come mai questo approccio? Immagino sia più corretto ma personalmente mi sembra più confusionario…
        Per le TLC invece cosa consigli?

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  3. A me ispira più vodafone, però telefonica da inizio dell’anno ha perso di più e forse in sud america c’è più crescita potenziale. Boh.
    “Basta non vendere mai” (cit.)
    Comunque mps forse le avrei tenute almeno un altro annetto per vedere cosa fa il governo, tanto può solo salire. Però capisco anche il costo opportunità…scelta dura.

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      1. se non sbaglio anche se prendo telefonica su AFF ho singola tassazione, no? Certo che mi interessa il dividendo, infatti devo decidere prima di giugno. Però il 5% è annuale, se ho capito bene si divide in due tranche, 1/3 a febbraio e 2/3 ad agosto. Non che sia un problema eh! 🙂

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  4. Posso provare a spiegare la cosa dei Consumer Staples, tempo fa ho lavorato con un’agenzia di marketing e già allora se ne parlava.

    La versione breve è che internet sta cambiando le regole ed il terreno di gioco di quel mercato e quindi PG e compagnia rischiano di vedere parte del loro vantaggio (che al momento le rende insuperabili) eroso e di dover competere con società “native” di internet e/o che si sono mosse prima.

    La versione lunga è che ad oggi il grosso delle vendite si fa al supermercato e l’importanza del brand è relativa. Lì vince chi domina lo spazio “fisico” che è limitato.
    Per questo tutti i prodotti si assomigliano (qual’è la differenza tra dash e dixan?) ma ci sono un sacco di brand che sono tutti nelle mani di due o tre conglomerati.
    Siccome lo spazio è limitato e il supermercato ed il cliente vogliono comunque una scelta, ecco che io ti propongo 10 detersivi di brand diversi (ma di mia proprietà) in modo da riempirti gli scaffali di miei prodotti.
    Così se tu arrivi e compri un prodotto dallo scaffale, ho il 50% di possibilità che ti porti via un prodotto PG.

    Su internet dove invece lo spazio è infinito e non esiste uno “scaffale” questa tecnica non funziona.
    Su internet è molto più importante il brand, che convince il consumatore ad andare a cercare, nelle infinite possibilità offerte, proprio quel prodotto.
    Pensa anche all’importanza di google: internet è troppo grande per essere sfogliato, su internet le cose si cercano.

    Quindi la teoria è che assisteremo ad una riduzione dei brand in modo che il lavoro di marketing si concentri su uno/due brand per tipo di prodotto, senza diluire l’attenzione del consumatore.

    Questo potrebbe portare a tagli e riduzioni del personale ed espone PG alla concorrenza di chi si è mosso in anticipo, ha brand più forti o più “targetizzati”. Pensa ad esempio a tutto il discorso del “bio”.

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    1. Se quanto dici fosse 100% vero mi sembra che i meglio posizionati per approfittarne siano proprio P&G.
      Hanno più soldi per pagare lo spazio virtuale ed hanno spesso brand dominanti.
      Secondo te se online di vendesse una sola marca di rasoi, quale sarebbe?
      Bingo.
      La verità è che è difficilissimo fare previsioni

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      1. Concordo che la visione di P&G dato per morto è eccessiva, sicuramente però dovrà sudare e magari snellirsi un po’.

        Fai l’esempio dei rasoi, hai mai sentito di questi: https://www.harrys.com ?
        È solo un esempio, magari tra un po’ scompariranno – ma è comunque una società americana che ha avuto un buon successo (ad esempio hanno potuto comprarsi l’azienda che gli fabbricava i rasoi).
        Hanno un buon prodotto, un modello di business diverso ed un brand “hipster quanto basta” per i millenials.

        Gilette sicuramente ha un brand forte, ma su rasoi di fascia alta. Non sono così sicuro che venderà la stessa quantità di rasoi di fascia bassa o gli usa e getta.

        Poi in realtà io non lavoro nel marketing, riporto solo quello che ho capito mentre ci lavoravo insieme e – come dici tu – è difficilissimo fare previsioni.

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  5. ciao sono nuovo di questo mondo. volevo sapere il rendimento annualizzato del tuo portafoglio.

    complimenti il tuo blog è ricco di informazioni e di spunti di riflessione per chi come si sta avvinando a questa materia

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    1. Guarda, aggiungi ai dati nell’articolo un cazzometrico 3% lordo di dividendi e lo vedi facile.
      Il problema è con cosa lo vuoi comparare? Perché io ogni tot compro, quindi non si può fare il paragone con un indice dal 1 gennaio 2016.
      Appunto mostro che rendimento ha un piano di accumulo in ETF indice VS le mie azioni singole

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  6. ovviamente non conosco le cifre in ballo ma vedo che hai molti titoli che incidono sul tuo portafoglio dall 1% allo 0,… non credi che una frammentazione del genere sia poco redditizia ?

    o sono posizioni lunghe che con il tempo hai deciso che incrementerai ?

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  7. Buongiorno, grazie per le informazioni ed i consigli Ti segnalo che su Fineco Swatch è quotata in ChF e non in euro, immagino alla borsa svizzera: dove trovarla in euro? Quasi tutti i titoli che segnali sono in profondo rosso da tempo..è una tua strategia ? Salini e Suez ad esempio sono molto sotto da 1 anno, così come P&G che perde quasi il 50% Non sono posizioni molto speculative ed a rischio di ulteriori perdite? Grazie ciao Marco

    Il giorno 25 maggio 2018 14:53, INCASSAFORTE ha scritto:

    > Andrea – incassaforte.com posted: “Rispetto all’ultimo aggiornamento di > circa due mesi fa, la mia asset allocation si è spostata ancora leggermente > più verso l’azionario, che passa dal 79% all’81% del totale. Questo è il > mio split tra ETF e Azioni, con la relativa performance (dividendi” >

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    1. Swatch è quotata anche a Francoforte come UHRN, in euro.
      Se P&G dovesse scendere ancora in modo significativo festeggio e ne compro ancora.
      Se sei un amante di vino: preferiresti comprare il Barolo a 70€ o a 5€ a bottiglia? Lo stesso Barolo intendo.

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  8. Ottimo blog, complimenti!

    Vorrei chiederti una cosa: vedo che i bond li stai evitando, perché immagino ritenga fondata una risalita futura dei tassi, ma non stai considerando nessuna alternativa, tipo tasso variabile, inflation linked (anche se comunque lavorano come un tasso fisso per quanto riguarda la duration e i tassi) oppure una strategia laddering? Se volessi crearne una, su quali titoli sarebbe consigliabile fare affidamento? Grazie e di nuovo tanti complimenti

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