#71 – Ho cancellato Facebook.

 

Gli unici social media che utilizzo con costanza sono Twitter e Linkedin.

Il primo mi piace perché, se utilizzato bene, è una moderna versione di un feed RSS, e permette di seguire persone che ci interessano ed hanno qualcosa di interessante da dire.

Il rischio con Twitter è quello di chiudersi in una “bolla di informazione” in cui tutti la pensano come noi, non sentendo mai l’altra campana, ma credo che globalmente sia uno strumento più positivo che negativo.

Linkedin è insopportabile nel suo diventare sempre meno una piattaforma professionale e sempre più una versione semi-adulta di Facebook, ma rimane completamente imprescindibile se lavorate in una multinazionale: oramai i cacciatori di teste iniziano la ricerca sempre e solo su Linkedin, perciò avere un profilo curato ed aggiornato è un must.

Facebook l’ho sempre trovato poco utile e molto dannoso in quanto è un modo efficacissimo di buttare un sacco di tempo nel cesso, ma, come tutti, avevo un account, anche se quasi inutilizzato.

Mi ha sempre preoccupato molto dal punto di vista della privacy, ma credevo che con qualche minimo accorgimento (nome falso, non inserire numero di cellulare, mail falsa, non condividere foto, privacy settings al massimo) sarebbe stato possibile limitare i danni.

Poi mi sono imbattuto in questo tweetstorm:

Andando a leggere bene pare che il sig. McKay di cui sopra avesse una versione di Android con la quale non poteva scegliere quali autorizzazioni dare e quali no, in sostanza dando a Facebook accesso al suo cellulare in tutto e per tutto.

E’ inoltre vero che ogni adulto senziente immagino sospetti che i vari Facebook, Google ecc facciano man bassa di quanti più dati personali possibili per poi rivenderli al migliore offerente, ma dopo averne avuto l’ennesima conferma mi sono detto: “aspetta un attimo Andrea, Facebook è:

– Una grandissima perdita di tempo.

– Un passatempo che mi lascia spesso di peggior umore dopo averlo usato.

– Un’azienda che ha ogni incentivo economico a promuovere spazzatura polarizzante clickbait invece che reale informazione, e che non si è mai fatta alcun problema ad approfittarne.

– Guidata da un essere spregevole.

– Come ben spiegato dal Prof Galloway nel suo bellissimo libro “The Four“, un’azienda che vuole tutti i benefici delle media company, ma nessuna delle responsabilità (essere responsabili costa).

– Un’azienda-puttana senza morale, che venderebbe i miei dati personali anche al demonio, se pagasse bene.

– Lo specchio di tutto ciò di sbagliato che c’è nella società attuale, avendo pochissimi impiegati pagati moltissimo: General Electric ha una capitalizzazione di borsa di circa 120 miliardi di dollari, e circa 300.000 impiegati. Facebook ha una capitalizzazione di 460 miliardi di dollari con 25.000 impiegati.

In ultima analisi l’esistenza di Facebook ha quasi solo effetti negativi sul mondo di oggi, ed ho quindi deciso di cancellare il mio account.

Sticazzi direte voi (giustamente), ma io credo fermamente che sia possibile unire etica e commercio, o quantomeno fare business senza essere proprio dei mostri senza morale, e voglio se possibile votare con i miei soldi e le mie azioni per aziende che si comportano “bene”, e punire chi si comporta male.

Ricordatevi sempre che quando comprate azioni di un’azienda, ne state diventando soci, e le state dando dei soldi per aiutarla a prosperare.

Chiaramente quando acquisto Engie non sono mosso da puro spirito caritatevole (per quello c’è la beneficenza), ma il fatto che sia un’azienda che ha inserito nel suo business model incentivi ad aumentare l’efficienza energetica me la fa di certo preferire ad aziende che bruciano carbone o producono mine antiuomo.

Questo per dire che è ovvio che nel mondo del commercio e delle multinazionali non si possa pretendere di trovare attitudini francescane: pur non essendo un “gioco a somma zero”, si tratta di un mondo di pescecani dove la prosperità di un’azienda coincide alle volte con la sofferenza di un’altra.

A tutto però c’è un limite, e Facebook è, come Uber ed alcune altre, una realtà con la quale non ho proprio voglia di essere complice.

 

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15 thoughts on “#71 – Ho cancellato Facebook.

  1. Io ho cancellato da anni tutti i miei account social (FB, Twitter, LinkedIn), e uso con riluttanza anche gmail. Per tutti questi social, trovo che i vantaggi che danno siano di gran lunga inferiori agli svantaggi. Riguardo l’unire etica e commercio, sarò cinico ma non ci credo per nulla, quindi non mi preoccupo di questo aspetto quando faccio un investimento.

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  2. e e’ ancora presente il link facebook nelle informazioni di contatto dell blog :).
    Sto leggendo “capitalism without capital”, leggermente noioso ma fa pensare quanto l’economia fatta di assets intangibili negli ultimi anni stia supportando e cambiando quella fatta di assets tangibili. Lungi da me il voler difendere facebook che mi piace poco, di per se e come azienda, ma sembrano teorizzare che la condivisione di idee e informazioni sara’ imprescindibile per la crescita futura. Si spera ovviamente in modo piu’ serio e affidabile, abbiamo piu’ di mille anni di esperienza nel tutelare le proprieta’ tangibili, molti di meno per quanto riguarda quelle intangibili

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  3. Onestamente mi sembra un po’ esagerato. Se fossi come dici tu allora anche GE e’ il male visto Walmart ha quasi 10 volte il numero di impiegati di GE ma solo il doppio in termini di capitalizzazione di borsa 🙂
    In realta’ sono business diversi, quindi stai confrontando mele e arance. Il tuo paragone avrebbe senso per aziende che operano nello stesso settore – tempo fa, per esempio, ho letto di un confronto fra Kraft ed Unilever. A quanto pare Kraft ha un fatturato per dipendente molto più’ alto di Unilever. Se questa ti sembra una cosa malvagia dovrei concludere che sei un nostalgico dell’Unione Sovietica, dove la disoccupazione era illegale e la produttività quasi 0.

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    1. Tra tutte le cose strane che ho letto su di me, forse l’essere nostalgico dell’URSS è la più divertente 🙂
      Ho fatto un esempio poco preciso ma di impatto, ho vissuto negli states e sono stato molte volte a San Francisco: forse farò un post dedicato che il discorso è lungo, ma il clima che si respira nella mecca della new economy è tossico, sembra uno di quei futuri distopici dove ci sono pochi ricchissimi e tanti morti di fame.
      Indipendentemente dalla produttività, un mondo che crea pochi ricchissimi e tantissimi poveri è un mondo che non funziona e non ha futuro, non per stand fascinazioni frikkettone ma perché un’economia del genere è meno sostenibile.

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  4. Ciao Andrea,

    anche secondo me esageri un po’. Basta non diventarne dipendenti ed usare qualche accortezza ed i social possono anche essere qualcosa di utile. Facebook lo uso per condividere ogni tanto qualche corbelleria con amici lontani, ma per evitare ipercinesi alle parti basse mi sono imposto di non dire nulla d’importante dei fatti miei ne di commentare post di politica, religione etc etc…
    Vogliono sotterrarmi di pubblicità? Uso uBlock Origin e Flashblocker.

    Come dicevano in un vecchio manuale di sicurezza, non ti devi chiedere quando i tuoi dati verranno compromessi, ma SE.
    Tutto quello che metti in rete è a rischio quindi attenzione a mettere il minimo possibile o il sacrificabile. Niente apps di quel tipo sul cellulare per esempio ne tantomeno do il mio numero in giro.
    Linkedin ho smesso di usarlo, ma visto che lo adoperi non so se conosci questo sito: https://haveibeenpwned.com/

    Proprio grazie a Linkedin la mia mail “seria” risulta violata mentre quella che uso per le boiate no. Mishderi de indernedde ^^

    Concordo invece sulla parte d’investimenti e sulla responsabilità che nel nostro piccolo dovremmo assumerci. Non solo niente Fb, ma nemmeno Altria, Monsanto e compagnie simili. Non dico gli onesti, ma almeno scegliere chi ruba meno si può fare.
    Byez

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    1. Ovviamente “se” e “quando” nella frase sulla sicurezza vanno invertiti:
      “non ti devi chiedere se i tuoi dati verranno compromessi, ma QUANDO.

      Vedi a fare lo sboròne? xd

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      1. Ciao, no perché credo che assieme ai negativi si portino dietro anche dei positivi. Senza banche l’economia non starebbe in piedi, senza energia elettrica o automobili idem.
        Quindi globalmente più bene che male.

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  5. Scusami, ma tu usavi fb con nome falso, mail falsa e senza pubblicare foto? Qual è il senso di un utilizzo di questo tipo?

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  6. anch’io non lo usavo praticamente più, mi sono cancellata comunque perché sono dell’idea che influisca negativamente sulla propria vita per tutta una serie di fattori che sarebbe troppo lungo stare a spiegare qui
    gli altri social non li ho mai usati in maniera personale e non m’interessa farlo
    se devo dire la verità sto cercando di vivere “disconnessa” il più possibile, limitando l’utilizzo del web a cose pratiche e utili
    unica nota dolente è che purtroppo sono comunque ancora costretta ad avere un account su FB, anche se praticamente vuoto, per motivi di lavoro e lì non ci posso fare niente se la gente ha smesso di usare i siti web e praticamente obbliga ad iscriversi a FB

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