#69 – L’investimento “giusto” non esiste.

La tipologia di domanda che ricevo più spesso via email è:

Ho dei soldi da investire, dove li investo? Compro l’ETF Pinco o l’ETF Palla?

Spesso evito la questione o rispondo in modo vago, con conseguente più o meno grande insoddisfazione dell’interlocutore.

Il punto è che non esiste una risposta univoca a questa domanda.

O meglio, alcuni provano a farvi credere che ci sia, ma solitamente sono degli imbroglioni.

fika scam
Un esempio credibilissimo.

Ci sono decisamente troppi elementi che impattano sul modo “giusto” di investire (lista non esaustiva):

1- Quanti soldi avete.

Se avete pochi risparmi, l’investimento migliore è certamente crearvi un cuscinetto per le emergenze, pari ad almeno 3-6 mesi di spese correnti, e metterlo in un conto deposito svincolabile.

Se siete miliardari invece, mettere 5,000€ in azioni Greche potrebbe non essere una cattiva idea.

La cifra disponibile ha decisamente un impatto su come sia meglio allocarla.

2- Quanti anni avete.

Un ventenne che ha davanti almeno 65 anni di aspettativa di vita può tranquillamente investire tutto in azioni, perché anche se dovesse crollare la borsa domani ha tutto il tempo di aspettare che recuperi.

Viceversa un 75enne in pensione che ha da parte un gruzzoletto sufficiente può anche pensare di tenerlo tutto in cash, o in un conto deposito.

3- Avete una casa? Vi resta un mutuo da pagare?

Se avete un mutuo a tasso fisso del 5%, ogni risparmio extra che destinate alla sua estinzione abbattendo la quota capitale equivale ad un rendimento garantito del 5%, merce rarissima nel 2018, e può quindi rappresentare una valida alternativa ad un investimento in azioni o obbligazioni.

Se, invece come me, siete dei grandi fan dell’affitto, è chiaro che investire il surplus è un po’ l’unica scelta sensata.

4- Avete figli o altri parenti a carico?

Più persone dipendono dal vostro reddito, più è importante avere margine di sicurezza: potrebbe diventare intelligente aumentare il cuscinetto per le emergenze, o far installare una vasca da bagno ad accesso facilitato per la nonna invece che investire in borsa.

5- La composizione del vostro portafoglio attuale/i possedimenti della vostra famiglia/genitori.

Ho già scritto che ad oggi non amo le azioni americane perché mi sembrano tendenzialmente alte, ma magari se uno possedesse ad oggi SOLO azioni europee potrebbe avere un senso mettere due lire nell’S&P500.

Oppure: io recentemente ho comprato delle azioni SUEZ Environnement, ma se uno avesse già molte azioni di un’altra azienda che si occupa di waste management varrebbe forse la pena diversificare i settori.

Se i vostri genitori fanno di mestiere gli immobiliaristi, comprare un piccolo appartamento a Milano da mettere in affitto (idea di per sé intelligente) sarebbe una scemenza.

6- La vostra tolleranza al rischio.

Se avete trent’anni e sapete con relativa certezza che vedere le vostre azioni crollare del 50% non vi fa nessun effetto se non “WOW! I Saldi! Vado a vendermi la macchina cosi posso comprarne altre!” è un conto.

Se siete di quelli che dopo un mini crollo del 10% durato nemmeno due settimane iniziano ad andare nel panico, è un altro.

7- La vostra morale/le vostre preferenze.

Io, che sono un mostro, non ho nessun problema ad avere come prima azione per peso percentuale la Royal Dutch, ma magari voi siete degli ambientalisti convinti, e la cosa vi crea un problema.

Io ad esempio non comprerei Facebook nemmeno se me la regalassero, ma questa è una storia per un altro post.

 

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Questi elencati sopra sono solo alcuni dei centinaia di fattori che  intervengono a determinare come sia meglio investire i propri soldi.

Ne segue che se uno ha un barlume di onestà intellettuale non può rispondere alla frequentissima domanda “ciao ho 10.000€ da investire dove li metto?

Dare seriamente un consiglio risguardo agli investimenti richiede una conoscenza approfondita della persona che si ha di fronte.

Se non vi sentite pronti per sbagliare da soli avete due strade: rivolgervi ad un consulente, o continuare a studiare ed imparare un passo alla volta, per, piano piano, sentirvi sempre più sicuri.

Io ho scelto la seconda strada, ma non è detto che per tutti sia quella giusta: come sempre guardate dentro voi stessi e cercate di darvi una risposta su ciò che fa per voi.

Buon risparmio.

 

P.S. Ho scritto questo post anche per spiegare perché, da oggi in poi, le email richiedenti consigli per gli investimenti non riceveranno più risposta. Grazie per la comprensione.

 

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5 thoughts on “#69 – L’investimento “giusto” non esiste.

  1. Purtroppo è vero, bisogna studiare e studiarsi… intanto leggendo il tuo blog ho capito una cosa importantissima: di avere investito in strumenti che rendono poco o nulla e costano un sacco!

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  2. “La cifra disponibile ha decisamente un impatto su come sia meglio allocarla.”

    Vero, molto vero. Finalmente posso smettere di sentirmi scemo/incoerente/in colpa quando penso “ma si… quasi quasi 5k in Canistracci OIL le potrei investire…”

    Che tanto poi non lo faccio mai 😀

    Articolo eccellente Andrea, anche io ricevo sempre domande su Asset Allocation di una insignificanza agghiacciante!

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  3. d’accordo sul generale, se comunque tra le righe qualche idea di stock picking la filtra male non fa 🙂 . Se non altro uno amplia le sue vedute, magari decide di non comprare lo stesso ma ha materiale su cui sviluppare riflessioni e opinioni

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  4. Ciao! Sono d’accordo sul quello che dici, ad esempio io preferisco tenermi il 50% in cash dato che non mi fido delle mie reazioni in caso di caduta.
    Volevo domandarti cosa ne pensi della tecnica del Dollar Value Averaging? Io onestamente da anni utilizzo il dollar cost che tu suggerisci, però mi sembrava un buon modo per investire una somma un po’più grossa.
    Grazie! 😉

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