#67 – All-in, o un pezzo per volta?

La seconda domanda che ricevo più spesso via email (per la prima arriverà un post in futuro) è questa:

“Ciao Andrea, devo iniziare ad investire, ho X euro in cash, ma ho paura che la borsa sia molto alta. Mi conviene investire tutto insieme in un sol colpo, o faccio un pezzo alla volta?”

Non avendo noi la palla di cristallo, ci troviamo di fronte ad un dilemma.

Investendo tutto subito, se le borse dovessero salire massimizzeremmo i guadagni, ma se per caso dovessero scendere ci sentiremmo dei pirla, e non avremmo più soldi da investire per abbassare il nostro prezzo medio di investimento.

Oltre il danno la beffa.

Investendo un pezzo alla volta, minimizzeremmo il rischio in caso di crollo, ma se la borsa dovesse crescere inesorabilmente (come fatto in tutto il 2017, ad esempio) mancheremmo dei guadagni.

Che fare dunque?

Come spesso accade nel trattamento dei propri soldi, la risposta “giusta” non esiste. O meglio, esiste, ma è

“dipende”

Che non è esattamente quello che la gente ama sentirsi dire, anche se è la verità.

Chiariamo subito una cosa:

Statisticamente, conviene più spesso investire tutto subito.

Sono stati fatti molteplici studi sulla questione (qui, ad esempio, il più recente studio di Vanguard), e giungono tutti alla stessa conclusione.

Visto che la borsa tende sempre a salire, circa 2 volte su 3 conviene investire tutto oggi, perché un domani la borsa sarà più alta.

È anche abbastanza intuitivo: le azioni nel lungo termine crescono di valore, e ciclicamente danno anche i dividendi, quindi, di conseguenza, più tempo si rimane investiti, più si hanno probabilità di guadagnare.

In certi casi, come nell’esempio che ho fatto in passato riguardo alle azioni Royal Dutch, anche quando si pensa di aver fatto un affare aspettando “il momento giusto” in realtà sarebbe convenuto comprare prima e bon.

Due volte su tre è tantissimo: la storia e la statistica ci dicono quindi che, razionalmente, dovremmo investire tutti i soldi subito e buonanotte.

C’è un piccolo problema però, che viene sempre sottovalutato: il nostro cervello.

Gli esseri umani non sono per nulla razionali, e le emozioni hanno un peso fortissimo nel determinare i nostri comportamenti.

Gli investitori hanno la tragica tendenza a sentirsi molto coraggiosi quando le cose vanno bene, e molto timorosi quando le cose vanno male, cosa che di fatto li porta a comprare di più quando le borse sono alte, ed a vendere quando le borse sono basse (ossia l’opposto di quello che uno vorrebbe fare).

La famosa frase di Warren Buffett “be fearful when others are greedy and greedy when others are fearful” sembra banale a leggersi, ma è come perdere peso: la teoria è molto semplice, mentre l’applicazione non è per nulla facile.

Come già detto più volte infatti, in media siamo dei pessimi investitori.

È per questo che, a mio avviso, strategie che razionalmente sono statisticamente molto subottimali possono comunque avere un senso, se ci aiutano a mantenere la calma e la freddezza.

Ciascuno è diverso, ma se mi psicanalizzo so che il fatto di investire un pezzo alla volta (e quindi di avere sempre un po’ di riserve in liquidità) mi aiuta a non farmi prendere dal panico quando la borsa scende.

Quando le borse crollano ed inizio (come naturale) a sentire le chiappe che si stringono, guardo il cuscinetto di soldi liquidi ed automaticamente inizio a pensare “ah però, se la borsa scendesse ancora potrei comprare ad un ottimo prezzo”.

Un naturale stato di preoccupazione iniziale lascia spazio ad una strana euforia da crollo, e mi metto sostanzialmente a tifare per un crack di borsa, pensando a quante azioni potrò comprare in saldo se scendessero ancora di un 10, 20, 30%.

“Pensa che figata se perdessero un 50%!”

Tutto questo ovviamente non ha senso, perché basta fermarsi un secondo a pensare per capire che è ovvio che noi (inteso come tutti quelli che risparmiano e non sono vecchi) dovremmo tifare per delle borse basse.

Alle volte però non è facile fermarsi a pensare, ed avere quindi una coperta di Linus emozionale che fa da trigger per emozioni “giuste” può avere un suo valore non banale.

Con questo non voglio assolutamente incoraggiarvi a tenere i soldi sotto il materasso (anzi, io per esperienza guardandomi indietro sono sempre stato fin troppo conservativo), ma come cerco sempre di ricordare, la regola numero uno negli investimenti è evitare di fare cazzate stratosferiche.

Cercate di trovare quindi il vostro equilibrio, e capire quale approccio faccia per voi, ma tenete presente che se entrare un passo alla volta può aiutarvi a minimizzare il panico e mantenere i nervi saldi, potrebbe valere la pena di rinunciare (statisticamente) a qualcosina in termini di rendimento.

Buon risparmio.

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4 thoughts on “#67 – All-in, o un pezzo per volta?

  1. Andrea sei sempre onestissimo nell’ammettere che nessuno può avere la palla di cristallo. E dice il falso chi invece ha sempre soluzione giusta in tasca.
    Le soluzioni sono tante e ognuno deve trovare quella più adatta a sè stesso. Personalmente faccio fatica a stare liquido. Quando ho 1.500/2.000 € in genere compro qualcosa. Devo anche dire che non mi è mai capitato di avere una grossa somma da investire, proprio perché ho fatto tantissimi piccoli passi.
    Se mi trovassi adesso in questa situazione penso che sarei in difficoltà: è vero che le statistiche parlano chiaro, ma ognuno deve pensare a come reagirebbe in caso di ribasso degli di un 30% (evento tutt’altro che impossibile). C’è chi è ben carrozzato psicologicamente, ma probabilmente molti altri no e rischierebbero di scottarsi facendosi prendere dal panico.

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  2. Sono fra quelli che ha fatto la domanda via email 🙂 grazie Andrea per l’articolo. Alla fine bisogna fare i conti col proprio cervello e non c’è una risposta valida per tutti.
    Lo storno di inizio febbraio è venuto a fagiolo per me. Non mi ha fatto piacere e sono un po’ in perdita ma guardo il bicchiere mezzo pieno: posso fin da subito mettere alla prova la mia emotività e la tenuta della mia testa in una situazione difficile ma comunque ampiamente nella norma del mercato borsistico. Anche grazie a questo storno potrò valutare con maggior cognizione come comportarmi per i futuri ingressi.

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    1. Tra l’altro non per fare il gufo, ma questo recente storno è niente.
      In Europa non abbiamo “perso” nemmeno il 10% e dopo pochissimo lo abbiamo praticamente già recuperato del tutto.
      Tra una decina d’anni, con più esperienza e dopo tanti soldi ricevuti regolarmente in dividendi (per dirne solo una) guarderai indietro con un sorriso 🙂

      Liked by 1 person

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