#65 – Lean, Mean & Fuck You!

I miei primi anni a New York avevo come vicino di casa un ragazzo simpaticissimo, che nel tempo è diventato un amico.

Lavora per il Nasdaq, in un ruolo commerciale, ed un giorno mi annunciò che la sua azienda stava facendo un round di licenziamenti che avrebbero coinvolto parecchie persone.

Dopo essermi sincerato che lui non fosse in pericolo, gli chiesi cosa ci fosse che non andava nel business.

Era circa il 2011-2012, ancora all’inizio della ripresa post-Lehman Brothers, ed immaginavo che le varie aziende stessero ancora subendo gli strascichi della crisi.

La sua risposta mi sorprese.

“Oh no man, business is doing great, just every other year we go through rounds of cuts. We just have to trim the fat, we like to stay lean and mean”.

Lean and Mean, ossia (fisicamente) asciutto e cattivo.

In sostanza, eliminare ogni costo inutile e mantenere una struttura più agile possibile.

Quanto adoro l’America.

Essere “asciutti e cattivi” ha vantaggi da ogni punto di vista, anche quello delle finanze familiari/personali.

Recentemente, facendo il recap del mio anno 2017, ho scoperto con mia grande soddisfazione che io e mia moglie potremmo mantenere senza problemi lo stesso identico stile di vita che abbiamo oggi, anche con due stipendi ben al di sotto della media italiana, pur vivendo in una delle zone più costose del paese (area Milano).

Risparmieremmo meno di quanto facciamo oggi, ma non dovremmo tagliare nulla.

Evitando di dilungarmi (visto che ne parlo sempre), le ragioni principali che ci permettono di mantenere una struttura di costi snella sono:

  • Abbiamo una macchina sola, che non paghiamo (auto aziendale).
  • Abitiamo in una casa solo poco più grande del minimo necessario.
  • Andiamo pochissimo al ristorante, e facciamo attenzione quando facciamo la spesa al supermercato.
  • A parte una connessione ad Internet da 25€ al mese, ed una digital subscription al New York Times online da 4€ al mese, non abbiamo abbonamenti/costi mensili inutili ricorrenti, tipo Sky, le rate della TV, ecc.

Questo fa sì che il gruzzoletto investito in asset produttivi che abbiamo messo da parte nel tempo, pur essendo ben lungi dal permetterci di vivere senza lavorare, già qualifica come Fuck-You Money.

Cosa significa avere “Fuck-You Money”?

Semplice, Fuck-You Money vuol dire avere una situazione tale per la quale il nostro lavoro non è strettamente necessario ad una sopravvivenza dignitosa di breve e medio termine.

Questo ci dà la serenità, in casi di grave emergenza, di particolare stress, o di un capo particolarmente fastidioso, di poter dire appunto “Fuck You!” ed andarsene, anche senza avere pronto un altro lavoro.

L’addizionale benefit dell’avere costi bassi è che, se si vive con poco, quasi qualunque lavoro è sufficiente a coprire le spese, rendendo ancora meno dolorosa l’opzione di mollare il proprio posto.

Immaginate la situazione di due persone uguali, con stili di vita diversi:

Spendalot VS Mustachio

Se Kurt perdesse il posto perché l’azienda dove lavora fallisce, sarebbe immediatamente in una situazione di assoluta emergenza, non avendo alcun risparmio.

Dovrebbe quindi affrettarsi a trovare un nuovo lavoro al più presto, ma non uno qualsiasi: gli serve un lavoro che gli garantisca almeno 2.000€ netti al mese, necessari a sostenere il suo stile di vita fatto di dissoluzione ed immoralità.

Jonathan invece, se perdesse il posto perché ha deciso di pisciare sulla scrivania del suo antipatico capo e mandare tutto a quel paese, potrebbe vivere più di quattro anni e mezzo senza trovare un lavoro.

Probabilmente anche più a lungo, perché visto il suo profilo conservativo, in assenza di entrate probabilmente abbasserebbe il suo tenore di vita.

È però probabile che Jonathan non abbia bisogno di intaccare i suoi risparmi, perché per sostenere il suo stile di vita ha bisogno di solamente 12.900€ di stipendio all’anno, meno di 1.100€ al mese.

Un quadro di 35 anni non dovrebbe avere enormi difficoltà a trovare lavori che pagano 1.100€ al mese, ed in caso ne avesse, avrebbe comunque le spalle coperte dal suo gruzzoletto.

Per Jonathan, che ha scelto uno stile di vita Lean and Mean, 70.000€ rappresentano già una somma Fuck-You Money, che gli danno la possibilità di andare al lavoro sereno e dormire la notte, con la consapevolezza di non essere schiavo di nessuno.

Pensate a quanti vantaggi enormi potreste avere anche voi, se messi nella stessa situazione di Jonathan:

  • La vostra azienda vi chiede di fare cose di dubbia moralità? Potete tranquillamente rifiutarvi di farlo, altrimenti, Fuck-You!
  • Vostra moglie ha ricevuto un’offerta di lavoro come allevatrice di tartarughe giganti alle Hawaii? Fuck-You! vecchio lavoro, ne troverete uno nuovo dopo averla seguita. O magari prima vi prendete tre mesi per imparare a fare surf.
  • L’azienda che vi impiega è stata acquisita da Donald Trump ed è quindi fallita dopo tre settimane? Fuck-You!
  • Dopo aver visto un documentario vi è venuto il dubbio che il fine ultimo della vostra vita sia fotografare uccelli da preda in Mongolia, e volete prendervi un anno sabbatico per vedere se è così? Fuck-You!

Non dovrete quindi aspettare decenni per raccogliere i frutti di una vita fatta evitando di spendere soldi in cazzate ed investendo il risparmio: già dopo pochissimi anni ne guadagnerete immensamente in libertà ed indipendenza.

Ha veramente poco senso aspettare.

Buon risparmio.

 

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7 thoughts on “#65 – Lean, Mean & Fuck You!

  1. Ciao Andrea,
    apprezzo sempre i tuoi post e i tuoi ragionamenti. Mi permetto un’osservazione benevola. Ho notato che parli poco dei figli. A parità di stile di vita (diciamo accorto) e stipendio (diciamo medio) la capacità di risparmio dipende molto anche dallo stato famiglia:
    – single che vive con i genitori: risparmio 85%
    – single con affitto/mutuo: 70%
    – sposato (mono-reddito) senza figli con affitto/mutuo: 60%
    – sposato con figli con affitto/mutuo: 50%
    – separato/divorziato con figli a carico e con affitto/mutuo: 25%

    Le percentuali le ho messe ad occhio ma credo di non essere troppo distante dalla realtà per un profilo di buon risparmiatore (purtroppo ho passato tutti gli stati famiglia e quindi parlo con cognizione di causa).
    Lasciando stare l’ultima situazione (separato/divorziato) che si spera non capiti a nessuno (ma le statistiche dicono che è invece molto frequente), la presenza di figli è molto penalizzante in termini di capacità di risparmio. Ovviamente dà ben altre soddisfazioni che, a mio modesto parere, sono un arricchimento enorme a cui non rinuncerei.
    Resta il fatto che la capacità di risparmio si abbassa drasticamente, anche perché alcuni sacrifici che si è disposti a fare su sé stessi non si possono/vogliono fare sulle spalle dei figli. Per esempio, se si hanno figli è quasi impossibile vivere senza una macchina.
    In ogni caso, con uno stile di vita accorto si riesce comunque a mettere da parte qualcosa anche nella situazione più penalizzante, e confermo quanto hai più volte scritto sul tuo blog, ovvero che un risparmio inferiore al 15% è sempre e comunque colpevole.
    A parte, ovviamente, situazioni sotto il limite della soglia di povertà che però, in Italia, sono spesso dovute a poca voglia di darsi da fare. Scusate la franchezza ma conosco troppe persone che il lavoro nemmeno lo cercano, vivono sulle spalle di altri rifugiandosi dietro a un “tanto al giorno d’oggi non riuscirei a trovarlo”.
    Chiudo qui… mi rendo conto ora che il mio intervento è lungo e non poi così utile, ma ormai quel che è scritto è scritto! Portate pazienza 🙂

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    1. Ahahahah ma dai!
      Il mio portafoglio ha perso circa il 4%, simile a credo quello di tutti (tranne chi aveva Bitcoin).
      Ho capito che il 2017 ci ha viziato con i suoi zero scossoni, ma prima di un 15% di discesa non si può iniziare a sudare.
      Dormiamo tutti sereni sperando scenda ancora molto, così potremo comprare in saldo!

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  2. Pensiero a voce alta… ho appena iniziato a investire in borsa, se questo è il crollo da molti atteso significa che ho comprato ai massimi. Amen. Non fa piacere vedere i propri sudatissimi risparmi che calano in modo così deciso e il primo pensiero a caldo è “potevo lasciarli sul conto deposito all’1%”. Poi segue il secondo pensiero: questo è il mercato, meglio sperimentare subito una situazione “difficile” così da capire quanto prima se questo tipo di investimento fa per me.

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