#60 – Risposte a domande assortite.

Ho ricevuto dall’amico Tommaso una mail con una serie di domande, cui oggi ho deciso di rispondere pubblicamente perché credo possano essere di interesse generale.

C’è tanta roba, quindi mettetevi comodi 🙂

Come si leggono i dettagli della quotazione? (Dividend Yield, Price/earnings, Price to book value, Deviazione standard, indice di Sharpe, indice beta).

Dividend Yield è il rendimento (lordo) dei dividendi. Quindi se un ETF vale 100€ ed ha pagato 3,1€ di dividendi (lordi, in italia ci si paga il 26% di tasse) nell’anno scorso, il dividend yield sarà del 3,1%.

Da notare che il calcolo si basa sui rendimenti passati e sulla quotazione presente, quindi in futuro la percentuale potrebbe cambiare, sia perché cambia il prezzo (es se la borsa salisse e l’ETF quotasse a 150), sia perché può cambiare il rendimento.

Solitamente il rendimento tende, sui lunghi periodi, a seguire l’inflazione o a fare poco meglio.

Attenzione che molto spesso il “dividend yield” indicato non è corretto, consiglio sempre di andare a cercare il factsheet ufficiale del fondo se vi interessa l’informazione. Esempio di factsheet per VEUR.

Per i rapporti P/E (Price to Earnings) e P/B (Price to Book) vi rimando al post in cui ne avevo già parlato.

Deviazione standard, indice di Sharpe e Beta sono cose irrilevanti di cui non dovete curarvi.

Cos’è la Quotazione, cos’è l’Indice?

Quotazione Indice

Nel caso di un ETF indice, l’ETF ha come obiettivo di tracciare un indice (ad esempio l’S&P500).

La differenza tra la quotazione (cioè il prezzo dell’ETF) e l’indice stesso viene definita tracking error, ed è dovuta a vari elementi (costi di gestione, piccole inevitabili imperfezioni nella replica dell’indice).

L’unica cosa importante è che non sia una differenza enorme.

A cosa serve avere il “benchmark” nella scheda? Come viene scelto?

Il benchmark è il metro di paragone. Negli ETF indice il benchmark è sempre l’indice di riferimento (quindi per un ETF che traccia l’S&P500 sarà l’S&P500).

Per altri fondi il benchmark è scelto dall’emittente, e non sempre è un benchmark completamente sensato.

Cos’è la fiscalità armonizzata?

Se un ETF è armonizzato non ti fa pagare le tasse due volte.

Se dall’Italia compri delle azioni francesi (diciamo le Danone, sulla borsa di Parigi), ogni volta che queste pagano i dividendi pagherete prima le tasse francesi (30%), poi sulla risultante pagherete ANCHE le tasse italiane (26%).

Teoricamente si può fare domanda per avere indietro la parte di doppia tassazione, ma visto che in europa siamo ancora nel Paleozoico in termini di facilità ad investire, questa richiesta è talmente macchinosa, scomoda e costosa che, a meno di essere miliardari, bisogna sukare e pagare doppio.

Un ETF Armonizzato invece si occupa direttamente di non pagare queste tasse extra, quindi sui dividendi provenienti dalle azioni Danone possedute tramite un ETF indice Europa armonizzato si pagheranno le tasse solo una volta.

TL;DR: Non comprare ETF non armonizzati.

La valutazione Morningstar a che serve e quanto ci devo badare?

La valutazione Morningstar si riferisce solo a come è andato il fondo/ETF nel passato. Per stessa ammissione di Morningstar, il numero di stelle non è predittivo di performance future, quindi ignoratelo bellamente.

Cosa vogliono dire le sigle in fronte ad alcuni ETF (esempio FTSE, MSCI, EPRA)?

Sono relative al tipo di indice che seguono. Per ETF indice abbastanza ampi (Europa, Emergenti, Mondo, USA, Italia, etc) è irrilevante.

Quando si attivano i vari mercati (inizialmente non si possono visualizzare ETF in tutti i mercati, bisogna attivarli dai settaggi del conto), ci si trova di fronte a due opzioni: “pull” è gratuito, “push” costa. Cosa cazzo vuol dire?

Push e Pull si riferiscono alla modalità in cui si aggiornano i prezzi (le quotazioni) dell’azione/ETF/obbligazione che visualizzate a schermo.

La differenza è esattamente come per le notifiche del cellulare: push “forza” l’aggiornamento del prezzo ogni volta che c’è una modifica, pull invece è sempre qualche secondo/minuto indietro.

Visto che non dovete fare trading ed una volta che comprate non dovete vendere MAI, è una distinzione irrilevante.

Perché un emittente è meglio di un altro?

Se state su emittenti grossi (Vanguard, iShares, Lyxor…) in sostanza non cambia niente, contano i costi di gestione ma, anche qui, tra 0,12% e 0,2% nei fatti cambia pochissimo.

Al di là delle preferenze personali uno vale l’altro.

Perché gli ETF sono divisi in mercati diversi?Alcuni sono disponibili solo su Germania, altri solo US, etc.? 

Dove si acquista un ETF/Azione/obbligazione dipende solamente da dove questa è quotata, ed è un fattore a scelta dell’emittente.

Esempio: gli ETF Vanguard che consigliavo qui sono quotati ad Amsterdam, Londra, Zurigo e Francoforte.

Come un qualsiasi pacco di pasta Barilla, il prodotto è lo stesso, ma lo potete comprare in vari posti ed in varie valute.

Mi pare di vedere che ad esempio alcuni ETF disponibili su un mercato (diciamo DE) in realtà indicizzano mercati diversi (per esempio Asia). E’ una questione di valuta? Di indici diversi messi sul mercato da enti diversi?

Il mercato che i vari ETF indice tracciano, non ha alcuna relazione con dove sono quotati: potete comprare un ETF Emergenti sulla borsa di Amsterdam, come un ETF Europa su quella di New York.

Alla stessa maniera un ETF può essere quotato in dollari anche a Francoforte.

Per l’impatto della valuta rimando al mio precedente post in cui spiegavo qualche termine tecnico.

Perché certe visualizzazioni su Fineco non hanno il pregresso anche se l’ETF è in giro da tempo? Esempio: Vanguard FTSE Emerging Markets UCITS ETF – VFEM – XETRA parte al 31/10 anche se l’ETF è in giro dal 2012 (almeno così vedo da una rapida googlata).

Questo perché questo specifico ETF è stato quotato sullo Xetra (germania) solo dal 31/10, mentre prima era disponibile solo su Amsterdam, Londra e Zurigo.

Veniamo ora alle domande che mi hanno più divertito 🙂 .

Cos’è ETF Replay?

Devo picchiarti?

Come si confrontano due ETF su Fineco? (non cosa devo schiacciare, ma una volta che li sto confrontando come capisco quale è meglio?)

Come definisci “meglio?”.

Nessuno sa quale mercato o quale tipologia di azioni farà meglio in futuro.

Le caratteristiche che un investitore alle prime armi deve guardare in un ETF sono, a mio avviso:

1- TER basso: deve costare poco.

2- Buona diversificazione: deve essere molto diversificato.

3- Efficienza fiscale: deve essere armonizzato.

Perché investire in mercati tradizionali (non so, petrolio, acciaio, armi) se il futuro sembra andare altrove? Dando per scontato che se uno mette i soldi dentro li vuole lasciare lì per anni, non è rischioso?

Mi presti la tua palla di cristallo? 🙂

Se ricordi, solo pochi anni fa il petrolio costava 150 dollari al barile ed il mondo era tutto un “OMGGGGG STA FINENDO IL PETROLIO LA BENZINA COSTERA’ SEI MILIARDI AL LITROCOMPRIAMO TUTTI AZIENDE PETROLIFERE!!!!111!!!!ONE!11”

Poi sono passati due anni e sembrava che nel giro di pochi mesi il petrolio non l’avremmo usato mai più.

Come diceva l’alta aristocrazia Savoia, “nobody knows shit”.

Se uno fosse propenso a scommettere sul futuro, quali sono buoni indici per automazione, robotica, energie rinnovabili, AI, acqua?

Non lo so, ma attenzione che non per forza una cosa che conquista il mondo è un buon investimento.

L’esempio migliore sono state le aerolinee negli ultimi 40 anni: la gente volava sempre di più, ma le compagnie aeree fallivano una dopo l’altra.

Mi permetto di dare a tutti un consiglio: non cercate di essere più furbi degli altri.

Ricordate che ci sono persone (molto intelligenti, molto motivate e molto ben pagate) che investono per mestiere: che l’acqua e la robotica siano il futuro l’hanno capito anche loro, e generalmente le hanno già comprate.

Seguendo queste “mode” si rischia più di farsi male che altro.

Risparmiate molto, non fate cazzate, investite con calma e regolarità in indici ben diversificati, ed il vostro futuro sarà comunque roseo.

Buon risparmio.

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11 thoughts on “#60 – Risposte a domande assortite.

  1. Sempre ottimo Andrea.
    Ti proporrei come ministro delle finanze!!
    Una domanda su Fineco. C’è il modo di avere un conto a zero costo come ING ?

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  2. Una nota sugli ETF armonizzati / non armonizzati.
    Quello che descrivi tu è il cosiddetto “withholding tax” ovvero il fatto che le tasse su un dato strumento finanziario siano trattenute direttamente alla fonte dallo stato in cui lo strumento è emesso (la Francia nell’esempio delle azioni Danone)
    C’è poi il fenomeno della doppia imposizione: ovvero se lo stato di emissione dello strumento ha la withholding tax e lo stato in cui vivi ne ha un’altra tu le paghi entrambe – a meno di un accordo tra i due stati (nel qual caso, come indichi tu, ci sarà una procedura per non dover pagare, o pagare in forma ridotta la withholding tax)

    Gli etf armonizzati non servono ad evitare la doppia imposizione o la withholding tax (ad esempio anche gli etf armonizzati che investono negli USA pagano un percentuale di tasse USA) ma si riferiscono semplicemente agli etf che seguono la normativa comunitaria europea solitamente chiamata UCITS.
    Sono sostanzialmente etf emessi in europa e pensati per investitori europei.

    Per l’investitore italiano la grossa differenza sta nel fatto che sugli ETF armonizzati si paga un’aliquota fissa (di solito trattenuta direttamente dal broker/banca) mentre per gli ETF non armonizzati il guadagno va nell’imponibile IRPEF e quindi si paga un’aliquota che dipende dal proprio reddito – molto facilmente superiore a quella fissa.

    Resta validissimo il consiglio di comprare solo ETF armonizzati 🙂

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  3. Ciao Andrea,

    aggiungo due cose se posso (non avrei fatto il mestiere che ho fatto se non fossi un tritacartoni).

    1 – Calcolo dello yield
    Per etf o azioni che pagano trimestralmente di solito viene calcolato annualizzando l’ultimo dividendo (div * 4). Alcuni siti usano la somma su anno, non necessariamente solare, da cui i casini che hai detto. Sempre meglio armarsi di baston… calcolatrice e almeno la prima volta fare un conto “a mano” e vedere a cosa corrisponde volta per volta. Le tabelle come quelle su justetf, borsa italiana, o dividend.com sono di molto aiuto.

    2 – Scelta ETF
    Alle cose da guardare che hai detto aggiungerei la capitalizzazione. Un etf “grosso”, tra le varie cose, ha meno probabilità di venire ritirato perchè non abbastanza redditizio per la casa madre.

    Come sempre complimenti per il sito. Byez! 🙂

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  4. Ciao.
    Come influisce la sede dell’etf sulla tassazione. Es. dati due etf armonizzati stesso indice stesso ter buona capitalizzazione ecc… uno in Irlanda, o Lussemburgo, l’altro in Francia, o Germania…. cosa cambia ? Scusate se ho perso qualche pezzo. Grazie Andrea e a tutti

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