#54 – Perché investo come investo?

Settimana scorsa ho pubblicato per la prima volta il mio portafoglio investimenti.

Se da un lato questo ha solleticato il voyeurismo di alcuni di voi, dall’altro non ha fornito informazioni dettagliate riguardo il processo mentale che, a suo tempo, mi portò a fare queste specifiche scelte.

Oggi cerco di rimediare.

Posto che, come già detto fino allo sfinimento, il mio primo focus è sul risparmio, io divido i miei investimenti in due parti più o meno uguali:

  • Una parte automatizzata (con un asterisco).
  • Una parte in cui decido attivamente.

La parte automatizzata.

La parte automatizzata viene investita in maniera robotica in ETF indice a basso costo più diversificati possibile, in quantità e cadenza regolari.

Perché in quantità ed a cadenza regolari?
Per sfruttare il Dollar Cost Averaging ed evitare che le mie emozioni influenzino la scelta.

Perché ETF indice a basso costo?
Perché studi su studi hanno provato che c’è una fortissima correlazione tra costo di un fondo e la sua performance: nella stragrande maggioranza dei casi, più è basso il costo, più è alta la performance.

Perché ETF molto diversificati?
Perché è provato che la diversificazione del rischio minimizza le probabilità di distruzione del valore.

Attualmente, sto usando il secondo me ottimo servizio ETF Replay di Fineco, per comprare ETF della Vanguard, come descritto in questo post.

E l’asterisco?

MOLTO raramente, e solo in condizioni che reputo estreme, posso variare la composizione o la cadenza del mio investimento automatizzato.

Per “molto raramente” si intende in teoria una situazione talmente particolare, che dovrebbe accadere due o tre volte massimo in trent’anni.

Penso che oggi ci troviamo in una di queste situazioni, ed è la ragione per la quale non trovate gli Stati Uniti tra ETF che acquisto.

Portfolio 15 10 2017

Tra Novembre 2015 e Gennaio 2016 mi sono liberato di tutti i miei fondi che tracciavano il mercato americano, spostando tutto in europa ed emergenti, perché reputavo che la combinazione di:

  • Un dollaro a livelli storicamente molto alti rispetto all’euro, più
  • Una valutazione di borsa americana che flirtava coi periodi nefasti del ’29 e del 2001

Facesse della borsa USA, per un investitore che vive in area euro, un investimento con un livello di rischio troppo alto.

Ne ho parlato in un post dedicato, che trovate qui.

Naturalmente, un vero Boglehead non sarebbe d’accordo con me, ma sticazzi: nonostante io sia un grandissimo paladino dell’inazione, e ricordandomi che in generale i migliori investitori sono i morti, mi rifiuto di credere che usare il cervello sia una cosa SEMPRE negativa.

Ne riparliamo tra dieci-quindici anni.

La parte attiva.

La parte in cui decido attivamente, invece, è figlia di due cause distinte.

In primis, della mia vecchiaia.

Gli ETF indice non esistono da tantissimo tempo, ed in particolare in Europa erano sconosciuti (se non inesistenti) fino a pochi anni fa.

Io ho iniziato ad investire da qualche parte tra il 2006 ed il 2007, ed a quell’epoca optai per le azioni singole, cosa che ho fatto ininterrottamente fino al 2011 quando, emigrato in America, scoprii Vanguard ed affini.

Fedele al mio mantra di non vedere mai o quasi, praticamente tutte le azioni che comprai a suo tempo sono ancora nel mio portafoglio.

Giusto per fare un esempio, le Royal Dutch, di cui sono perdutamente innamorato, sono state tra le prime azioni che ho comprato, e non ne ho mai venduta nemmeno mezza.

Quando poi si seguono certe azioni per anni, si tende a conoscerle bene, da cui di tanto in tanto aggiungo qua e là qualche soldino se mi sembra che qualcosa sia sottovalutato.

La seconda ragione per cui amo tenere alcune azioni singole è invece un mix di boria e volontà di fare un esperimento scientifico.

So benissimo che la maggior parte degli investitori non è in grado di fare meglio del mercato, ma vorrei provarlo e verificarlo sulla mia pelle.

Certamente non penso di avere qualità particolari nel trovare gemme o azioni sottovalutate, ma credo di avere due grossi vantaggi rispetto alla massa degli investitori:

  • Conosco i miei limiti, e quindi non cerco di comprare cose astruse ma solo aziende molto consolidate.
    Impossibile che trovi la prossima Google, ma non comprerò nemmeno la prossima Tiscali.
  • Sono più bravo della media a controllare le emozioni. Nel 2009 mi cagavo addosso anche io come tutti, ma ho avuto la forza testicolare per non vendere nulla.

Voglio quindi vedere, mantenendo allo stesso tempo sia una strategia automatizzata a base indici che una più opportunistica a base azioni singole, come mi comporto rispetto agli indici nel lungo periodo.

Anche qui comunque c’è un piccolo asterisco: visto che detesto tenere troppi soldi liquidi, sono praticamente forzato ad acquistare ogni tot qualcosa, di fatto facendo un poco di dollar cost averaging anche con le azioni singole.

Tutti i costi che vedete sono calcolati a partire più o meno dal 1 gennaio 2016, cosa che garantisce una certa comparabilità.

Tra dieci anni tirerò le somme.

In un prossimo post spiegherò come e perché ho scelto le azioni singole che ho in portafoglio.

Buon risparmio.

Advertisements

6 thoughts on “#54 – Perché investo come investo?

  1. Grazie per il chiarimento! Scusa ma da novizio che acquista solo etf volevo chiederti: come valuti l’andamento di una azienda? Segui un sito particolare di economia o conosci bene l’azienda in cui investi? Hai qualche libro da consigliarmi per migliorare su questo settore? Ho giá letto “intelligent investor” ma magari conosci qualcosa per poter approfondire ancora.
    Grazie infinite per il tuo lavoro!

    Like

    1. Cerco di informarmi con un mix di fonti.
      Principalmente uso Bloomberg.com che ha un ottimo sito ed anche un’ottima app. Questo quotidianamente.
      Sempre quotidianamente seguo i blog di tutto il team Ritholtz (Ben Carson, Michael Batnick, Joshua Brown, Barry Ritholtz).
      Poi ogni tanto leggo i giornali di settore e le pagine economiche del NYT.
      Questo per tenermi informato ed acculturarmi in generale.
      Quando poi una azienda solletica la mia curiosità inizio a scavare nei suoi dati finanziari.
      Per solleticarmi, solitamente una azienda deve essere
      Grande
      Avere un business provato da anni
      Essere scesa molto per ragioni che potrebbero essere temporanee.
      Naturalmente non le compro solo perché sono scese

      Like

  2. Ciao
    Un dubbio: incassare, come investitore italiano, dividendi di azioni estere, non è fiscalmente svantaggioso?

    PS complimenti anche da parte mia per il blog.

    Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s