#52 – Imparare ad investire è un dovere.

Negli ultimi due anni ho notato che tanta gente attorno a me (fisicamente o virtualmente) ha iniziato a fare più attenzione a come spende i propri soldi.

Sono nate discussioni su quale modalità sia la migliore per tracciare le proprie spese e tenere un budget, quanto sia giusto spendere al mese in ristoranti, e gente che sostiene di non riuscire a risparmiare pur avendo stipendi normali viene giustamente sfottuta.

Tutto ciò mi riempie di gioia, perché la ragione principale per cui scrivo questo blog è quella di trasferire agli altri ciò che vari blogger americani hanno trasferito a me, di fatto cambiandomi la vita.

Se non avessi scoperto Mr. Money Mustache, Early Retirement Extreme ed altri, ad oggi avrei circa la metà dei miei risparmi.
Forse meno.

Il fatto che questa gente investisse del tempo per trasferire gratis conoscenze, senza pensare di ricavarne alcun denaro ma solo per aiutare gli altri mi ha segnato.

Ho iniziato quindi a scrivere questo blog perché in italiano non ho trovato nulla di simile, e mi sembrava il minimo provare a trasferire ad altri quello che altri hanno trasferito a me.

Ho però notato che molta gente ancora non investe, o esita ad investire.

Come ho già scritto più volte, è matematicamente chiaro che risparmiare è la cosa fondamentale, ma ad un certo punto chi ha dei risparmi ha anche il dovere di investirli.

Ci sono varie ragioni per cui questo sia importante, ma essenzialmente si possono ridurre, a mio avviso, a due:

1- Una questione etica.

La crescita economica di medio/lungo periodo dipende grossolanamente da tre fattori: lavoro, tecnologia e capitale impiegati (se volete entrare nel dettaglio googlate “modello di Solow”).

Posto che la crescita economica sia una cosa positiva per il genere umano (in linea di massima lo è), tenere i soldi sotto il materasso equivale a castrare la crescita.

Comprare azioni o obbligazioni di un’azienda è un modo di impiegare del capitale in modo da aiutarla a crescere e prosperare, creando posti di lavoro, pagando stipendi, eccetera.

Il concetto, molto da occupazione studentesca, che la borsa e la finanza in generale siano sempre e comunque Il Male andrebbe, nel 2017, superato da tutti: investire con ottica di lungo periodo in aziende non distruttrici ha una grande utilità sociale.

La prosperità aiuta tutti, in particolare gli strati sociali più svantaggiati (100€ valgono più per un povero che per un ricco): essere ricchi comporta anche, secondo me, prendersi la responsabilità di fare qualcosa per gli altri.

2- Un puro calcolo egoistico.

Se avete dei risparmi che non siano completamente irrilevanti, è molto probabile che occuparvi dei vostri soldi investendoli (o imparando come investirli) invece che lasciarli a marcire sul conto corrente, sia una attività MOLTO più redditizia del vostro lavoro principale.

Per verificare questa affermazione basta calcolare lo stipendio orario derivante dalla gestione del vostro patrimonio.

Prendete quindi un rendimento (conservativo) medio dei vostri investimenti, e moltiplicatelo per il valore assoluto del vostro capitale.

A quel punto dividete per il numero di ore che dedicate alla gestione dei vostri soldi.

Facciamo il solito esempio pratico:

L’ETF indice Europa VEUR, di cui potete leggere qui, ha pagato circa 94 centesimi di euro di dividendi nell’ultimo anno.

Alla valutazione di oggi (30.80€), fa un rendimento lordo, solo in dividendi, del 3,07%, pari al 2,27% al netto delle tasse italiane.

Al netto di scossoni temporanei, è legittimo attendersi che questo 2,27% sia un rendimento futuro atteso estremamente conservativo, da considerarsi quindi come una previsione che con massima probabilità si rivelerà fin troppo prudente.

Consideriamo che, per questioni misteriose, ci voglia ben un’ora al mese per gestire questo capitale formato da un solo ETF (ne basterebbe molto meno).

Questo il risultante stipendio orario, a seconda del capitale investito, e l’equivalente RAL di uno stipendio orario di quel livello:

 

1 ora al mese

Già con 25.000€, una somma rilevante ma di certo abbordabile da quasi qualunque trentacinquenne con un lavoro, si ottiene un ROI (Return On Investment) di quasi 50€ l’ora, più o meno la retribuzione oraria di un dirigente che prende 160,000€ annui.

Anche dedicarci un’ora a settimana ha un senso economico a partire da cifre non astronomiche:

1 ora a settimana

Vi lascio qui il file per farvi i vostri calcoli con comodo.

ATTENZIONE: questo non significa che ora dovrete passere il vostro tempo a smanettare come pazzi cambiando investimenti ogni cinque minuti.

Come ho già detto in precedenza e come ampiamente provato dai numeri, comprare e vendere spesso è il modo migliore per perdere soldi.

Quello che intendo dire con questo post è che investire tempo per imparare ad investire bene i propri soldi ha sia una utilità sociale, che una pratica.

Per darvi un’idea, io dedico circa un paio d’ore a settimana ad informarmi e ad imparare, ma a dire tanto due ore l’anno per comprare e vendere.

Buon Risparmio (e buoni investimenti).

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8 thoughts on “#52 – Imparare ad investire è un dovere.

  1. CIao Andrea,
    Posso chiederti da dove prendi spunti per imparare roba nova (come dici alla fine del post)? Per il resto è tutto vero l’educazione finanziaria è molto bassa in Italia, e spesso mi capita di parlare con persone che non hanno la più pallida idea di cosa stanno facendo (finanziariamente parlando).
    Ciao ciao
    Stal

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  2. Ottimo articolo, bellissimo il punto n. 2.
    Condivido la tua “mission” di educatore finanziario. Ci provo anch’io, nel mio piccolo. I risultati sono inferiori alle attese ma non bisogna demordere.

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  3. Grandioso come sempre, anche io ho letto molti blog americani ma è difficile investire consapevolmente se non hai una guida nel tuo paese. Ho trovato il tuo blog e non lo mollo più! Grazie 😉

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  4. Ciao Andrea e complimenti per il blog. Anch’io ti seguo e apprezzo i tuoi post per la semplicità e la schiettezza. Investire non è facile se l’approccio è sbagliato ovvero se si vuole tutto e subito ma diventa veramente semplice se si adotta un metodo e si aspetta che il tempo faccia il suo lavoro (interesse composto)! Anchio uso come piattaforma FINECO e volevo segnalare che si può acquistare l’ETF a replica fisica di Lyxor LU0908500753 che investe su Europa STOXX600 con costi bassissimi (0,07) e a capitalizzazione. Io sono dell’idea che se si vuole, come dici tu, accumulare e non vendere mai (se non quando servirà veramente) bisogna sfruttare al massimo i dividendi reinvestiti e non farsi bruciare i rendimenti dalle altissime tasse che il nostro “caro Stato” ci impone. Un caro saluto, Roberto

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    1. Wow grazie mille Roberto!
      In realtà la differenza tra accumulazione e distribuzione dei dividendi è abbastanza minima, si risolve in circa un dividendo ogni dieci anni (ci ho fatto un post apposito, guarda nell’archivio se ti interessa), ma un vantaggio c’è sempre.
      Da oggi in poi sposterò i nuovi investimenti su quello al posto del veur, grazie.
      (La differenza minima anche includendo il TER non giustifica vendere ciò che già ho e ricomprare tutto con questo etf nuovo, ci si brucia troppo in spese di transazione e spread bid/ask)

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      1. Sì avevo letto il post. E’ vero, le tasse comunque le paghi, anche se differite, però il reinvestimento del dividendo ti permette di fare un’entrata automatica in più (senza costi) in ottica DCA ed inoltre chi ci dice che il giorno che venderai l’aliquota fiscale non sia più bassa di quella attuale. A dire il vero in questo Paese un’evenienza del genere è quantomeno improbabile però considera che il livello di tassazione sui risparmi al momento è molto elevato. Poi è chiaro che si tratta del male minore, l’importante è come dici tu: risparmiare, risparmiare, risparmiare… investire, investire, investire il più possibile. Ciao!

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