#45 – ERE – FIRE: è davvero possibile vivere senza lavorare?

Qualche tempo fa ho pubblicato un post del “collega” di blogging Mr. Rip riguardo il movimento ERE – FIRE, oggi espando un poco ed aggiungo le mie considerazioni.

Di cosa si tratta?

Per farla molto breve, si tratta di un movimento il cui concetto base è la libertà, perseguita col seguente metodo:

  • Risparmia molto.
  • Investi i risparmi.
  • Piano piano, i rendimenti degli investimenti copriranno sempre più le spese.
  • Quando rendimenti > spese correnti, lavorare per guadagnare diventa opzionale e si può fare ciò che si vuole.

Le origini.

Se dovessi definire tre pilastri della filosofia/movimento ERE – FIRE, penso che sceglierei (descrizioni tutte prese dalla pagina Incassaforte Consiglia):

  • Your Money Or Your Life, di Vicky Robin e Joe Dominguez, è probabilmente il testo che ha dato inconsapevolmente vita a tutto il movimento per la Financial Independence.
    Questi due pionieri, senza troppi fronzoli e con tanta Americana concretezza, sviluppano un programma in 9 punti su come prendere la vostra vita finanziaria per le corna.
    Se dovete leggere UN libro solo su come gestire i vostri soldi, leggete YMOYL.
  • Early Retirement Extreme, di J.L. Fisker, e’ il libro che ha dato via al moderno movimento dell’Early Retirement. Jacob Lund Fisker e’ un (ex) astrofisico nucleare Danese che dopo un breve numero di anni passati a vivere frugalmente ed a sviluppare abilita’ laterali ha abbandonato la sua carriera “pensionandosi” in eta giovanissima’.
    Questo libro e’ la descrizione della sua filosofia di vita, e di come applicarla. Per farvi un’idea potete visitare la pagina wiki.
    Ho letto questo libro almeno cinque volte.
  • Mr. Money Mustache. e’ il blog piu’ figo del mondo.
    Pete e’ un ingegnere Canadese che si e’ trasferito in America, ha lavorato duramente risparmiando piu’ del 50% dei suoi stipendi ed ha smesso di lavorare a 31 anni, avendo accumulato sufficienti asset per vivere di rendita per il resto dei suoi giorni.
    Scritto con tono guascone, Pete spazia da progetti DYI, a pubbliche umiliazioni di chi compra grossi Pick Up, a consigli su come investire.
    Mr Money Mustache e’ il blog di personal finance / Early Retirement piu’ visitato al mondo.

Molto bene, ma questa cosa è praticabile?

Dipende.

Ragionando e sperperando come le persone normali, la risposta è chiaramente no.

Per “risparmiare molto” normalmente si intende il 15% del proprio stipendio netto (nell’area Euro la media nel 2015 era circa il 6%), ma questo livello è sufficiente a garantire solo una pensione tranquilla con tempistiche “normali”.

La nostra società consumistica attuale non sembra incoraggiare niente di diverso (altrimenti chi comprerebbe un telefonino nuovo ogni 12-18 mesi?), e per questioni inesplicabili le persone tendono a spendere in proporzione ai guadagni e non alle necessità, ma chi ha detto che non si possa risparmiare il 30%? O il 50%?

Le spese principali sono sempre, o quasi sempre, nell’ordine:

  1. Alloggio.
  2. Trasporti.
  3. Cibo.

Una stanza nelle più costose città in Italia non costa mai più di 500€ al mese, un abbonamento ai trasporti pubblici non costa mai più di 100€ al mese, ed un adulto normale senza disturbi alimentari può rifocillarsi abbondantemente con cibo di alta qualità spendendo 100-120€ al mese massimo.

Anche tenendo conto di altre inevitabili spese, un single italiano con uno stipendio medio (1560€ al mese) che abita in una delle città più care non dovrebbe quindi avere alcun problema a risparmiare almeno il 33%, pur vivendo in un certo lusso.

Con un minimo di sforzo, il 50% dovrebbe essere fattibile. Certo, non potrete comprarvi i jeans da tamarro della Diesel da 250€.

Vivere in modo più frugale ha un triplo effetto benefico: diminuisce il numero di zavorre mangia-soldi (es: una casa troppo grande che costa di più in mantenimento), aumenta la parte di soldi che finisce in investimenti (asset produttivi), e diminuisce le spese che questi asset dovranno coprire.

Se guadagnate pochissimo, più che ridurre le spese è meglio che concentriate i vostri sforzi sul guadagnare uno stipendio medio (e nel contempo non aumentare le spese): una persona di media intelligenza, senza particolari handicap e dotata di molta flessibilità e buona volontà non dovrebbe avere problemi a raggiungere uno stipendio da 1500€ netti in breve tempo.

Se poi guadagnate leggermente sopra la media e/o vivete in coppia (cosa che aiuta a diminuire le spese) con un/a compagno/a che lavora, risparmiare due terzi del proprio reddito netto è plausibile.

Quindi in definitiva si, se avete uno stipendio medio, risparmiare il 50% del vostro netto dovrebbe essere ampiamente alla vostra portata.

È chiaro che bisogna fare delle rinunce ma è una questione di priorità, se preferite una vita passata nel traffico (ma su sedili in pelle) ad una vita passata nella natura (ma in bicicletta), meglio (?) per voi.

Facciamo due conti.

Senza entrare nei dettagli dei calcoli dei vari studi sulla sostenibilità dei risparmi di chi non lavora (normalmente orientati ai pensionati) come il Trinity Study o i lavori di Wade Pfau (che sono naturalmente tutti USA-centrici, quindi poco applicabili a noi in Italia), si tratta di matematica spiccia.

Se assumiamo che dei soldi investiti in un paniere di asset produttivi (es: azioni, terre coltivabili) renda un 3% annuo netto (assumption più o meno realistica e al limite un filo conservativa, fidatevi), e che si rivaluti in base all’inflazione, per coprire le nostre spese annuali “S” abbiamo bisogno di un patrimonio investito “P” tale che:

  • 3% di P = S

Quindi

  • P = S / 0,03 = S x 33,33333333

Teoricamente, se una persona riuscisse ad avere un patrimonio investito di circa 33 volte le sue spese annue, questo genererebbe autonomamente sufficiente reddito da rendere il lavoro opzionale per sempre.

Vediamo come si comportano risparmi ed investimenti in una situazione normale, con un risparmio del 15% e rendimenti netti conservativi del 3%.

NOTA: tutti questi calcoli eliminano la necessità di tenere conto dell’inflazione perché parliamo di rendimenti netti. Consideriamo anche, sempre per essere conservativi, che lo stipendio di una persona aumenti solo quanto basta per coprire l’inflazione.
Come sempre vi lascio allegato il File Excel per farvi i calcoli da soli.

15% saving 3% rendimento

15% saving 3% rendimento bis

Dopo 40 anni di lavoro, ci si ritrova con un bel cuscinetto di circa 13 anni di spese, che uniti a TFR e pensione garantiscono una vecchiaia serena.

Vediamo cosa succede invece a chi ha voglia di rompere gli schemi e risparmia il 50%:

50% saving 3% rendimento

50% saving 3% rendimento bis

Dopo solo 10 anni di lavoro, considerando rendimenti conservativi del 3%, chi risparmia metà del suo stipendio avrà già un terzo delle sue spese coperte dagli investimenti.

Dopo nemmeno 25 anni di lavoro, gli investimenti gli permetterebbero di vivere senza lavorare, circa 15 anni prima della norma.

E se uno fosse un fortunato che guadagna bene e, pur concedendosi un minimo di Lifestyle Inflation, risparmiasse i due terzi del suo reddito?

66% saving 3% rendimento

66% saving 3% rendimento bis

Dopo nemmeno 15 anni di lavoro può smettere di lavorare ed andare al mare, o a zappare la terra, o a insegnare matematica ai bambini, o qualsiasi altra attività abbia voglia di fare.

Da notare come queste tempistiche non dipendano dal valore assoluto di guadagni ed investimenti, ma solo dalla percentuale risparmiata ed i rendimenti.

In conclusione, anche stimando rendimenti relativamente bassi, con un poco di sforzo è possibile guadagnare anni di libertà, da usare come meglio vogliamo.

La matematica è semplice, con impegno, passione e prudenza è davvero possibile “vivere senza lavorare” prima della vecchiaia.

Sono arciconvinto che la principale ragione per cui questo non accade praticamente mai è che la gente non contempla nemmeno questa opzione.

Ora non avete più scuse.

Buon risparmio.

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7 thoughts on “#45 – ERE – FIRE: è davvero possibile vivere senza lavorare?

  1. Ciao Andrea complimenti per il tuo blog che ho da poco scoperto. Se non il migliore sicuramente uno dei migliori in italiano sulla finanza personale e sull’indipendenza finanziaria. Volevo sapere se tu usi solo gli ETF della Vanguard oppure stai gestendo un portafoglio di singoli titoli azionari aristocratici. Se hai un portafoglio diversificato che ne pensi dell’uso delle opzioni per aumentarne la resa ? Ci hai mai pensato? grazie. ciao Giuliano

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    1. Ciao Giuliano, grazie per i complimenti. Io personalmente uso gli ETF Vanguard, ma ho anche azioni singole, non per forza Aristicrats (anzi in questo momento non ne ho nemmeno una).
      Le opzioni non mi piacciono, così come i vari strumenti a leva, principalmente perché secondo me spingono alla speculazione (che non amo anche concettualmente) e non all’investimento.
      Ciao!

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  2. Ciao Andrea. Complimenti per gli articoli. Gli argomenti sono interessanti e andrebbero affrontati da tutti, ma purtroppo non è così. Viviamo in un epoca di consumismo. Io ho 38 anni, e se penso a com’era la vita negli anni ’70/’80 é abbastanza semplice vedere come ci siamo circondati di cose inutili. Prima c’era molta più frugalità: no cellulari e relativi abbonamenti, no tv a pagamento, no ricerca spasmodica dell’abito griffato, e tanto altro. Quando ne parlo coi miei amici passo per il tirchio di turno, ma in realtà ho tutto ciò che mi serve: casa di proprietà (con mutuo), auto, vestiti decorosi, faccio 2 o tre vacanze all’anno. Soltanto evito gli eccessi, come ad esempio andare al ristorante tutte le settimane. A 38 anni, con uno stipendio “medio” ho risparmi per oltre 100k euro e un fondo pensione di oltre 60k euro. I miei investimenti mi fruttano circa 300/350 euro al mese. Il mio obiettivo è ritirarmi dal lavoro a 55 anni godendo di una rendita di almeno 1200€ al mese. Nei prossimi mesi cercherò di implementare un sistema per raddoppiare l’attuale rendita extra-stipendio. Sto facendo i miei test e, se interessato, ti farò sapere. Ti ho scoperto oggi ma metto il tuo blog nei preferiti. Ciao!

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