#44 – Come passare a Vanguard in poche semplici mosse.

Molto spesso, mi viene richiesto quali ETF indice io acquisti personalmente.

In un mio precedente post ne consigliavo tre, di cui due sono emessi da Vanguard.

Vanguard è la società fondata da John Bogle, il padre degli Index Funds, ed è ad oggi il secondo emittente al mondo di ETF dopo Blackrock (quelli di iShares).

Due sono le caratteristiche distintive di questa società.

  1. I costi di gestione, spesso i più bassi sul mercato.
  2. Il fatto che Vanguard sia di proprietà dei fondi stessi.

La prima caratteristica ha vantaggi evidenti per l’investitore, in quanto un costo più basso è una zavorra minore sui rendimenti, che a parità di indice tracciato risulteranno migliori.

Rendimento fondi a seconda dei TER

La seconda caratteristica invece è meno immediata, ma è fondamentale.

Normalmente, le società emittenti fondi o ETF sono società private, a scopo di lucro: pensate a Mediolanum, Blackrock, Intesa, ecc.

Il loro primo obiettivo è di guadagnare soldi per i loro azionisti, non quello di fare sempre e comunque ciò che è meglio per i loro investitori: questa è la ragione per cui, con rarisssssssime eccezioni, ogni volta che andate dal promotore finanziario della vostra banca, questi tenterà di rifilarvi dei fondi di merda con costi altissimi e commissioni nascoste.

Vanguard invece è posseduta dai fondi stessi, quindi, se investite nei fondi loro, gli azionisti di Vanguard siete voi.

Chi investe con loro ha la ragionevole certezza che i suoi interessi e quelli dell’emittente siano quindi allineati.

Come fare se volete passare a Vanguard perché avete in portafoglio fondi che vi ha rifilato la banca?

NOTA IMPORTANTE:

Questo post è diviso in due macro blocchi: il primo che vi aiuta ad individuare, in modo grossolano, gli equivalenti Vanguard dei fondi che avete già in portafoglio; il secondo è semplicemente la descrizione di un modo di acquistare gli ETF Vanguard via Fineco.

Il procedimento di equivalenze descritto qui sotto è poco preciso, e va quindi preso con le pinze.
Io sono un fermo sostenitore del fatto che le cose fatte in modo accurato ma non preciso siano meglio di quelle fatte in modo preciso ma non accurato.

Se avete già in testa la vostra Asset Allocation preferita, saltate quindi direttamente allo Step 3 di questo post-fiume.

Come dice il grande Warren Buffett:

“I’d rather choose to be approximately right than precisely wrong”

Accurate vs Precise

Step 1: Analizzate il vostro portafoglio attuale e mappatelo.

Utilizzando l’ISIN dei fondi che avete in portafoglio, andatevi a cercare la sua composizione sull’ottimo morningstar, o su un servizio equivalente.

A titolo di esempio, utilizzo questo fondo Core venduto da Fineco, classico caso di sòla rifilata ai clienti.

Iniziate subito segnandovi:

  • % Spese correnti.
  • Valore totale del vostro investimento nel fondo.
  • Tasso di cambio €/valuta fondo, se il valore non è in Euro.
Spese fondo Core

Scrollate verso il basso nella pagina Morningstar e segnatevi lo split percentuale netto tra azioni ed obbligazioni.

Composizione Asset Core

Non tenete conto di piccole percentuali di liquidità/altro: in questo caso ad esempio considereremo 100% azioni.

Subito sotto, troverete invece lo split percentuale geografico.

Raggruppate le azioni in:

  • Europa.
  • USA.
  • Asia-Pacific.
  • Emergenti.

Raggruppate le obbligazioni in:

  • Europa.
  • USA.
  • Emergenti.
Composizione Geografica Core

Anche qui, non andate troppo per il sottile, considererei lo split sopra come 100% Europa.

Come ho detto già in precedenza, non è un 1% in più o in meno di azionario USA che cambierà il destino dei vostri investimenti. Non perdetevi in complicazioni e dettagli inutili.

Fate ciò per tutti i vostri fondi, scaricate questo file Excel, ed inserite i dati nella tabella che trovate al primo Tab “Situazione Act”.

Riassunto Fondi Sola attuali

Avrete a questo punto completato la mappatura dei vostri investimenti.

Step 2: trovate gli equivalenti spirituali Vanguard dei vostri fondi (e se lo reputate necessario aggiustate la vostra Asset Allocation).

Ora che avete capito cosa possedete, ci sono da fare due cose:

  1. Verificare quali sono gli ETF Vanguard equivalenti.
  2. Verificare che le allocazioni vi vadano bene, e se necessario modificarle.

Qui se volete potete trovare la lista completa dei fondi Vanguard disponibili in Europa, ma a mio avviso bastano (ed avanzano) questi pochi fondi per replicare più o meno tutte le cose sensate che un investitore normale ha bisogno di acquistare:

Fondi Vanguard Europa

Volendo, c’è in addizione a questi un ETF Azionario Mondo, che semplificherebbe ancora di più le cose (lo trovate al link sopra).

Andate a questo punto nel secondo Tab “Equivalente Vanguard” dell’Excel che vi ho fornito prima, e, se lo reputate necessario, modificate i pesi dei vari Asset nelle celle in giallino caghetta. In questo caso per semplicità ho lasciato uguale, anche se non considero affatto questa allocazione come intelligente nello scenario di oggi (se avete seguito i miei recenti post immaginerete il perché. Esempi qui, qui e qui).

Rivalutazione Asset Allocation

Una volta fatto questo scrollate in basso e TADAAANN!

Il file vi sputerà fuori in automatico quanto dovete investire in ciascun fondo per avere una allocazione simile (SIMILE, non UGUALE) a quella che avevate prima, solo con molte meno spese.

Un comodo riquadro sotto vi fa capire quanto risparmierete ogni anno grazie ai TER ridotti di Vanguard.

Tadaaaan

NOTA: ho fatto le equivalenze con una certa rozzezza, con un criterio che è un po’ oggettivo ed un po’ personale.
Come dicevo all’inizio di questo post, la precisione assoluta non è l’obiettivo: pretenderla da un post di 1500 parole ha poco senso.

Ad esempio, ho trasformato tutte le obbligazioni europa in un mix 50/50 tra Obbligazioni europa Corporate (emesse da aziende) ed Obbligazioni Europa Government (emesse da stati), per diversificare al massimo.

L’azionario Asia-Pacific invece viene trasformato in un mix 60/40 tra Asia Pacific ex-Japan e Japan, rispecchiando la capitalizzazione di borsa che ad oggi è splittata 61/39.

Step 3: ottenete l’accesso agli ETF Vanguard quotati ad Amsterdam e comprateli.

A questo punto manca solo un dettaglio: comprare gli ETF.

Vanguard ha ETF quotati un po’ ovunque nel mondo, ma per ora non in Italia, purtroppo. UPDATE Agosto 2019: ora alcuni ETF Vanguard sono quotati anche su Milano.

La scelta migliore è Amsterdam (UPDATE Agosto 2019: o Milano, ovviamente), principalmente per due motivi:

  • La valuta su Amsterdam/Milano è l’Euro: chiaramente se comprerete un prodotto con sottostante in dollari (ad es. un indice Azionario USA) rimarrete comunque esposti al rischio di cambio, ma vi eviterete i costi derivanti dall’acquistare dollari o sterline (se comprate un ETF in valute straniere, la vostra banca vi farà un tasso di cambio leggermente sfavorevole rispetto a quello ufficiale).
  • La tassazione degli ETF vanguard quotati ad Amsterdam/Milano (diversamente da quelli quotati in USA) è “armonizzata”, ossia evitate di pagare le tasse due volte (prima nel paese di origine, poi in italia).

Non tutte le banche / broker vi lasciano fare trading di ETF fuori dalla borsa di Milano purtroppo (l’ottima CheBanca!, ad esempio, non lo consente UPDATE Agosto 2019: ora gli ETF Vanguard sono accessibili anche via CheBanca!, ad un prezzo di 0,18% a transazione, con un minimo di 2,95€), dovrete quindi trovare una piattaforma che ve lo lasci fare.

Io personalmente utilizzo Fineco, perché vi permette di fare trading ETF su Amsterdam a prezzi molto buoni, se utilizzate il servizio ETF Replay (UPDATE Agosto 2019: oggi rinominato “Piano di accumulo ETF”, ma per il resto è rimasto tutto uguale).

NOTA: io non ho affiliazione con Fineco, non sono pagato da loro e non ho amici né parenti che ci lavorano. Sono unicamente loro cliente, moderatamente soddisfatto.

Ciò detto, se per caso dovesse esserci in corso una promozione con “codice amico”, non mi dispiacerebbe se mi contattaste, di solito c’è un vantaggio per entrambi. Un piccolo sforzo in cambio di questo post 🙂

ETF Replay è un servizio che vi permette di acquistare ETF (appunto) mensilmente, per cifre prefissate. In sostanza come concetto è un PAC.

Il bello è che i costi di trading sono molto bassi (2.95€ per ETF al massimo), e che il servizio si può mettere in pausa o arrestare senza penalità.

Se, quindi, volete fare un solo acquisto, basta attivarlo, inserire gli ammontari visti nell’ultima tabella, aspettare che gli ordini vengano eseguiti (impostate voi il giorno) e poi cancellarlo.

Se successivamente vorrete continuare ad investire i vostri risparmi per sfruttare il dollar cost averaging, potrete farlo mettendolo in pausa fin quando non avrete messo da parte sufficienti fondi da minimizzare l’impatto della commissione di 2.95€.

Vi faccio un breve bigino su come arrivarci perché le prime volte che arriverete sulla home non sarà intuitivissimo:

Dalla Home Fineco selezionate “Mercati e Trading”, e successivamente aprite il menu a tendina “ETF E ETC”:

Fineco Step1

Da li selezionate “ETF Replay” (UPDATE Agosto 2019: ora vedrete, appunto “Piano accumulo ETF”)

Fineco Step2

A quel punto vi si aprirà la pagina è basterà selezionare gli ETF che volete comperare.

Voilà.

Buon risparmio.

119 thoughts on “#44 – Come passare a Vanguard in poche semplici mosse.

  1. Ciao Andrea,
    oggi leggevo un articolo di un noto quotidiano (articolo sui fondi di investimento) e volevo chiederti un parere, grazie:
    “C’è sempre qualcuno che vince, mentre altri perdono. Talvolta sistematicamente. Ci sono manager che adottano efficaci strumenti di controllo del rischio, per smussare i picchi di volatilità. Professionisti in grado di anticipare i ribassi, posizionandosi in difesa, pronti a scattare al momento giusto, quando torna il sereno. O capaci di scegliere, all’interno del proprio universo investibile, i nomi che fanno la differenza e ottengono in modo persistente un extra rendimento rispetto al mercato di riferimento. Ce ne sono altri, invece, che inseguono l’andamento dei listini, copiano i benchmark, anche se dichiarano una politica di gestione attiva. E vengono inesorabilmente battuti dagli indici, perché sono appesantiti da costi che appaiono ingiustificabili rispetto alle performance consegnate. Non a caso gli Exchange traded fund, strumenti a replica passiva degli indici, che non hanno l’ambizione di superare il benchmark e costano molto meno, risultano competitivi rispetto alla media dei fondi attivi, specialmente in alcuni mercati. Lo stesso vale per gli smart beta, Etf che però incorporano una strategia o un elemento di gestione attiva, per esempio attraverso la replica di panieri studiati per contenere la volatilità. Per identificare i migliori gestori e stare alla larga da quelli scadenti o troppo cari, non è sufficiente mettere a confronto i rendimenti su brevi orizzonti temporali. Servono analisi più sofisticate.”

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      1. Grazie per la risposta. Ho fatto leggere questo articolo anche a mio padre perchè sto cercando di convincerlo a dare un po’ meno credito ai consigli del suo addetto titoli in banca (che gli proprone continuamente prodotti collegati alla banca stessa e con costi di gestione davvero eccessivi), ma mi sembra una battaglia persa…
        Dice che ha piena fiducia perchè è sperto e una brava persona, se i fondi perdono è perchè il mercato va così, secondo lui i costi sono giusti (parliamo del 2%), ecc…
        Gli ho fatto vedere anche come rendono nel medio/lungo periodo alcuni fondi ETF indicizzati e che bassi costi hanno, ma dice che non si fida, che la banca ha tutto l’intertesse a farti ottenere il massimo delle perfomance, ecc…

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  2. Ottimo sito, complimenti! Ho notato che recentemente DeGiro è sbarcato anche in Italia: esperienze, commenti?
    Io utilizzo questa piattaforma nei Paesi Bassi e ne sono molto soddisfatto (la core selection sembra fatta apposta per il dollar cost averaging a zero spese!).
    Saluti a tutti e buon proseguimento!

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  3. Ciao Andrea, di nuovo complimenti per il blog, da totale ignorante in materia mi sto facendo una cultura grazie ai tuoi articoli.

    Una domanda forse stupida: in questo articolo manca un passaggio fondamentale, cioè vendere i pessimi fondi rifilati dalla banca…?

    Quando andai ad informarmi su degli investimenti fatti (non da me) seguendo i consigli del consulente bancario di turno (lasciamo perdere…) iniziarono a parlare di penali per liquidazione prima della scadenza, commissioni e cose simili, per cui, a conti fatti, disinvestendoli si sarebbe perso qualcosa nell’ordine del 10%.

    Non so / non ricordo i dettagli perché appunto solo ora sto iniziando a studiare la materia, ma in sostanza, se uno si è già fatto fregare dal consulente bancario di turno sottoscrivendo fondi non convenienti e praticamente non liquidabili a meno di ingenti perdite, che fa? Se li tiene per minimizzare i danni, aspetta il momento giusto per venderli rimettendoci il meno possibile, o che altro…?

    Grazie di nuovo e ancora complimenti per l’ottimo blog.

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  4. Ciao Andrea,
    complimenti per il blog ricco di articoli istruttivi per chi non è esperto del mestiere di “risparmiatore”. Sono un cliente Fineco, ti volevo chiedere un parere ( non una conferma per un investimento ) riguardo alla possibilità di iniziare un PAC su Etf a breve, entro la fine oppure inizio anno nuovo.Penso sia un buon inizio di investimento.

    Se fosse l’unico tipo di investimento che posso fare e non ho altro investito in fondi e azioni, vista la situazione economica attuale, confermeresti la scelta di VEUR e di VFEM come base di inizio per creare un portafoglio personale per me (49 anni ) e mio figlio ( 7 anni) oppure ti orienteresti su altro ?

    Ti ringrazio ancora per le ottime informazioni che fornisci, purtroppo se qualcuno non ti insegna a risparmiare bisogna attingere ad informazioni di valore,penso di essere nel posto giusto. Ciao

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      1. mi puoi fare degli esempi di prodotto?
        In questo caso si procede come un PAC con etf con versamenti mensili/trimestrali ( magari sempre con Fineco) oppure si può versare tutto il capitale disponibile in un unica soluzione? Ancora grazie Andrea per i chiarimenti.

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      2. Devi chiedere alla tua azienda se sei dipendente. Sono quei fondi dove puoi mettere il TFR al posto che metterli in azienda.
        Per fare un esempio eh.
        Se sei dipendente la cosa migliore è parlare con le HR.
        Se sei in proprio onestamente non so come funzioni. Scrivici una mail con la domanda che chiedo a Carlo che è quello che ne sa di più di ste cose

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