#39 – Guida agli investimenti part 1: La Borsa Americana oggi. 

Se avete iniziato a seguire i mercati finanziari (se non l’avete ancora fatto, iniziate, che sapere cosa succede ai vostri soldi è importante) avrete notato che da più parti si sente dire che le borse sono alte, che i rendimenti attesi futuri sono bassi e che, insomma, il futuro dei vostri investimenti probabilmente sarà una merda.

Settimana scorsa ho fatto un primo post-bigino per i più pigri tra voi. Da questa settimana inizierò invece una serie di post più approfonditi con le mie impressioni/opinioni sulla valutazione delle varie asset class.

IMPORTANTE: non avendo io la palla di cristallo queste mie considerazioni non vanno in alcun modo viste come una previsione di cosa possa succedere nel breve/medio periodo.
Mercati alti possono diventare altissimi, cosi come una borsa a buon mercato può perdere ancora.

L’ho detto mille volte ma lo ripeto:

Nel breve periodo, nessuno può anticipare i movimenti delle borse.

Ciò detto, le valutazioni di oggi possono darci indicazioni riguardo alle probabilità (non certezze) di rendimenti futuri su un periodo di 10-15 anni: storicamente, è probabile che una borsa oggi bassa abbia rendimenti migliori nei prossimi 10-15 anni di una borsa alta.

Se quindi volete mantenere una logica di lungo periodo (trad: non siete dei pazzi che cercano di comprare e vendere ogni 5 minuti ma tendete a comprare e non vendere quasi mai), avrete più probabilità di fare bene acquistando oggi su borse più basse/meno alte.

Iniziamo oggi dalla borsa Americana.

Secondo quasi tutti i criteri di misurazione attendibili, la borsa americana è ad oggi molto, molto alta.
Un livello di CAPE (Cyclically Adjusted P/E) simile a quello di oggi si è visto, nella storia più o meno recente, solo nel 1929 e nel 2000.

 

Shiller CAPE
Shiller CAPE

 

Siamo ora al di sopra delle valutazioni del 1966, che fu poi seguito da 20 anni di sofferenze orrende e rendimenti reali (cioè al netto dell’inflazione) pari praticamente a zero.

 

S&P Historical Prices Inflation Adjusted
Valore dell’ S&P500, al netto dell’inflazione.

 

Troppe azioni americane (penso a Amazon, Facebook, Google, Netflix, Tesla solo per citarne alcune) hanno valutazioni poco in linea con la ragione ed i fondamentali economici di un buon business.

A tutto ciò consegue che il rendimento medio annuo atteso della borsa americana, nei prossimi dieci-quindici anni, sia, secondo alcuni osservatori seri, attorno ad un magro 3 – 3.5% (che storicamente è pochissimo).

Secondo altri, tra cui il Nobel Robert Shiller, potremmo anche vedere rendimenti negativi.

A questo aggiungete che, rispetto alle valutazioni degli ultimi 15 anni, il dollaro è oggi molto forte rispetto all’euro: acquistando quindi in America non solo comprereste un mercato caro, ma lo fareste utilizzando una moneta ad oggi depressa (l’euro).

Un eventuale investimento nello S&P500 potrebbe quindi perdere soldi se:

  • Ci fosse un ritorno, più o meno rapido, della borsa USA a valutazioni storicamente più normali.
  • L’euro si rafforzasse rispetto al dollaro, anche senza che la borsa USA scenda.

Immaginatevi cosa potrebbe succedere al vostro investimento se accadessero entrambe le cose sopra.

Sembra insomma che acquistare oggi l’S&P500 o un qualsiasi ETF indice che tracci l’andamento della borsa americana non sia propriamente un affare (eufemismo).
Inoltre, la borsa USA pesa più del 50% della capitalizzazione mondiale, perciò anche un ETF mondo risulta storicamente “caro”.

Ciò detto, vediamo cosa sarebbe successo se, l’ultima volta che il CAPE era ai livelli di oggi (verso circa il 1996), un investitore avesse deciso di vendere tutti i suoi investimenti nella borsa americana, aspettando di rientrare ad un prezzo più basso:

 

S&P Historical Prices
Valori dell’ S&P500

 

Avete indovinato: non avrebbe mai potuto rientrare a prezzi più bassi (nemmeno agli stessi prezzi), ed avrebbe anzi perso soldi (vi ricordo che il grafico sopra non comprende i dividendi).

Il mio suggerimento è quindi, in breve, di non investire come pazzi nella borsa USA ad oggi, ma non vendete ciò che già avete: semplicemente abbassate quelle che sono le vostre aspettative, perché è probabile che nel medio-lungo termine (10-15 anni) la borsa americana non vi darà le stesse soddisfazioni che vi ha dato dal picco della crisi finanziaria ad oggi.

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7 thoughts on “#39 – Guida agli investimenti part 1: La Borsa Americana oggi. 

  1. Ciao, condivido queste tue considerazioni sulla borsa Usa. Soprattutto il rischio di cambio è particolarmente alto. Io dovrei investire qualche migliaio di euro ma non so dove.

    Una mossa potrebbe essere quella di puntare su un indice difensivo Usa dedicato ai consumi di base (cibo, saponette, bibite), cioè aziende solide con grande cashflow che storicamente in caso di crollo si comportano meglio. Se vai a vedere l’Etf Vanguard Consumer Staples (Vdc) vedrai che nel 2008 è sceso la metà dell’S&p500. Certo, anche qui si tratta di affrontare il rischio di cambio…

    Ho letto che tu stai investendo all’indice azionario europeo. Certo, si investe in euro e con poche spese. Però vedo che storicamente rende molto meno di Wall Street, salvo poi precipitare allo stesso modo negli anni bui…

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    1. In realtà non c’è una peggiore performance Europa vs USA, dipende solo dal lasso di tempo che consideri.
      Nel periodo 1997-2017 usa ha atto molto meglio, ma nei 20 anni precedenti aveva fatto meglio Europa.
      Posto come sempre che non abbiamo palle di cristallo, sono pronto a scommettere che tra vent’anni avremmo reso meglio 1000 euro investiti oggi in borsa europea piuttosto che usa.

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