#31 – Eliminate le assicurazioni inutili.

Una delle mie due passioni costose (ho addirittura una voce di budget dedicata) sono gli orologi.

L’altra, come potete immaginare se avete letto la pagina “About” di questo blog, sono le immersioni.

Frequento spesso quindi forum a tema, sbavando copiosamente su bellissimi Patek Philippe o Rolex vintage che non mi posso permettere.

L’altro giorno, navigando, un topic dal titolo “Which insurance provider do you use?” ha solleticato la mia attenzione: a chi verrebbe in mente di assicurare orologi?

Con mia grande sorpresa, a molte persone.

È una buona idea assicurarsi?

Normalmente la gente si lascia condurre principalmente, in questa scelta, dalla paura, dal marketing o da quello che fanno gli altri.

Oggi proviamo ad avere un approccio più razionale, per vedere se possiamo risparmiare qualche soldo in questa categoria di spesa rilevante.

Chiariamo anzitutto una cosa: le compagnie assicurative guadagnano molti soldi.

Allianz, per fare un esempio, dopo aver pagato le prestazioni relative alle polizze, tutte le spese di marketing, tutti i propri dipendenti e tutte le spese accessorie, si è ritrovata nel 2014 con un guadagno netto di oltre 6 miliardi di euro.

Questo accade perché, a differenza delle persone che si assicurano, le compagnie assicurative sono molto brave in matematica.

In sostanza se per una compagnia assicurativa vale l’equazione:

  • Soldi che entrano – costi – soldi che escono > 0

 

Possiamo concludere che in aggregato la gente paga più in premi assicurativi di quanto riceva in prestazioni.

Questo potrà sembrarvi una cosa ovvia, poi però se vi guardate intorno vedete che un sacco di gente si compra Apple Care da 15 anni per l’iPhone, o che paga l’assicurazione furto ed incendio su un’auto di dieci anni.

Lo ribadisco in modo più chiaro:

Mediamente, quando vi assicurate contro un qualsiasi evento, pagherete (molti) più soldi di quanti ne torneranno mai indietro.

 

Se così non fosse, le compagnie assicurative fallirebbero una dopo l’altra, cosa che non accade.

Una volta afferrato questo concetto, rimangono due opzioni in cui c’è bisogno di assicurazione:

  • Siete obbligati per legge.
  • Non potreste permettervi di pagare le spese conseguenti ad un evento (esempio: assicurare la casa contro danni da terremoto in una zona sismica è una buona idea).

 

Per tutte le altre cose, eliminate l’assicurazione.

Estensione di garanzia sulla TV gigante? Via.

Assicurazione furto ed incendio sulla macchina? Visto che guiderete una Civic usata, non serve.

Assicurazione sullo schermo dell’iPhone? Via.

Potreste sentirvi un poco “nudi” all’inizio, ma è un gioco che a lungo termine vincerete sicuramente.

Eliminare queste assicurazioni accessorie è come scommettere lanciando un dado in cui vi fanno vincere 4 numeri su 6: perderete qualche volta, ma più alto il numero di lanci più è certo che ci guadagnerete.

 

Come sempre, utilizzate anzitutto i soldi risparmiati per crearvi un “Emergency Fund” di almeno tre mesi di spese correnti: quelli sono soldi che dovete avere in banca sempre e ad ogni costo, che non siete autorizzati a toccare MAI, se non appunto per coprire le emergenze.

Solo successivamente, utilizzate il surplus per investire responsabilmente.

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6 thoughts on “#31 – Eliminate le assicurazioni inutili.

  1. Ho 2 assicurazioni irrinunciabili per me che ho 2 bimbi piccoli in casa: una TCM e RC capofamiglia… ma le considero parte delle spese obbligate! Per il resto, complimenti per il blog

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  2. Ben detto, io ho sempre usato lo stesso approccio (e quindi non ho alcuna assicurazione, visto che neanche ho una macchina).

    Ok, health insurance – obbligatoria in Svizzera 🙂

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  3. Andrea carissimo buongiorno, mai assicurato nulla! la ragione matematica per la quale non bisognerebbe assicurarsi(limitatamente a beni mobili acquistati e non di altre assicurazione) e’ data dalla comparazione tra costo delle assicurazione ed il valore atteso del sinistro;il primo e’ sempre maggiore del secondo, e le aziendi lucrano su cio; tutto questo e’ ben spiegato , se la memoria non mi inganna nel libro nudge la spinta gentile di richard thaler (nobel per l’economia nel 2002); non mi sono dimenticato di mandarti quanto promesso…la lettura e tanti altri mille impegni mi tengono impegnato…nonostante sia ancora convelescente!

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    1. Grande!
      Attendo con ansia 🙂
      Unica cosa, io assicurerei solo contro le cose potenzialmente catastrofiche. È vero che la matematica è a mio sfavore, ma meglio quello che la possibilità di finire sul lastrico, fosse anche piccola.

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