#26 – ETF a distribuzione o ad accumulazione?

Questo post nasce da una discussione nei commenti del post precedente, in cui l’utente Wintermute (grazie!), oltre a segnalarmi un errore abbastanza grossolano sui bond (ora corretto), questionava la mia seguente affermazione riguardo la scelta tra un ETF ad accumulazione ed uno a distribuzione:

Non ho studiato l’impatto fiscale per capire precisamente quale delle due opzioni sia meglio, ma il sospetto è che sia abbastanza irrilevante: tra due fondi uguali, uno “acc” e l’altro “distr”, scegliete quello coi costi di gestione minori.

Questo un estratto del suo commento:

I fondi ad accumulazione sono fiscalmente più efficienti di quelli a distribuzione per un residente fiscale italiano, non ci sono molti dubbi.
Il motivo è che ogni volta che l’investitore incassa il dividendo è obbligato a pagare le tasse (non si possono neppure compensare con le minus) quindi anche se li reinvestisse subito sarebbe sempre in difetto rispetto ad un fondo ad accumulazione che è lordista e non paga una cippa lippa.
Da notare che la aliquota fiscale sui dividendi è al 26% in Italia, uguale a quella sulle plusvalenze, l’unica differenza è che uno le plusvalenze le ha solo quando vende (se in guadagno ovviamente) mentre i dividendi te li tassano appena li incassi.

Mi sono detto che dovevo assolutamente informarmi meglio.

Cercando sui forum di finanza italiani (poco approfonditamente, ora mi sono iscritto e cerco la verità chiedendo ad utenti che hanno più esperienza di sistema Italia), le diverse opinioni espresse non portano a nulla di veramente definitivo, ed una ricerca su Google non ha dato alcun frutto (in compenso però ho scoperto un sacco di siti truffa che promettono mari e monti. Un reminder che lo stato dei siti di Personal Finance in Italia è davvero desolante), perciò mi sono detto che l’unica soluzione era farsi i calcoli da sé.

Specifichiamo anzitutto una cosa: quale dei due sia più efficiente dipende moltissimo dalla fiscalità in vigore nel paese in cui investite.

In America, ad esempio, non c’è nessun vantaggio, ed infatti gli ETF ad accumulazione sono quasi inesistenti.

Questo articolo vale quindi solo per un investitore residente in Italia: se siete altrove le cose potrebbero essere drammaticamente diverse.

 

Le differenze fiscali. 

In Italia lo stato non fa alcuna differenza tra i diversi tipi di rendite finanziarie, ed al netto di un paio di aliquote agevolate su prodotti che in questo momento non dovreste acquistare (tipo i titoli di stato italiani), tassa tutto al 26%.

Quindi sia dividendi che Capital Gain da vendita di azioni (che siano di breve o lungo periodo) sono tutti tassati al 26%, al momento del realizzo.

Per questioni oscure però, se il fondo/ETF è ad accumulazione (cioè non distribuisce i dividendi ma li tiene al suo interno), questi non vengono tassati subito, ma solo al momento della vendita (come diceva giustamente Wintermute nel suo commento).

La cosa non ha alcun senso logico, ma ho il sospetto che chi ha scritto queste norme sia un mezzo analfabeta finanziario, quindi così è, e basta.

 

La tesi generalmente accettata. 

La logica di chi suggerisce un ETF ad accumulazione è (semplificando) la seguente:

A parità di altre condizioni, se un ETF accumula dividendi lordi (quindi senza tasse), nel lungo periodo l’implacabile forza delle piccole percentuali fa una grossa differenza rispetto ad un ETF che paga subito le tasse sui dividendi. 

Questa riflessione è certamente sensata, ma mi vengono in mente tre possibili obiezioni in proposito:

  1. “A parità di altre condizioni” è un postulato che deve trovare conferma nei fatti. Di solito, per fare un esempio, per quel che ho visto nessun ETF ad accumulazione ha un TER basso quanto quelli di Vanguard (che sono tutti a distribuzione).
    Anche questo ha un impatto.
  2. I calcoli si devono fare sul valore di realizzo di un investimento: l’ETF ad accumulazione non paga subito il 26% sui dividendi, ma quando poi vado a venderlo le tasse le pagherò comunque.
    Quello a distribuzione, invece, paga il 26% subito, ma non poi.
    Il vantaggio dell’ETF ad accumulazione sta quindi “solo” nel differimento di questo pagamento e nel conseguente compounding più vantaggioso.
  3. In caso di differenze di valori di realizzo sostanzialmente irrilevanti, avrei una personale preferenza per gli ETF a distribuzione, perché un dividendo erogato in denaro posso decidere se reinvestirlo, aumentando una tantum la somma dedicata ai miei investimenti automatici, o tenerlo come “reddito”, mentre per generare reddito da un ETF ad accumulazione dovrei per forza venderne una parte (con conseguenti costi di transazione).

 

Facciamo i conti. 

Sono quindi andato a cercare due ETF azionari Europa, su cui fare un confronto.

Per quelli a distribuzione, considero il già citato Vanguard Europa (l’ETF che uso io, con un TER dello 0,12%), mentre per quelli ad accumulazione ho utilizzato un prodotto di Blackrock (iShares), con un TER dello 0,33% (il meno caro che ho trovato).

Ho considerato un investimento iniziale di 2400€, e successivi investimenti annuali di pari importo.

Per quanto riguarda i rendimenti, ho stimato un 3% annuo di dividendi (che è più o meno il rendimento attuale), ed un 2% di apprezzamento (cioè aumento del valore delle azioni).

Ho anche assunto che i dividendi dell’ETF a distribuzione vengano reinvestiti ogni anno.

status

In fondo a questo post potete comunque trovare il FILE EXCEL, con cui testare varie combinazioni a vostro piacimento.

Una rapida spiegazione delle varie colonne:

  • Valore totale rappresenta il valore nominale dell’investimento, prima di essere venduto.
  • Dividendo è il valore del dividendo distribuito per l’anno in corso (ovviamente questa colonna c’è solo per l’ETF a distribuzione).
  • Costo totale è la base di costo dalla quale si calcolerà poi il Capital Gain ai fini fiscali. È più alta per l’ETF a distribuzione perché c’è il reinvestimento del dividendo che avviene dopo la sua distribuzione.
  • Spese Annue Gestione è semplicemente il costo ottenuto calcolando: TER x Valore Totale.
  • Il Valore di Realizzo (che è quello che ci interessa comparare) si ottiene sottraendo le tasse (pari al 26% del Capital Gain, ossia Valore – Costo) dal valore totale.

 

  • Realizzo = Valore Totale – ((Valore Totale – Costo Totale) x 0,26) 

 

Ecco il risultato:

rendim-2-dividendo-3

Per i primi anni, conviene l’ETF a distribuzione, mentre su orizzonti molto lunghi (nella tabella non si vede, ma dai 23 anni in su, in questo caso) conviene invece quello ad accumulazione.

Questo avviene per una questione semplice: affinché il vantaggio di differire le tasse pesi di più delle maggiori spese di gestione serve parecchio tempo.

Quanto tempo, precisamente, dipende dagli altri fattori.

Vediamo cosa succede portando il rendimento al 5%, uno scenario assolutamente plausibile, mantenendo i dividendi al livello attuale:

rend-5-div-3
Qui il sorpasso dell’ETF ad accumulazione avviene prima, al tredicesimo anno.

Rendimenti al 10%, uno scenario non probabile ma certo non impossibile, in particolar modo se l’inflazione tornasse a livelli più alti:

rend-10-div-3

L’ETF ad accumulazione vince in questo caso al settimo anno.

Cosa succederebbe invece se calassero i dividendi? Sul mercato USA sono circa il 2%, per cui non si tratta di uno scenario impossibile.

Rendimento 2%, dividendo 2%:

rend-2-div-2

Uh.

Dopo quarant’anni ha ancora un valore di realizzo più alto l’ETF a distribuzione.

Rendimento al 5%, dividendo al 2%:

rend-5-div-2

Vince l’ETF a distribuzione per i primi 22 anni.

Rendimento al 10%, dividendo al 2%?

rend-10-div-2

Vince l’ETF a distribuzione per i primi 12 anni.

Non considero cosa succederebbe con dividendi al 4% perché mi pare uno scenario molto poco realistico.

Conclusioni. 

  • Senza aver fatto i calcoli, intuitivamente ci avevo preso su una cosa: le differenze sono abbastanza marginali.
  • Nel breve periodo (5 o meno anni), conviene di poco l’ETF a distribuzione praticamente nella totalità degli scenari plausibili.
  • Nel lunghissimo periodo conviene di poco l’ETF ad accumulazione.
  • Se i dividendi delle azioni europee dovessero assestarsi sui livelli di quelle USA o dei paesi emergenti, converrebbe quasi sempre l’ETF a distribuzione.

Non sarà quindi la scelta di un prodotto ad accumulazione o a distribuzione a decretare il vostro successo o meno come investitore.

Le differenze sono così piccole in questo caso che sono ben altri i fattori su cui mi focalizzerei.

Non farsi prendere dal panico, non cambiare strategia di frequente, eliminare l’uso della macchina, tenere traccia delle spese o addirittura comprarsi un tagliacapelli sono cose molto più importanti.

 

File Excel Per Farvi I Calcoli Da Soli

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4 thoughts on “#26 – ETF a distribuzione o ad accumulazione?

  1. Bellissimo post, grazie per questa dettagliatissima analisi!

    Voglio aggiungere che nel caso di ETF che investono in azioni USA i dividendi vengono comunque tassati dal IRS americano con una witholding tax del 15%(se compili il form W8-BEN) o del 30% (senza form).

    in tal caso e’ meglio investire in Distributing, visto che – almeno in Svizzera – quel 15% e’ recuperabile tramite form DA-1. Nel caso di Accumulating ETF non sei tu persona fisica a subire la withholding tax, ma il fondo stesso. quindi paghi due volte le tasse sui dividendi.

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  2. Ciao,
    l’analisi è interessante, però se lo scenario è quello di reinvestire i dividendi, dopo la tassazione sono ridotti del 26% e poi quando andrò a realizzare il tutto alla fine del periodo, sul valore di realizzo (prezzo ace-prezzo vendita) ci pagherò comunque un altro 26%.
    Se rifaccio i conti, salvo errori, in questa situazioni investendo tutto il capitale subito, senza PAC (caso più favorevole all’accumulo), diciamo 100.000, dopo 10 anni la differenza al lordo della tassazione (che tanto sarà la stessa per entrambi) è di circa 11.000€ che non sono proprio pochi…
    Se poi conti che oggi ci sono alcuni fondi iShare che si differiscono dei fratelli della Vanguard di poco e niente, la convenienza dell’accumulo diventa ancora più evidente (Vanguard FTSE Developed World UCITS ETF 0,18% vs iShares Core MSCI World UCITS ETF 0.20%)

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