#24 – Stare meglio liberandosi del ciarpame. 

Qualche tempo fa ho avuto una discussione civile, ma relativamente animata, con una persona che chiameremo Luciano (non il suo vero nome). Luciano è una persona di cui ho enorme stima, rispetto ed ammirazione, che vedo come un esempio nella stragrande maggioranza degli aspetti della mia vita.

In questo caso però non potevo essere più in disaccordo con lui.

La situazione

Mia moglie ed io siamo recentemente tornati a vivere in Italia dopo circa tredici anni all’estero, gli ultimi sei passati a New York.
Visto che fortunatamente abbiamo entrambi un lavoro abbastanza buono, abbiamo deciso, nonostante siamo solamente in due, di prendere un trilocale, allargandoci significativamente rispetto al minuscolo bilocale in cui stavamo a Manhattan (il massimo che un non miliardario si possa permettere nella grande mela).

Per noi è stato un passo avanti incredibile, ed ogni giorno ci meravigliamo (ed un poco vergogniamo) di quanto sia lussuoso avere una stanza in più, sostanzialmente inutilizzata per il 99% dei giorni (statistica accurata: siamo in quella casa da 10 mesi ed abbiamo avuto ospiti per tre notti).

L’argomento del contendere

Secondo Luciano avremmo dovuto prendere una casa più grande: d’altra parte sia io che mia moglie abbiamo un buon lavoro, e potremmo permetterci qualcosa di ancora più spazioso.

Potremmo, in questo caso, equivale nella mente di Luciano a dovremmo.

Il primo problema dell’argomentazione di Luciano è che, come ho già spiegato, credo che sia sbagliato affrontare le spese ponendosi la domanda “posso permettermelo?”.

L’approccio corretto è: “è una spesa che aumenterà la mia qualità della vita?”.

Nel nostro caso, la risposta è no.

Una casa più grande vuol dire più tempo da passare per tenerla pulita, più spese per tenerla riscaldata, illuminata, eccetera.

Mia moglie ed io lavoriamo parecchio ed amiamo molto viaggiare, mediamente siamo poco a casa ed organizziamo molte cene, ma essendo fortemente misantropi non abbiamo dozzine di ospiti alla volta che si installano da noi per settimane: per noi vale quindi l’equazione

Più casa = Più rotture di coglioni.

L’illuminazione

È mentre spiegavo questo mio punto di vista che Luciano se n’è uscito col commento che mi ha lasciato come Jon Belushi appena dopo l’entrata nella chiesa afro.
“Eh, ma in questa casa non ci starà mai tutta la vostra roba”.

Un passo indietro

Dovete sapere che quando ci trasferimmo in America, i miei genitori (santa gente), ci prestarono un mini appartamento sfitto come pied à terre italiano.
In questo appartamentino lasciammo un letto, qualche mobile e qualche vestito.

Quando ci sposammo, la nostra specifica richiesta a tutti gli invitati fu quella di non farci regali materiali ma solo danaro: due terzi sarebbero andati in beneficienza, ed il rimanente terzo ce lo saremmo tenuto noi; la gestione di possedimenti ingombranti extra ci avrebbe solo reso la vita più complicata.

Visto che la gente è sadica, molti nostri amici e parenti italiani decisero di regalare a noi, coppia abitante a Manhattan in un appartamento delle dimensioni del piccolo box dove vostro nonno parcheggiava la Fiat Seicento, oggetti quali: cornici argentate pesantissime, due set di bicchieri fragilissimi, quadri giganti, tappeti enormi, statue.

Ovviamente finirono stoccati tutti nell’appartamentino prestatoci dai miei.

Tornando a noi

“Eh, ma in questa casa non ci starà mai tutta la vostra roba”.

Luciano aveva ragione.

Ci pensammo due notti.

La nostra conclusione fu: il 70% della nostra roba, trattandosi di surplus inutile, era come una casa troppo grande, ossia una rottura di coglioni.

Una cosa a cui pensare, una fonte di preoccupazioni e di tensioni con la mia famiglia, che giustamente, una volta tornati in Italia, si aspettava che noi liberassimo l’appartamento.

La soluzione

Liberarsi della roba.

La banalità di queste parole che sto scrivendo mi atterrisce, soprattutto al pensiero che:

  1. Ci abbiamo messo del tempo per arrivare a questa ovvietà, tempo passato a pensare “dove la metteremo?” Invece che a fare viaggi al mercatino o in discarica.
  2. La soluzione comunemente vista come più giusta sarebbe stata di prendere una casa più grande per stoccare la roba inutile.

Rileggete questa frase.

La gente spende più soldi del necessario, per affittare o comprare case più grandi di quanto gli servano (che a loro volta generano costi e stress), per stoccare roba inutile che hanno accumulato negli anni, per comprare la quale hanno buttato soldi.

Sono molto confuso, aspettate lo riscrivo che forse la cosa assumerà un senso:

La gente spende più soldi del necessario, per affittare o comprare case più grandi di quanto gli servano (che a loro volta generano costi e stress), per stoccare roba inutile che hanno accumulato negli anni, per comprare la quale hanno buttato soldi.

No, non ha senso.

Organizzare la propria vita in modo efficiente

Nella pratica, cosa abbiamo fatto io e mia moglie?

Abbiamo catalogato tutta la nostra roba (vestiti, mobili, elettrodomestici, bicchieri fragilissimi, quadri giganti e statue incluse) ed utilizzando criteri che poi spiegherò sotto, ci siamo liberati di circa il 50% dei nostri possedimenti materiali.

Non avete idea del sollievo. Sono passate ora settimane e la nostra mente, oltre che la nostra casa, sono decisamente più sgombre.

Fatelo anche voi, vi assicuro che non ve ne pentirete!

Un esercizio per voi lettori

Davvero, provateci.
Iniziate inventariando tutta la vostra roba: per praticità vi consiglio di farlo per categorie (vestiti, utensili da cucina, apparecchi elettronici, ecc).

Con questo intendo suggerirvi di fare un listone, scritto, di ciò che possedete.

Scoprirete con questo esercizio che almeno la metà delle cose che possedete è inutile o eliminabile.

Iniziamo dai vestiti (nota: questo metodo è stato suggerito dal grande Jacob Fisker, nel suo libro Early Retirement Extreme).

Mettete in terra o sul letto tutti i vestiti utilizzabili nella stagione corrente.

Ora fate quattro gruppi:

  • Nel primo gruppo mettete i vestiti che usate una volta ogni due settimane o più.
  • Nel secondo gruppo quelli che avete usato almeno una volta al mese.
  • Nel terzo gruppo quelli che avete usato almeno una volta durante la stagione.
  • Nel quarto gruppo tutti gli altri.

Il primo gruppo è lo stretto necessario, il secondo rappresenta il comfort, il terzo il lusso, il quarto lo spreco.

I primi due gruppi rimetteteli negli armadi, il quarto datelo in beneficienza o vendetelo, sul terzo lascio a voi la scelta (avendo fatto questo esperimento, vi garantisco per esperienza che, con massima probabilità, il gruppo più esteso sarà il quarto).

Applicate questa razionalizzazione a tutti i vostri possedimenti, e vi ritroverete con più spazio in casa, qualche soldo in più in tasca (ottenuto vendendo tanta roba inutile) ma soprattutto, ve lo garantisco, vi sentirete mille volte meglio.

Se effettivamente decideste di farlo, mi farebbe molto piacere sentire le vostre esperienze ed i vostri feedback, sarò felice di raccontare le vostre storie qui (ammesso lo vogliate).

P.s. Non dimenticate di spammare questo blog ai vostri amici e conoscenti, e di visitare la pagina Facebook. Così facendo potreste aiutare gli altri a spendere meno in cazzate ed a vivere la vita in modo più efficiente.

Inoltre alimenterete anche il mio ego smisurato.

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7 thoughts on “#24 – Stare meglio liberandosi del ciarpame. 

  1. “credo che sia sbagliato affrontare le spese ponendosi la domanda ‘posso permettermelo?'”

    Totalmente d’accordo, ma ogni volta che provo a dirlo all’interlocutore di turno ricevo quel “blank stare” che mi devasta.

    Però per quanto riguarda la casa un briciolo di feticismo da accumulatore seriale ce l’ho. In fondo puoi sempre mettere a frutto l’extra spazio, tipo airbnb o gnammo.

    O metterci dentro statue 😀

    Bellissimo post! Il minimalismo vince sempre! Anche io di tanto in tanto cerco di liberarmi dell’extra e adotto una policy ferrea su “ogni cosa nuova che entra ne fa uscire vecchia” che mi garantisce la non crescita della monnezza (cluttering). Miss RIP è più accumulatrice, quindi non siamo totalmente allineati su questo… ci si lavora su.

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  2. Condivido in toto Andrea; dopo aver letto due anni fa il libro di maria kondo sull’ arte del riordino ( e del buttar via le cose inutili) il mio bilocale ha riacquistato tra spazi interni ed esterni almeno dieci metri quadri in più; ho fotografato il prima e dopo in quanto non credevo davvero quanto spazio in più ero riuscito a guadagnare; a tal proposito suggerisco anche il libro sull’essere minimalisti choose your self.

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  3. Io sarò un mostro senza cuore ma odio ricevere regali: spesso è roba della quale non so che farmene, che mi spiace dar via o peggio ancora buttare ma non sempre è possibile vendere…maledizione!

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