#22 – FIRE, ovvero come smettere di lavorare molto giovani (guest post di MrRip).

Se avete prestato un minimo di attenzione a quanto scritto su questo blog finora, avrete capito che il risparmio, gli investimenti, e tutti gli sforzi che cerco di promuovere qui, non hanno come fine l’acquisto di macchine veloci, panfili o televisioni gigantesche.

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continua a non fregarcene un cazzo
L’obbiettivo e’ la liberta’.

Avere da parte risparmi sufficienti a coprire spese impreviste vi rende liberi dalla schiavitù di possibili debiti contratti in casi di emergenza.

Avere da parte risparmi sufficienti a coprire spese di uno o due anni della vostra vita vi rende liberi dalla schiavitù di un lavoro che non vi piace.

Ma cosa succede quando si hanno da parte risparmi sufficienti a coprire le spese per il resto dei nostri giorni?
Semplice, si e’ completamente finanziariamente indipendenti, ed il lavoro diventa una scelta accessoria e non più un obbligo.

Come arrivarci, ma soprattutto quando ci si può considerare completamente indipendenti?

Lascio l’incombenza di spiegarvelo all’ottimo Mr. Rip, autore del parimenti ottimo blog retireinprogress.com, che oggi partecipa con un lungo ed interessante guest post.

“Ciao a tutti!

Mi presento: sono un italiano emigrato in Svizzera per lavoro (nel mondo dell’IT) da circa 4 anni ed ho recentemente lanciato il mio blog, retireinprogress.com, dove scrivo (in lingua inglese) sotto lo pseudonimo di MisterRIP. Per saperne di più su di me e perché ho iniziato a bloggare leggete la pagina about sul mio blog.

Perché mi trovo qui? Sono stato contattato dall’autore di questo blog – che ringrazio per l’ospitalità, blog che trovo tra i più interessanti nel panorama italiano della Personal Finance – per fare un cosiddetto “guest post“.

Nel mio blog parlo essenzialmente del mio percorso verso l’Indipendenza Finanziaria per poter vivere di rendita o, suona meglio in Inglese, la Financial Independence to Retire Early (abbreviato FIRE). FI e RE sono due concetti separati che molto spesso vanno a braccetto. D’altronde, una volta raggiunta l’indipendenza perché non mollare tutto?

Andiamo con ordine: cos’è la FI? Essere financially independent significa non aver mai più bisogno di svolgere un lavoro per mantenere il regime economico desiderato.

Significa aver accumulato abbastanza ricchezza tale che le rendite che essa genera sono sufficienti a coprire le proprie spese ed a proteggere la ricchezza dall’inflazione. Significa “Vivere di rendita”.

Perché mai uno dovrebbe desiderare tanto? Beh, se seguite questo blog sin dall’inizio avrete notato che proprio nel post Numero 1 la FI veniva annunciata come obiettivo ultimo!

Libertà di investire le mie energie mentali in attività che scelgo io, invece di lamentarmi del mio lavoro, del mio capo, dei miei colleghi, del lunedì mattina…

Indipendenza da un’entrata economica. Voglio diventare uno scrittore? Chi se ne frega se non vendo. Voglio sviluppare un videogioco? Chi se ne frega se non vende. Voglio passare più tempo con i miei figli? Lo faccio!

Tempo. La nostra vera risorsa scarsa. Se non devi più lavorare per denaro, il tuo tempo torna TUO.

Io, personalmente, mi ritengo molto fortunato. Ho un lavoro per il quale conosco gente che sarebbe disposta a vendere un rene per essere al mio posto. Nonostante ciò, sono consapevole che c’è di infinitamente meglio: avere indietro tutto il mio TEMPO per poter seguire i miei numerosi sogni o, se vogliamo, per raggiungere la self actualization nella piramide dei bisogni di Maslow.

Quindi, ricapitolando, la formula è semplice: accumulare abbastanza assets in modo che le rendite che essi generano sono sufficienti a garantire il mio regime di vita scelto ed a compensare l’inflazione.

Prima di andare avanti, vediamo alcuni esempi di coloro che “ce l’hanno fatta”:

– Un homeless è già FI in quanto ha scelto di vivere con zero e non avrà mai bisogno di lavorare nella sua vita per mantenere quel regime.

– Un pensionato anche è FI, visto che non ha più bisogno di lavorare per vivere, a meno di crisi così nera da far fallire il sistema pensionistico.

– Un rampollo di famiglia molto molto ricco, alla guida della sua ferrari, è FI, visto che potrebbe avere abbastanza ricchezza da non dover più lavorare per mantenere il suo regime scelto.

Ho fatto 3 esempi molto diversi e in realtà in due di essi ho mentito:

– Il pensionato è vero che in teoria può sopravvivere senza dover lavorare, ma la sua pensione non è detto che sia sufficiente per garantirgli il regime da lui voluto. Ad esempio può avere una pensione minima e fare difficoltà ad arrivare a fine mese. Inoltre la rivalutazione delle pensioni nel tempo è legata ad indici ISTAT che non necessariamente rispecchiano l’inflazione reale e dopo molti anni la pensione può perdere potere d’acquisto.

– Il figlio di papà è ancora più esposto. Per quanto ricca possa essere la sua famiglia il regime di spese elevate a cui è abituato (ed il corrispondente adattamento edonistico che porterà ad incrementarle ancora) lo ridurrà sul lastrico. Inoltre la ricchezza di famiglia può subire perdite o addirittura venire azzerata. Ogni bene materiale può essere rubato, perdere valore, diventare un costo.

L’unico che è veramente FI è l’homeless, che nel caso avesse deliberatamente deciso la sua condizione e ne fosse felice, non dipende da alcun fattore esterno per mantenere la sua condizione.

Non voglio scoraggiare nessuno, né “buttarla in caciara”. Quello che voglio sottolineare è che tutto quello di cui parlerò è da ascoltare con orecchio probabilistico: non esiste la vera indipendenza finanziaria, a meno che non scegliamo di vivere con ZERO (homeless, monaco buddhista,…) siamo sempre dipendenti in un modo o nell’altro dal sistema economico-finanziario. La nostra banca può andare in bancarotta, la nostra casa può crollare, la nostra nazione può sequestrarci/espropriarci i nostri beni e così via. Ci sono modi per ridurre al minimo questo rischio (parola d’ordine è diversificare), ma non è completamente azzerabile.

In Italia, così come in buona parte del mondo, le persone “fanno fatica ad arrivare alla fine del mese”. Molti sono in condizioni addirittura peggiori, pieni di debiti, rate, mutui. La FI non è per loro, voi direte. E invece no! Il web è pieno di storie che dimostrano il contrario, come quella di Trent Hamm, fondatore di “The Simple Dollar”, che è passato da un passo dalla bancarotta personale (in america una persona può dichiarare bancarotta) ad un passo dalla Financial Independence. Il tutto senza stipendi esagerati.

Il percorso per uscire dalle difficoltà economiche e raggiungere la Financial Independence passa per dei semplici primi passi che in letteratura sono chiamati Financial Intelligence e Financial Integrity. In un mio recente post ho illustrato questo percorso nel dettaglio. Niente di nuovo, questo percorso è illustrato benissimo in quello che probabilmente è il più utile e più famoso libro introduttivo sull’argomento: Your Money or Your Life.

Financial Intelligence significa consapevolezza. Significa capire quanto si possiede (attività), quanto si deve (passività), come vengono spesi i proprio soldi (budgeting).

Financial Integrity significa azione. Significa dare il giusto valore alle cose, significa spendere meno di quello che si guadagna. Significa spendere risorse in linea con i propri valori e non in modo impulsivo. Significa cercare modi per aumentare le entrate (skillarsi, lanciare attività in parallelo) e diminuire le uscite (frugalità, minimalismo). Significa mettersi a dieta e fare attività fisica.

Nel mio blog ho recentemente finito la serie di post sulla mia storia economica e professionale. Consiglio a tutti di leggerla, in ordine cronologico, così da cercare di ripercorrere le mie difficoltà, le mie decisioni, i miei errori.

Ora mi trovo in una posizione privilegiata, grazie alle mie scelte, alla mia dedizione e curiosità mi trovo ora nella posizione di poter ipotizzare il raggiungimento della FI in 4-5 anni. Seguendo la mia storia vi accorgerete che non sono “ricco di famiglia”, non sono “raccomandato” e soprattutto non ho vinto una lotteria. Anzi, ho iniziato molto tardi a far fruttare veramente le mie skills. Molti famosi bloggers hanno raggiunto la FI attorno ai 30 anni, come la famiglia frugalwoods, jacob di earlyretireextreme, Justin di RootOfGood e soprattutto Pete di MrMoneyMustache. A quell’età io ancora mi svegliavo ogni mattina chiedendomi perché stavo facendo un dottorato di ricerca per 800 euro al mese.

Ok, concretamente, ma quanto serve per raggiungere la Financial Independence?? Quanti soldi ci vogliono??

Cerco di farla breve qui, per una versione più completa leggetevi il mio post a riguardo.

Ci vuole un patrimonio (Net Worth) che ammonta a 25-40 volte (a seconda della tolleranza al rischio) il proprio budget annuale.

Se hai bisogno di 20.000 Euro l’anno per vivere, accumula 5/800.000 Euro e hai vinto. Ma aspetta, non semplificare! Non significa che devi sperare di campare 25-40 anni se no dopo non ti rimane nulla! Questo piano consente di prelevare probabilmente soldi all’infinito, e alla fine di averne ancora di più di quelli iniziali.

La parola chiave qui è investire, e questo blog ha fatto un ottimo lavoro nello spiegare come “la borsa va sempre su” e sul come “bisogna investire a lungo termine”. Sul mio blog ho una serie di articoli (work in progress) sul concetto di investimento. Articoli che partono dalle basi ed arrivano a dettagli concreti e a composizioni di portfolio. L’articolo che reputo più utile è quello sul mio modello di Mercato e di Prezzo delle azioni.

Storicamente, se prendiamo un indice americano come lo S&P500, non c’è periodo di 30 anni in cui la borsa non abbia guadagnato in media meno di un 7% annuo (anche tenuto conto dell’inflazione). Anche avessimo investito il giorno prima della crisi del 29, da li’ a 30 anni i nostro investimenti avrebbero prodotto un 7% annuo medio. Uno studio condotto dal Trinity College nel 1998 mostra come un portfolio composto da 75% azioni e 25% obbligazioni, sottoposto a prelievo annuo del 4% abbia probabilità vicina al 100% di sopravvivere 30 e più anni.

Quindi, se ti serve X l’anno e accumuli 25X (il cui 4% è esattamente X, quello che ti serve) e li investi 75%-25% ed ogni anno disinvesti quel 4%, i tuoi soldi ti bastano per sempre. Ho indicato un range 25x-40x in quanto il 4% di prelievo l’anno può essere considerato troppo rischioso, specialmente in una nazione come l’Italia che ha tasse molto elevate che da sole possono uccidere le rendite finanziare. Negli Stati uniti, dove gli studi citati fanno riferimento, la tassazione è notevolmente inferiore e gli investimenti hanno costi di gestione molto più bassi. Per una panoramica dell’impatto dei costi e tasse sui vostri investimenti vi consiglio questo mio post.

In italia la pensione arriva a 76 anni e la tendenza è al peggioramento. Non puntare ad essere indipendenti è una scelta che ci può costare cara. Significa decidere di essere alla mercé di chi comanda.

Se vuoi maggiori informazioni, consigli o aiuto in generale contattami. Se posso ti aiuto volentieri.

In ogni caso: se l’argomento ti interessa… se sei una persona che sta risparmiando ma senza un piano concreto… se stai spendendo soldi su frivolezze perché tutti ti dicono che “si vive una volta sola” ma non ti senti felice… se l’idea di lavorare in quel posto, per soldi, per altri N mila anni ti deprime… se sai rispondere a domande del tipo “cosa faresti se i soldi non fossero un problema” e se la risposta non fosse “continuerei a lavorare dove lavoro oggi”… se non ti spaventa la libertà… se hai risposto di si a qualcuno di questi “se” allora documentati, segui altri blog, fruga tra le mie risorse online, c’è una community estremamente vivace!

Gli americani dicono YOLO, che significa “You Only Live Once” o, in termini più caserecci, “si vive una volta sola”. A noi piace invece più WOLO: “Why only live once?”, perché vivere solo una vita?

Ciao!”
Bene! Se avete apprezzato il Guest Post (immagino di sì),  non dimenticate di seguire il blog di Mr. Rip all’indirizzo retireinprogress.com, e mi raccomando, spammate sempre anche questo blog e seguitemi sulla mia pagina Facebook

A presto!

 

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5 thoughts on “#22 – FIRE, ovvero come smettere di lavorare molto giovani (guest post di MrRip).

  1. Salve Andrea, innanzitutto complimenti per il blog.
    Mi chiedevo: dato che la regola del 4% derivante dal Trinity study si basa sull’analisi del mercato statunitense, quanto può essere attendibile ,tale regola, per un investitore che abbia intenzione di investire principalmente nell’azionario/obbligazionario europeo ? Sai per caso se esiste qualche studio in merito più adatto ad un investitore europeo ? Grazie.

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    1. Scusa per il ritardo, non avevo visto il commento.
      Uno studio simile sull’Europa non esiste, ricordati che fino a poco tempo fa eravamo tante nazioni distinte con monete diverse.
      Un mezzo incubo.
      Sono convinto che in Europa il 4% sia un po’ ottimista, anzitutto perché le tasse qui sono in genere più alte.
      Penso che lo strumento più vicino a quello che cerchi siano i vari Calculators sull’eccellente sito portfoliocharts.com
      Tieni presente che non tengono conto delle tasse però.

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