#13 – Massaia 2.0, ovvero l’importanza dei budget. 

Nei miei ultimi post ho cercato di aiutarvi a vincere la naturale tendenza a tenere i soldi sotto il materasso, spiegando come in generale affidarsi al vecchio sano capitalismo non sia una cattiva idea.

Tutto giusto ed importante, soprattutto in periodi tumultuosi come questo, ma ricordiamoci delle basi, già viste nelle Regole Fondamentali:

Un soldo risparmiato vale più di un soldo guadagnato. 

Un giorno mi addentrerò nei dettagli dell’affermazione sopra (che è molto meno superficiale di quanto sembri), ma per il momento guardiamo solo alla matematica spiccia: se da domani vi dessero un aumento di 100 euro, grazie alla tassazione scandinava del nostro paese con servizi centroafricani ve ne rimarrebbero in tasca circa 55-60, mentre  se non ne spendete 100, beh ne avete 100 in più.

Tutto questo per dire una grande banalità, già ribadita nelle regole fondamentali:

Non bisogna spendere in cazzate. 

Una delle maniere più potenti di evitare questo errore è la sana vecchia arte dell’economia domestica, che di base è un insieme di rudimenti di contabilità.

La rivoluzionaria idea di oggi è quindi:

  1. Guardate quanto guadagnate.
  2. Datevi un target massimo di spese annuali.
  3. Tracciate le spese ogni mese e confrontatele col budget.
  4. Aggiustate di mese in mese in caso vi fossero scostamenti.

Visto che sono una persona che vi vuole bene, ho deciso di condividere con voi questo file excel chiamato fantasiosamente Budget Spese, che è lo stesso che utilizzo io.

L’impostazione di base che cerco di avere è di minimizzare il totale, mantenendo uno standard di vita più che dignitoso.

Siamo nel 2016, la gente ama tanto lamentarsi, ma al di là di qualche piccolo sconvolgimento recente viviamo nell’epoca più prospera mai vista dalla razza umana: chiunque abbia uno stipendio medio non ha alcuna autorizzazione a lamentarsi, o peggio ancora a non riuscire a risparmiare una percentuale almeno in doppia cifra del proprio stipendio mensile.

Tenete ovviamente conto che esistono le preferenze personali: io ad esempio adoro viaggiare, e riservo cifre molto elevate a quella voce di budget, mentre dei vestiti non mi importa nulla o quasi. Per voi potrebbe essere l’opposto, non importa.

L’unica cosa che importa è il numero in basso a destra. 

Le regole auree sono:

  1. Per nessuna ragione al mondo avete il diritto di risparmiare meno del 15% del vostro stipendio netto, a meno che viviate sotto la soglia di povertà.
  2. Fate un budget aggressivo (cioè con il minimo indispensabile) ed uno conservativo, poi datevi come obbiettivo qualcosa nel mezzo. Sempre naturalmente rispettando la regola 1.
  3. Tenete sempre un margine di sicurezza.

Andiamo ora ad analizzare le singole voci una ad una, con qualche piccolo consiglio su come ridurle il più possibile.

Affitto. 

L’affitto (o mutuo se avete comprato) è una spesa molto poco comprimibile, nel senso che una volta fatta la scelta non è per nulla semplice modificarla nei mesi.

Si tratta quindi quasi di un costo fisso.

La teoria dice che non bisogna spendere più del 33% del proprio stipendio per la casa, ma si tratta ovviamente di una linea guida.

In certi casi è impossibile da rispettare se non vivendo di merda (che non è l’obiettivo). Quando iniziai a lavorare a Parigi, per esempio, guadagnavo 1200 euro al mese circa: per pagare 400 euro di affitto avrei dovuto stare in topaie, oppure a 50 km dalla città (cosa che non solo mi avrebbe fatto vivere male, ma avrebbe anche aumentato i miei costi di trasporto). A quei tempi pagavo quindi felicemente una percentuale ben più alta, leggermente oltre il 45%.

In altri casi invece si può spendere molto meno: non è perché potete permettervi un castello che dovete per forza affittarlo.

La mia regola è: per l’affitto il minimo indispensabile per una cosa morigeratamente bella, e ricordatevi che nel dubbio la casa va presa più piccola. Se vi sembra troppo piccola è solo perché siete inesperti.

Supermercato. 

Su questa ho già scritto un intero post, perché la gente spende cifre assolutamente folli per fare la spesa, ma in generale ricordate che il risparmio si fa decidendo quali cibi comprare, non la loro qualità. Una zuppa fatta con legumi bio costerà sempre meno di un filetto comprato al Lidl.

Seguite queste semplici regole e ne uscirete bene:

  1. Poca carne. Fa bene alla salute (ci sono dozzine e dozzine di ricerche che dimostrano che ne mangiamo troppa), all’ambiente ed al portafogli.
  2. Zero cibi pronti (vedi sopra).
  3. Tanta frutta, verdura e legumi di stagione.
  4. Poco alcol costoso, che in Italia è pieno di vini ottimi sotto i 4 euro.
  5. Detersivi/saponi/detergenti/ecc solo in sconto 50%.

Ristoranti / bar. 

Questa spesa in un mondo giusto dovrebbe essere circa zero, ma si sa, siamo deboli.

La principale obiezione è che queste spese sono “necessarie” per avere una vita sociale. Non dimenticatevi però che come gli altri hanno influenza su di voi, anche voi potete averne su di loro.

Io personalmente ho da sempre cercato di ridurre le spese per il ristorante ed i vari eventi mondani organizzando cene o aperitivi a casa: con il budget per persona che si spende in pizzeria potete fare una cena luculliana, e con la spesa media di un aperitivo con due cocktail potete mandare la gente in rianimazione a furia di negroni.

Viaggi. 

Questo è il mio punto debole. Mia moglie ed io adoriamo viaggiare, ed ogni vacanza è occasione per andare da qualche parte, spesso in aereo.

Come se non bastasse, sono un avido sommozzatore, ed immergersi con le bombole è un hobby molto costoso.

Ero quindi convinto di spendere molto più della media della gente, ma con mia grande sorpresa, spesso in famiglia spendiamo meno, anche di gente che guadagna poco.

I più grossi sbagli che si fanno di solito sono 2:

  1. Viaggiare quando viaggiano tutti. Purtroppo non sempre si ha la flessibilità, ma in ogni occasione possibile NON viaggiate ad agosto, o a Natale. Il viaggio in America fatelo a inizio ottobre e vedete che il volo vi costerà 700 euro invece che 1600.
  2. Spendere in cazzate perché “siamo in vacanza”. Senza fare gli olandesi che viaggiano portandosi dietro le lattine di würstel in salamoia, non è necessario fare TUTTI I GIORNI colazione, pranzo e cena fuori. Prendete un B&B (così la colazione è gratis), mangiate un panino a mezzogiorno, e così via.

Trasporti. 

In questa voce entrano tutti i costi relativi al muoversi, quindi macchina, benzina, abbonamento della metro, ecc.

Come già fatto notare in precedenza, una spesa eccessiva in questa categoria è spesso la principale ragione per cui la gente è povera.

Avendola già analizzata a fondo non mi dilungherò oltre. Comprate una bici e prendete il treno o l’autobus più spesso possibile, se vivete fuori città e dovete usare la macchina tutti i giorni per recarvi al lavoro fate i conti. 

Sono pronto a scommettere con chiunque lavori a Milano e vive fuori, che in totale costi molto meno spendere 250 euro in più al mese in affitto, se questo permette di eliminare l’uso dell’auto.

Luce / Gas / Acqua. 

Anche qui, usate il buonsenso.

Non avete idea quanto si risparmi installando lampadine a led invece delle vecchie lampadine, tenendo il riscaldamento a livelli non tropicali in inverno e non facendo docce da sei ore tutte le mattine.

Io sono sempre stato avvantaggiato dal fatto di essere un venditore (quindi spesso non a casa), ma nella mia vita ho sempre avuto spese appena superiori al 50% di chi aveva appartamenti come il mio.

Internet / TV / Telefono. 

Nel 2016 internet è praticamente un bene di prima necessità, ma chi, a parte le famiglie con 5 figli che guardano roba in streaming contemporaneamente o le imprese, ha bisogno di 100mb di connessione? Certo, spesso sono solo pochi euro in più al mese, ma su vent’anni…

Riguardo la televisione, il nostro stato ladro ci estorce 100 euro l’anno in cambio del privilegio di vedere programmi di merda pieni di pubblicità, cosa che da sola dovrebbe spingere tutti a tumularla per sempre, ma se proprio non potete farne a meno almeno evitate di spendere cifre oscene per Sky o simili stupidaggini. Non negoziabile.

Il telefono in Italia non costa niente, abbiate solo la furbizia di non prendere pacchetti super costosi che non servono a niente.

Donazioni / Beneficenza 

In questa categoria finiscono tutte le “spese” con le quali cerchiamo di comprarci un posto in paradiso spendendo soldi invece che sbattendoci.

Adozioni a distanza, elemosine, donazioni a medici senza frontiere, WWF, associazioni pro bono, ecc.

Essendo una voce estremamente “privata”, preferisco non commentare in modo molto approfondito, lasciando giusto un’osservazione personale: quando uno/a ha la fortuna di avere molto di più di quanto serva per vivere degnamente, può permettersi di dare qualcosina a chi è meno fortunato.

Sport 

Le grandi verità assolute sono in circolazione da centinaia di anni, ed io sottoscrivo in pieno la massima mens sana in corpore sano. 

Avendo appena cambiato lavoro ed essendo io in ufficio almeno 12 ore al giorno negli ultimi tempi, sto lentamente assumendo la forma di un budino al cioccolato, ma sono pienamente cosciente del grave errore che commetto.

In una situazione assestata comunque è di fondamentale importanza fare attività fisica almeno tre volte a settimana, non tanto per questioni estetiche od altro ovviamente, quanto per una questione di salute.

Unica cosa: non fate la cazzata di andare a spendere 200 euro al mese per una palestra quando avete un parco di fianco a casa, o quando ci sono palestre che costano moltissimo meno.

Online shopping

Visto che il mio concetto di “governo ideale” è una efficientissima dittatura di amazon sul mondo intero, vista l’ampissima scelta di prodotti disponibili ed il livello altissimo di servizio al cliente, appurato che odio andare in giro a comprare cose, capirete perché il mio budget abbia una voce dedicata all’online shopping.

Unica cosa cui fare grande attenzione: viste le qualità di cui sopra, spesso si finisce a comprare cose inutili. Io mi sono auto imposto una regola per minimizzare queste funeste occorrenze: prima di comprare un qualsivoglia oggetto, a meno che non sia una necessità immediata ed inevitabile, deve rimanere nel carrello almeno una settimana.

Incredibile come i due terzi delle cose poi finisca a non comprarle.

Sanità 

Questi costi (es. il dentista) sono in apparenza non discrezionali, per cui si potrebbe pensare che l’unico uso di questa voce sia di tracciarne l’entità.

Se da un lato è vero che le spese sanitarie non dipendono dalla nostra volontà, dall’altro è fondamentale che vengano previste/messe a budget, perché, pur essendo rare (soprattutto per chi è giovane), quando poi vanno sostenute gli importi sono spesso consistenti.

Se fate le previsioni bene quindi, dovreste  avere zero ogni mese (contro magari un budget di 30€) in previsione del mese tra due anni in cui vi farete estrarre un molare e vi costerà 300€.

Casa / mobili / elettrodomestici

Per me questa voce ha spesso, purtroppo, rappresentato una fetta consistente delle mie spese, in quanto per cause varie (principalmente il lavoro) ho cambiato 10 appartamenti dal 2003 al 2016.

Per chi ha una vita più stabile queste uscite dovrebbero essere minori, ma anche qui vale lo stesso principio delle spese sanitarie: la lavatrice si rompe magari ogni dieci anni, ma quando si rompe sostituirla vi costa uno stipendio.

Le televisioni le assimilo molto alle automobili, nel senso che comprarle nuove è una decisione finanziariamente molto infelice: dato che in questo campo la tecnologia sembra essere almeno cinque anni avanti rispetto alle infrastrutture che dovrebbero sfruttarla, comprare un televisore usato di quattro anni al 20% del suo costo iniziale sembrerebbe una buona idea.

Vestiti

Ahhhhh, il vestiario!

Noi italiani siamo noti ovunque per essere estremamente eleganti e stilosi, e ci mancherebbe altro, viste le cifre indegne che spendiamo in vestiti.

Nel mio modo ideale (che esiste in due versioni: la già citata dittatura di amazon e la dittatura mia) c’è una legge che impedisce a chi guadagna stipendi netti sotto le cinque cifre mensili di acquistare jeans da 250 euro.

Posto che nel nostro mondo di oggi è necessario spendere abbastanza da presentarsi dignitosi sul lavoro (è dimostrato che l’apparenza conta nell’evoluzione della carriera), è praticamente certo che stiate spendendo troppo in questa voce

L’aver vissuto anni in America mi ha aperto gli occhi su quanto ci facciamo derubare in Italia: a Manhattan, che secondo uno studio della UBS (che consiglio di leggere a tutti quelli che pensano di espatriare) è semplicemente il posto più caro del mondo, in sei anni non ho mai pagato più di $56 per un paio di Levi’s, e si vendono polo bellissime 100% cotone sempre sotto i $20.

Oltre al costo unitario eccessivo, un altro errore tipico è di comprare vestiario perché “è in saldo”. La domanda da farsi è: mi serve o non mi serve?

Quelli che cambiano il guardaroba perché “è passata la moda” invece, andrebbero presi direttamente a pietrate, se hanno superato i 17 anni.

 Altro

Ci vuole naturalmente anche una voce residuale, per metterci tutte le spese che non sapete dove mettere altrimenti.

Un solo consiglio: prevedete a budget un quantitativo abbastanza alto, perché è molto probabile che nel prevedere i costi (tutti i costi delle voci viste sopra) qualcosa vi sia sfuggito.

In conclusione, ricordate: non ha molta importanza quali voci mettiate, se ne volete aggiungere altre, ecc.

Semplicemente è bene e di grande aiuto al risparmio prevedere, darsi dei limiti, e tenere i conti. 

Buon risparmio a tutti!

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10 thoughts on “#13 – Massaia 2.0, ovvero l’importanza dei budget. 

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