#11 -Come risparmiare sulla spesa al supermercato

Scaffale Supermercato
Anzitutto mi scuso con voi per il formato orrendo ed illeggibile di questo post. L’ho scritto tutto offline e facendo un banale copia/incolla mi saltano le battiture degli “a capo” ed esce questo osceno wall of text, da cui ho preferito editare aggiungendo dei punti.
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Recentemente mi confrontavo con alcuni amici riguardo quanto le nostre rispettive famiglie spendessero mensilmente al supermercato.
Essendo io molto appassionato di cucina, per quanto riguarda il cibo sono quello che le persone di marketing definirebbero “consumatore premium” (se la memoria non mi inganna è quella categoria di persone che in media compra marchi il 20-30% più cari rispetto agli standard di mercato), su cui le catene Retail guadagnano una larga fetta dei propri profitti.
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Come se non bastasse, faccio sempre la spesa da Esselunga* nonostante sappia che è tendenzialmente un supermercato caro, perché ne apprezzo la vastità di scelta.
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A costo di degradare la mia mascolinità, ammetto senza problemi che sono uno di quegli uomini che adora fare la spesa, e che può passare tranquillamente un’ora al supermercato per uscire poi con due sacchetti minuscoli.
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Per farla breve, uno potrebbe immaginarsi che, al confronto tra coppie, io e mia moglie saremmo stati con distacco quelli che spendevano di più.
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Niente di più sbagliato.
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È dai tempi del mio erasmus in Francia (quindici anni fa, come passa il tempo) che chi mi conosce rimane basito dalla pochezza delle mie spese alimentari.
“Ma come Andrea, tu compri sempre solo roba buona, hai spesso il vino aperto a tavola e non risparmi mai su nulla, non è possibile!”.
Dove sta il segreto? Semplicemente, è molto più importante fare attenzione a quale categoria di prodotti si compra, piuttosto che il prezzo relativo del singolo item.
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Per fare un esempio banalissimo, una pasta di alta qualità costa massimo 1.30€ per mezzo kg, mentre il prosciutto crudo, anche se lo comprate dalla Lidl, è difficile da trovare sotto i 20€ (io non l’ho mai visto).
Di conseguenza, se a casa mia mangiamo solo pasta De Cecco tre volte a settimana e prosciutto San Daniele una volta a settimana, spenderemo comunque meno di una famiglia che mangia pasta scadente due volte e prosciutto scandente due volte.
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La maniera corretta di ragionare è in termini di costo medio per pasto nel corso del mese.
Se iniziate a ragionare in questo modo capirete in fretta come il prezzo osceno del lardo di Colonnata (una prelibatezza che mi piace concedermi) non ha quasi alcuna rilevanza visto che:
a) lo si mangia una volta ogni morto di papa.
b) la porzione media sono 15 grammi.
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Se volete quindi mantenere i costi sotto controllo eccovi altri banali consigli.
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1- cucinate sempre voi (ossia: niente cibi pronti). 
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Tenete presente questa regola, che è quasi sempre valida: più lavoro c’è dietro la produzione di un cibo, maggiore è il ricarico sia del produttore che del supermercato stesso.
Per fare un esempio estremo prendete il cibo con dietro più lavoro in assoluto: quello che mangiate dove qualcuno (che deve avere anche un guadagno) ha fatto la spesa per voi, ha apparecchiato per voi, ha cucinato per voi e pulisce per voi.
È naturale che un piatto di pasta al ristorante costi quindi di più che non uno fatto in casa, perché vi siete fatti la spesa da soli, avete apparecchiato da soli, cucinato da soli e lanciato la lavastoviglie da soli (oltre al fatto che non dovete guadagnare su voi stessi).
Eliminate i cibi fatti e guadagnate in salute ed in soldi.
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2- mangiate meno carne. 
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La carne, quella rossa in particolare, è uno dei cibi consumati con differenza più cari in assoluto. Chiaramente il caviale è più caro, ma per una banale questione di frequenza di acquisto, l’impatto del caviale sul vostro budget di spesa annuale rimarrà sempre sostanzialmente nullo (a meno non siate un pappone russo, nel qual caso avete tutto il mio rispetto).
Sostituite una bisteccona per due a settimana con una frittata, o una bella zuppa di ceci, e risparmierete facilmente anche 50 euro al mese. Se vi sembrano pochi ricordatevi della forza delle piccole cifre.
Oltre al budget, farete bene anche alla vostra salute ed all’ambiente: sono ben lungi dall’essere vegetariano (anzi), ma nella moderna civiltà occidentale si mangia davvero troppa carne, specialmente rossa.
Chiedete a qualsiasi medico quante volte la settimana bisognerebbe mangiare carne rossa e vi risponderà con grande probabilità “idealmente una”.
In ultima analisi, l’impatto ambientale degli allevamenti di carne, calcolato in risorse  utilizzate per caloria di output (trad: quanto tra benzina, fertilizzanti, mangimi, acqua, ecc si deve bruciare per produrre cibo dal valore nutritivo di 1 caloria) è il più alto tra tutte le categorie di cibi.
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3- fate la spesa di prodotti freschi spesso, ed in piccole quantità.
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Le statistiche dicono che in media le società occidentali buttano un sacco di cibo.
I numeri esatti non sono facili da stimare, ma prendendo uno o due articoli a caso si vede che i numeri sono rilevantissimi, in doppia cifra.
Una percentuale di spreco di X%, matematicamente, equivale a pagare il cibo che effettivamente mangiate X% più caro.
Quindi: è molto meno costoso fare la spesa per l’insalata sotto casa, ma non buttare niente, che non andare in un ipermercato, comprare due cespi pagandoli il 20% meno, ma buttandone uno perché lo avete fatto andare a male.
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4- comprate tutto ciò che non ha data di scadenza solo quando in fortissimo sconto.
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Il dentifricio non va a male, idem lo shampoo o i fusti del Dixan**, ed a meno che non viviate nell’appartamento del tipico stagista milanese non dovreste avere problemi a stoccarne quantità sufficienti da traghettarvi da una promo al 50% all’altra.
Non ha alcun senso comprare questi beni a prezzo pieno.
Non ha nemmeno senso comprare le pastigliette per la lavastoviglie spaziali con 18 sostanze pulenti invece del fusto da 2kg che costa un decimo.
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5- ciclicamente, datevi come obbiettivo di non comprare più cibo fin quando non svuotate la dispensa. 
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Viviamo talmente tanto nell’abbondanza oggi che siamo persino in grado di lasciare un pacco di pasta in fondo alla dispensa per così tanto tempo da farla andare a male.
Forzarci a svuotare la dispensa prima di comprare altro cibo ha vari benefici: anzitutto vi farà rendere conto di quanto cibo teniamo in casa senza saperlo (l’ultima volta che mi sono dato questo obbiettivo non ho quasi comprato cibo per più di due settimane).
In secondo luogo, stimola la creatività: quei fagioli nani dell’himalaya che vi ha portato il vostro amico frikkettone adesso dovete anche imparare a cucinarli.
In ultimo, vi abbatte gli sprechi.
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6- minimizzate le spese in posti lontanissimi perché “lì la roba costa meno”.
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Una volta una persona che sembrava essere in grado di fare le addizioni e le sottrazioni (nel mondo stiamo parlando di un’elite del 10% della popolazione al massimo) mi ha detto seriamente:
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“Eh oggi pomeriggio vado a fare la spesa all’ [inserisci supermercato a 25km di distanza da casa sua] che hanno l’olio in offerta a 2.49 al litro”. 
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Se in questo caso l’idiozia matematica è lampante, non avete idea di quanto spesso la gente si faccia gabbare da questa illusione di risparmio, finendo a spendere molto di più.
Ricordateevi sempre che:
b) il vostro tempo ha un valore monetario, di cui una buona stima per difetto potrebbe essere il vostro stipendio orario.
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Ora provate a seguire questi consigli per un mese, poi eventualmente datemi un feedback riguardo quanto siete riusciti a risparmiare, qui nei commenti o nella bellissima ed utilissima (?) pagina Facebook di questo blog.
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Buon risparmio!

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*contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Esselunga non ha pagato milioni di euro per essere menzionata in questo blog.
**nemmeno la Dixan purtroppo.
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5 thoughts on “#11 -Come risparmiare sulla spesa al supermercato

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